Mercoledì 18 Settembre 2019
Offerta last second di 52,5 milioni di euro che supera quella del fondo immobiliare arabo


Taormina, il Gruppo Statuto soffia il "San Domenico" all’emiro del Qatar

di Redazione | 01/04/2016 | ATTUALITÀ

2280 Lettori unici | Commenti 3

Giuseppe Statuto con il San Domenico sullo sfondo

Il Gruppo immobiliare Statuto soffia l'hotel "San Domenico" di Taormina all’emiro del Qatar, Hamad bin Jassim Al-Thani. Una offerta last second di 52,5 milioni di euro ha infatti superato con un rilancio di 200mila euro quella del fondo immobiliare arabo, che a metà marzo sembrava aver ormai concluso per lo stesso prezzo l’affare con un’offerta che in quella fase era risultata vincente tra le 15 presentate dagli investitori ammessi alla seconda gara, chiusasi il 18 dicembre scorso. Allo scadere della gara fissato per ieri il "San Domenico", per secoli convento dei domenicani, è invece andato al Gruppo Statuto, importante realtà imprenditoriale italiana a partire dal secondo dopoguerra, che si è trasformata ed evoluta da quando, nei primi anni Novanta, Giuseppe Statuto ne ha assunto il controllo. Oggi è una primaria property e management company negli immobili di prestigio ad uso commerciale, uffici e hotel e opera attraverso la propria capogruppo Michele Amari srl, partecipata al 100% da Statuto Lux Holding, interamente detenuta da Giuseppe Statuto. Con l’aggiudicazione dell’hotel ex del gruppo Acqua Marcia, Statuto amplia così il pacchetto di strutture di pregio che detiene in tutta Italia, dal Danieli di Venezia gestito dal gruppo Starwood, al Four Seasons di Milano nel cuore del Quadrilatero della moda, al W (Starwood) di fronte all’Accademia di Brera al Mandarin Oriental sempre a Milano, nel fashion district. 

Più informazioni: san domenico taormina  


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 02/04/2016 alle 08:55:40

E a noi che ce ne cale ?! Soldi fanno soldi. La notizia era se i lavoratori prendevano il S. Domenico: lavoro avrebbe fatto soldi, cioè l'economia, quella vera. Oggi si parla solo di finanza: i loro profitto andrebbero tassati per bene se non reinvestiti.

Alfredo di Giovanpaolo | il 02/04/2016 alle 12:55:43

NESSUNO trarrà vantaggio da queste compravendite tra criminali. Altro che lavoratori, al massimo potranno lavorare una stagione sfruttati come cani e pagati una miseria e poi a casa. Questo è il turismo, questa è Taormina (e l'Italia).

roberto m moschella | il 02/04/2016 alle 22:01:46

Ma costui non era uno dei famosi ''furbetti del quartierino''?

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