Venerdì 22 Novembre 2019
Mutuo e introiti dell'evasione per la realizzazione. Autorizzato lo studio di fattibilità


Svincolo Val d'Agrò: addio tassa di scopo

di Andrea Rifatto | 04/12/2013 | ATTUALITÀ

2068 Lettori unici | Commenti 4

Ministero e Regione diranno se gli elaborati sono validi

Che il costo di realizzazione per lo svincolo S. Teresa-Val d’Agrò dell’autostrada Messina-Catania fosse interamente a carico del Comune di S. Teresa di Riva lo sapevamo già. Ma sin dalla presentazione dell’idea progettuale, lo scorso 5 agosto, l’interrogativo maggiore era uno: da dove arriveranno le risorse economiche per un’opera che costerebbe intorno ai 10 milioni di euro? I sindaci dei comuni della Val d’Agrò (S. Alessio, Forza d'Agrò, Casalvecchio, Roccafiorita, Limina, Antillo e Savoca) che trarrebbero benefici dalla nuova uscita autostradale, invitati dal sindaco di S. Teresa, Cateno De Luca, alla conferenza stampa di presentazione, apparivano inizialmente dubbiosi e preoccupati di dover mettere mano nelle proprie casse comunali. Ma quando capirono che l’ente santateresino avrebbe consegnato loro uno svincolo autostradale chiavi in mano e che la loro unica preoccupazione sarebbe stata tirare a lucido le fasce tricolori per il taglio del nastro e il saluto di benvenuto alle prime auto raggianti che avrebbero imboccato la nuova uscita, i loro visi apparvero subito rilassati, sollevati da un peso che temevano già li avrebbe accompagnati a lungo. “E come riusciremo (o meglio riuscirete) – chiedevano innocentemente i primi cittadini presenti - a trovare i fondi per un’opera così imponente? Sono anni che ne parliamo ma è stato fatto poco o nulla”. E qui arrivò la sorpresa del sindaco di S. Teresa: imposta di scopo. Una tassa che ricalca totalmente l’imposizione sugli immobili, una sorta di IMU bis, che i santateresini dovrebbero pagare per 10 anni al fine di finanziare i lavori per l’agognato (?) svincolo. Strano? “No - spiegava De Luca –: il valore degli immobili dei santateresini aumenterà di almeno tre volte”. Ma i contribuenti non hanno mandato giù questo boccone amaro, visto che il prelievo fiscale operato dallo Stato fino ad arrivare ai Comuni è già una mazzata per famiglie ed imprese. Il sindaco De Luca da mesi rassicura che si stanno vagliando tutte le ipotesi, non ultima quella di riuscire ad ottenere fondi regionali o statali, per evitare il balzello comunale pro-svincolo.

 

La strada è ancora lunga. Tassa di scopo in soffitta
La novità degli ultimi giorni è che l’Amministrazione comunale santateresina ha deciso di destinare alla realizzazione dello svincolo gli introiti derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, che di settimana in settimana aumentano a dismisura: laddove non saranno sufficienti queste somme, si procederà con la contrazione di un mutuo. Dunque tassa di scopo in soffitta. La strada è però ancora lunga. Intanto il Consorzio per le Autostrade Siciliane, dopo aver valutato la proposta avanzata dal comune jonico per realizzare una nuova uscita dell’A18 a S. Teresa, giudicandola funzionale alle esigenze del territorio, ha rilasciato il nulla osta per la redazione dello studio finalizzato a verificare la fattibilità tecnica e socio-economica dell’infrastruttura, inviando la documentazione, con evidenziata la localizzazione prevista dal Comune di S. Teresa, all’assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità, affinché lo stesso possa esprimere la propria condivisione in merito all’opportunità di rilasciare il nulla osta. Un via libera dunque che non deve trarre in inganno: spetterà all’assessorato regionale e al Ministero Infrastrutture e Trasporti verificare se gli elaborati prodotti saranno validi. Al Cas in particolare bisognerà dimostrare che il nuovo casello autostradale incrementerà le entrate nelle casse dell’ente di gestione. Ma i veicoli che sceglierebbero di utilizzare il nuovo svincolo, non sono gli stessi che verrebbero a non utilizzare gli svincoli vicini? Cosa spingerebbe un flusso maggiore di auto a immettersi in autostrada e scegliere l’uscita della Val d’Agrò? La strada è ancora lunga: ad agosto il sindaco Cateno De Luca aveva addirittura mostrato il cronoprogramma: tre mesi per la progettazione definitiva, tre anni per completare i lavori. Ma qualche settimana fa lui stesso ha ricordato che per realizzare lo svincolo è necessaria una variante urbanistica al Piano di fabbricazione tutt’ora in vigore a S. Teresa, e che ci vorranno due anni per ottenerla. Il buon giorno si vede dal mattino, ma la giornata è lunga con probabili annuvolamenti…

Più informazioni: svincoli a18  


COMMENTI

Sergio Puglisi | il 04/12/2013 alle 19:28:49

classici teatrini da grandi infrastrutture siciliane...e le nostre intelligenze vengono preso in giro sempre di più.

roberto maria moschella | il 04/12/2013 alle 20:22:52

Caricare ulteriori tasse sulle spalle dei cittadini oggi e' un crimine! Per un'opera di quale utilita'? Per fare arrivare maggiori orde di automobilisti bifolchi fa fuori che solitamente non lasciano un soldo in paese, utili solo ad incrementare il traffico estivo, il rumore. l'inquinamento di un posto gia' martoriato e senza parcheggi? Perche' spendere tanti denari quando ormai non c'e' lo possiamo mai piu' permettere? Forse qualcuno spera che quella che chiamano ''crisi'' presto finira', ma e' un inganno, siamo ancora agli inizi di una fase congiunturale che chissa' quali rovine apportera'ed il cambiamento sara' irreversibile. Per il bene dei nostri figli, li dobbiamo fermare, non gli dobbiamo permettere di indebitarci ulteriormente.

Pippo Sturiale | il 05/12/2013 alle 08:16:52

Ci si spieghi quale vantaggio avrebbe un abitante di Via Sparagonà bassa o di Bucalo da uno svincolo vicino al torrente Agrò rispetto ad ora !?? O come potrebbe circolare agevolmente o trovare meglio il posteggio: è la viabilità normale che manca! Le nostre strade somigliano ad un intestino con tanti diverticoli ....

massimo | il 05/12/2013 alle 11:38:13

ci fosse la gratuità per uno o due decenni per i residenti che entrino ed escano, magari la cosa converrebbe anche ai sparago-bucaloti. Moltiplicato per le volte annue che si va a Messina o Catania, e messo in media tra pendolari e cittadini che non usano per niente l'a18.... finisce che diviene legittimamente remunerativo sia il mutuo che la tassa di scopo.

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