Sabato 24 Agosto 2019
Razza nega ridimensionamenti e parla di potenziamento. Cosa dice il decreto


Tagli all'ospedale di Taormina, le parole della politica e la realtà degli atti

di Andrea Rifatto | 03/03/2019 | ATTUALITÀ

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L'incontro a Palermo con l'assessore Razza

Nessun ridimensionamento dell'ospedale di Taormina, anzi un potenziamento grazie ad una convenzione con la Croce Rossa per garantire un primo front office, l'assunzione di nuovo personale e l'elevazione del Pronto Soccorso a struttura complessa”. Parole rassicuranti arrivate dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, durante un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Palermo con una delegazione di amministratori comunali taorminesi, con in testa il sindaco Mario Bolognari, alla presenza del deputato regionale Danilo Lo Giudice. Al centro dell'incontro la riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana che interessa anche il nosocomio di Taormina, capitale del turismo siciliano. “L’assessore Razza – si legge in un comunicato diffuso dopo l’incontro – ha dato ampie rassicurazioni, smentendo le preoccupazioni che erano emerse nei giorni scorsi e dando anzi importanti informazioni circa il personale e l'organizzazione dei servizi”. Cosa ci sia da smentire, però, non si riesce a comprendere. Il decreto 22/2019 di adeguamento delle rete ospedaliera al Dm 70/2015, con l’inserimento delle osservazioni avanzate dal Ministero della Saluta è stato firmato proprio dall’assessore Razza l’11 gennaio e per quanto riguarda l’ospedale San Vincenzo di Taormina parla molto chiaro: i posti letto passano da 186 a 179, dunque con una perdita di sette unità e il nosocomio viene confermato Dea di I livello (con 0 posti letto), ossia struttura che garantisce oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di pronto soccorso semplice anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e, contemporaneamente, deve assicurare interventi diagnostico-terapeutici. Dunque nessuna elevazione rispetto al passato.

Dall’incontro sono poi arrivate “rassicurazioni anche in merito al mantenimento della Cardiochirurgia pediatrica, per la quale è stata già ribadita al Ministero la volontà di mantenerla a Taormina, sfruttando la possibilità di coinvolgere la Regione Calabria”. Nel decreto 22/2019 viene specificato come la Regione prevede di mantenere Cardiochirurgia pediatrica a Taormina fino al suo trasferimento all’Azienda ospedaliera Civico di Palermo e che l’Assessorato ha comunque avviato un’interlocuzione con la Regione Calabria “al fine dell’attivazione di una collaborazione tra le due regioni volta a garantire l’assistenza cardiologica per i pazienti calabresi di età pediatrica nella struttura taorminese”. Nella Perla, in tal caso, si prevede il mantenimento dell’Unità operativa di Cardiochirurgia pediatrica, in considerazione che l’ampliamento del bacino d’utenza, con i pazienti calabresi, permetterebbe di mantenere attive due cardiochirurgie pediatriche in ambito regionale. Ciò consentirebbe peraltro di non disperdere le professionalità e le competenze specifiche acquisite dalla struttura di Taormina. Proposta di intesa che in atto è al vaglio del Ministero. 

Parole sono state spese anche per quanto riguarda il personale: Razza ha comunicato “che sono state già avviate le procedure per la copertura dei posti previsti in pianta organica, mediante i concorsi a tempo indeterminato alcuni avviati, alcuni in fase di attivazione, che ci consentiranno di garantire ulteriori 37 medici e 37 infermieri al fine di migliorare i servizi resi all’utenza, dando un vero e proprio slancio alla struttura ospedaliera”. Su questo punto, però, regna ancora la più totale incertezza. In Sicilia ci sono attualmente 50 medici disposti a trasferirsi subito nei grandi ospedali metropolitani in tilt ma non possono farlo: il 15 gennaio, infatti, l’Assessorato ha stoppato le richieste di trasferimento per evitare di mandare in crisi gli ospedali di provincia, in attesa che si concluda il maxi-concorso bandito a dicembre per assumere 127 medici di pronto soccorso. La prima fase del concorso, con la mobilità volontaria per i medici già assunti a tempo indeterminato, si è conclusa: 27 i medici presenti nella graduatoria della Sicilia occidentale e altri 23 in quella orientale. All’Asp di Messina è stato necessario reclutare medici del 118 che operano nelle strutture del territorio per coprire i turni dei pronto soccorso di Mistretta, Lipari, Milazzo e Taormina. Il concorsone però rimane al palo: le graduatorie di mobilità e il concorso per reclutare nuovi medici non è infatti ancora partito. In Sicilia orientale (azienda capofila è il Policlinico di Catania) le prove scritte sono previste per il 7 marzo, poi si dovrà procedere con gli orali e infine sarà stilata la graduatoria. Per vedere le assunzioni, quindi, passerà ancora tempo.


COMMENTI

Massimo | il 03/03/2019 alle 13:30:34

E' Iniziata la campagna elettorale per L'elezione Europee , gli assessori regionali vanno in giro a vendere "chiacchierare" invece di lavorare per il bene della nostra Isola , quando il Sud sarà libero da queste interlocutori politici anche noi avremo le opere i servizi come nel resto d'Italia , non facciamoci abbindolare dalle chiacchiere , a Genova in due mesi si e redatto un progetto per la costruzione di un ponte , qui quattro anni x presentare un progetto per la frana di Letojanni , non parliamo dei ponti sulla statale dove si sono spesi dei soldi per realizzare delle opere provvisorie che potevano essere delle opere definitivi , andate a lavorare tutta la classe politica senza creare altri danni per il nostro paese e il nostro futuro, non dite che la colpa sia di questo o di quello ,invece di creare uffici inutile o carrozzoni di burocrazia snellite e rendete tutto più facile , I cittadini in disagio non vogliono ne il Ponte sullo stretto ne la Tav , ma vogliono che tutto quello che esiste adesso venga reso sicuro e poi si progettano le grosse opere .

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