Domenica 25 Agosto 2019
Tra Messina a Giardini Naxos gli automobilisti affrontano diverse criticità


Strada statale 114, un percorso a ostacoli tra frane e ponti instabili

di Andrea Rifatto | 19/12/2016 | ATTUALITÀ

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Frane al km 39 in territorio di Letojanni

Sensi unici, restringimenti, buche, ponti instabili, colline che franano. La Strada statale 114, nel tratto tra Messina e Giardini Naxos, sembra più un percorso a ostacoli che la principale via di collegamento che attraversa dodici comuni costieri tra il capoluogo e il confine con la provincia di Catania. Diversi tratti, infatti, presentano da molti anni serie criticità e non sempre sono stati adottati i necessari interventi volti a garantire agli automobilisti di percorrere il tracciato in totale sicurezza. Partendo da Messina e procedendo verso sud, uno dei problemi che si presenta frequentemente è quello delle frane a capo Alì, tra i km 20 e 23, dove dai costoni rocciosi che sovrastano la Statale, soprattutto in caso di maltempo, piovono sulla carreggiata massi e terra. L’Anas nell’ultimo anno ha rinforzato le reti di contenimento installate sulla parete ma si vive sempre con l’incubo che da un momento all’altro possano verificarsi nuovi crolli. Lasciate le frane, ci si imbatte nei primi semafori: al km 25,350, tra Alì Terme e Nizza di Sicilia, si viaggia infatti a senso unico alternato sul ponte Nisi, infrastruttura ritenuta instabile e non in grado di sopportare il carico dei mezzi su entrambe le corsie. Situazione analoga a quella che si ritrova più avanti, al km 35,100 sul ponte Agrò, tra S. Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo: altro impalcato traballante e altri semafori che fanno infuriare gli automobilisti. Sant’Alessio mantiene però un record: sui tornanti del Capo, dal 2011, nessuno è mai intervenuto per rimuovere un movimento franoso che restringe la carreggiata al km 37,900 e che fa temere l’interruzione dell’arteria a ogni ondata di maltempo. Da qui verso Giardini il percorso è in buona parte costellato da continui smottamenti, soprattutto all’altezza dell’abitato di Letojanni, dove il 25 novembre scorso dalle colline sovrastanti sono precipitate sulla Statale 114 grandi quantità di terra e pietre che hanno costretto a interdire per 12 ore la circolazione. Una problematica simile a quella di Capo Alì si registra invece a Capo Taormina, dove non di rado dal costone roccioso si staccano massi che rotolano sull’asfalto. Va dato atto all’Anas, in occasione delle ultime piogge torrenziali, di essere prontamente intervenuta per la pulizia del piano viabile ma servono maggiori garanzie di sicurezza per gli automobilisti, che non possono limitarsi al rifacimento del manto stradale come previsto dall’operazione #bastabuche.


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 19/12/2016 alle 16:24:44

Manca dalla lista il "capolavoro" del sottopassaggio ferroviario di S. Alessio ... e così la lista attuale è completa. Facciamo il giro d'Italia in autummo ... insomma quando piove un po': forse si vergognerebbero anche "lassù" ! Credo che al tempo dei Romani la Consolare Valeria garantiva meglio il traffico: non era perfettamente pianeggiante (ma nemmeno ora lo è!), ma se si interrompeva si interveniva subito. O tempora, o mores! Senatus haec intellegit. Consul videt; hic tamen vivit. ---> "Che tempi! Che costumi! Di tutto ciò il senato è a conoscenza, il console lo vede, eppure costui vive."

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