Venerdì 18 Ottobre 2019
Tra febbraio e marzo il maltempo ha causato danni per 317 milioni in tutta l'Isola. Coinvolti 9 centri jonici


Stato di emergenza per 21 comuni messinesi, la Regione inoltra richiesta a Roma

di Redazione | 23/04/2015 | ATTUALITÀ

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In tutta l'Isola si sono verificate oltre 6mila frane

Sono 21 i comuni della provincia di Messina per i quali la Regione Siciliana ha inoltrato la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza al Governo nazionale, dopo l'aggravamento delle criticità provocate dagli eventi meteo di inizio anno in Sicilia, nello specifico dal 16 febbraio al 9 marzo, per le quali il Governo Crocetta aveva già dichiarato lo stato di calamità. Nell’intero territorio regionale si sono registrati diffusi danni e criticità alle infrastrutture viarie e ferroviarie, al comparto agricolo e produttivo, alle strutture pubbliche e private e al reticolo idraulico. Oltre 6mila frane hanno interessato l’intero territorio regionale sconvolgendo principalmente la viabilità e conseguentemente tutte le attività economico-produttive. A ciò si è aggiunta l’interruzione dell’autostrada A19 Catania-Palermo, chiusa all’altezza di Scillato (Pa) per il cedimento del viadotto Himera: situazione che di fatto ha diviso in due l’Isola con gravi disagi per la circolazione e il tessuto economico e produttivo. La stima provvisoria dei danni in tutta la regione ammonta a quasi 317 milioni di euro: nella provincia peloritana, dove sono state evacuate 11 persone, la cifra si aggira intorno ai 71 milioni, di cui per danni alle infrastrutture viarie, 2,1 milioni per danni alle strutture pubbliche e 430mila euro alle reti di sottoservizi. Per interventi di somma urgenza sono stati già spesi 30mila euro, ma il Governo Crocetta ha chiesto a Palazzo Chigi di poter disporre, per l'esecuzione di interventi, anche dell'utilizzo di risorse finanziarie in giacenza presso gli enti locali, con la deduzione delle spese dal calcolo del Patto di stabilità. I centri messinesi inseriti nella richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza sono Alcara Li Fusi, Capizzi, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Castroreale, Cesarò, Fiumedinisi, Gaggi, Messina, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Naso, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Sinagra, Tripi, Pagliara, Roccalumera, Rometta, San Teodoro, Taormina e Tusa.

Nella zona jonica una delle situazioni più critiche si registra Gaggi, a causa della frana avvenuta la sera del 22 febbraio in via Largo La Punta. Sotto la strada in questione, infatti, è presente un complesso edilizio investito dai massi caduti dal costone. Dieci persone sono state sgomberate e il pericolo rimane. Servono interventi strutturali per il consolidamento del versante. A Gallodoro, sulla Sp13, si è verificato il crollo di massi all'altezza di contrada Ponte Brunitti, mentre a Mongiuffi Melia  l’emergenza riguarda una frana a ridosso della circonvallazione dell'abitato di Melia e della strada di penetrazione agricola che conduce in contrada Pantani. A Pagliara danni alle opere di regimentazione idraulica dell'omonimo torrente, in contrada Cittadella. Risultano particolarmente danneggiate tre briglie e un tratto di muro d'argine di circa 50 metri. Una frana ha interessato la Sp17 a Fiumedinisi, in contrada Nunziatella, provocando il momentaneo isolamento del centro collinare. A Castelmola altra frana sulla Sp10 Taormina-Castelmola, con blocchi che sono rotolati lungo il pendio fermandosi sulla sede stradale nei pressi di una impresa di materiale edile. Infine, a Casalvecchio Siculo, un vasto fenomeno franoso interessa parte del centro storico. Segnalate diverse fratture e abbassamenti della strada provinciale che attraversa l'abitato. 


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