Lunedì 18 Novembre 2019
L'ex vicario generale sostituisce padre Sinitò, che ha lasciato non senza polemiche


Taormina. Il nuovo parroco è mons. Carmelo Lupò

di Redazione | 04/09/2014 | ATTUALITÀ

11157 Lettori unici | Commenti 26

Mons. Carmelo Lupò

É monsignor Carmelo Lupò il nuovo parroco della parrocchia “S. Nicolò di Bari” di Taormina. Lo ha nominato ieri l'arcivescovo di Messina, Calogero La Piana. Lupò, ormai ex vicario generale dell'arcidiocesi di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela, subentra a padre Salvatore Sinitò, che aveva retto la parrocchia taorminese negli ultimi anni. La decisione è stata formalizzata con una lettera di “gratitudine, riconoscenza e auguri” formulata da mons. La Piana. “Desidero comunicare – ha scritto l'arcivescovo - di aver accolto la richiesta più volte a me manifestata da mons. Carmelo Lupò di concludere il suo servizio di Vicario Generale  e di essere destinato ad altro incarico a vantaggio di questa nostra amata Chiesa diocesana. Avendo, pertanto, ricevuto in data 12 agosto formale lettera di dimissioni da parte di P. Salvatore Sinitò e quindi essendosi resa vacante la Parrocchia “S. Nicolò di Bari” in Taormina, ho deciso di nominare mons. Carmelo Lupò Parroco della Parrocchia “S. Nicolò di Bari” in Taormina”. L'arcivescovo ha voluto esprimere “a nome mio e dell’intera comunità diocesana, sincera e viva gratitudine a mons. Carmelo Lupò per il fedele e generoso servizio di Vicario Generale offerto in questi oltre sei anni alla Chiesa di Messina Lipari S. Lucia del Mela”. “Desidero particolarmente ringraziarlo – si legge ancora nella lettera - per la dedizione assoluta con cui ha interpretato il proprio ruolo, per la competenza ed il sacrificio con cui ha contribuito alle iniziative pastorali che a livello diocesano hanno caratterizzato il cammino della nostra Diocesi, per il ministero reso ai fedeli tutti di questa Chiesa ed in modo particolare a Sacerdoti e Diaconi. Sono certo che le sue spiccate capacità intellettuali e pastorali saranno adesso con la stessa generosità ed abnegazione messe a servizio della comunità taorminese alla quale, sotto la sua guida, auguro un fecondo cammino spirituale”.

Padre Carmelo Lupò è nato a Messina il 23 Gennaio 1966. 
Entrato nel Seminario Arcivescovile “S.Pio X” nell’ottobre del 1988, è stato ordinato sacerdote il 16 Luglio 1994 da S. Ecc. Mons. Ignazio Cannavò. É licenziato in Sacra Scrittura. Nel novembre del 1998 viene mandato nella Comunità di Gaggi per aiutare l’ormai anziano parroco don Giuseppe Torre e nel novembre del 1999 l’Arcivescovo mons. Giovanni Marra lo nomina “parroco in solido”.
 Dall’1 gennaio 2001 padre Carmelo Lupò assume a tutti gli effetti la qualifica di parroco della Parrocchia di Gaggi.
 In qualità di vicario del vescovo della Diocesi di Messina per la zona dell'Alcantara, diventa Amministratore parrocchiale della Parrocchia di Francavilla di Sicilia, carica che mantiene fino al 14 luglio 2007, quando lo sostituisce Padre Giuseppe Albano.
 Il 20 dicembre 2012 è stato nominato Prelato d'onore da Papa Benedetto XVI: un titolo onorifico che viene conferito a seguito di speciale concessione della Santa Sede ai membri del presbiterato, generalmente su richiesta del Vescovo della diocesi per i sacerdoti ritenuti meritevoli. Fino ad oggi ha rivestito la carica di Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.

 

II messaggio di saluto di padre Salvatore Sinitò alla comunità di Taormina  

"Carissimi,
è con profondissima commozione e affetto grande che rivolgo il mio saluto a tutta la comunità di Taormina, nel momento in cui, dopo cinque anni, mi accingo in obbedienza al mio Vescovo a lasciare la Parrocchia. Un saluto speciale ai religiosi e alle religiose,  ai catechisti, ai bambini, agli ammalati, ai giovani, alle autorità civili e militari, a tutte le associazioni ecclesiali; un saluto cordiale e ricco di speranza ai poveri, agli emarginati, ai disoccupati, alle persone in difficoltà; un saluto particolare ai membri del Consiglio pastorale parrocchiale e del Consiglio degli affari economici, agli operatori pastorali e a tutti coloro che hanno svolto con disinteresse servizi importanti e delicati. Invoco per tutti voi la protezione della Madonna della Rocca, Madre e fiducia nostra, e dell’amato Patrono S. Pancrazio. A loro vi affido perché possiate essere veri figli e veri testimoni del suo amore nel mondo. Vi benedico augurandovi ogni bene. Sappiate vivere la comunione nella partecipazione e nella corresponsabilità. Che in voi regnino sentimenti d’amore in tutte le sue sfumature: bontà, pazienza, misericordia, umiltà, dolcezza, “sopportandovi" e perdonandovi vicendevolmente; se uno ha di che dolersi d’un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un sol corpo, regni nei vostri cuori” (Col 3, 12-21). Vi chiedo di accompagnarmi con la vostra preghiera. Vi ho voluto e continuerò a volervi bene".

Più informazioni: parrocchia taormina  


COMMENTI

Antonino Lo Duca | il 04/09/2014 alle 16:41:08

Lo sapevamo da tempo, bisogna uccidere l'agnellino per far posto all'agnellone. Auguri Carmelo, i preti di Messina che non ti hanno mai sopportato ed è per questo che non hai fatto il vescovo sono contentissimi. Per noi poveri mortali non cambia proprio niente. Speriamo che farai bene a Taormina come a don Sinitò. Auguroni

chisari francesco | il 04/09/2014 alle 20:00:56

sei un grande lo dico io che ti conosco

pasquale famiani | il 04/09/2014 alle 21:13:09

Perdendo la carica di Vicario Generale hai perduto l'accento e dunque sei diventato il lupo che si è mangiato il povero SINITO'. Se i taorminesi ti ameranno quanto ti ha amato il clero di messina resterai un lupo senza denti. Auguri a te e a chi ti ha messo li. La facesse finita con la solfa delle dimissioni volontarie dell'ARCIPRETE SINITO', il tuo padrone l'ha costretto a dimettersi e non ha avuto il coraggio delle sue azioni.

Pippo Sturiale | il 04/09/2014 alle 22:49:19

Che bella fiaba! Lupò manifesta la volontà di non fare più il vice-vescovo, Sinitò si dimette di sua volontà ... e il Vescovo prende atto! ... Ma a chi vogliono darla a bere?! ... Sinitò infatti lascia "per obbedienza" al suo vescovo ... e Lupò ? ... Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole ... e più non dimandare! ... e a S. Teresa ci sono altre "dimissioni" imperscrutabili!?

Graziella Giunta | il 05/09/2014 alle 00:17:42

LUPI DENTI PADRONI ; si capisce bene che nessuno di coloro che scrive queste illazioni conosce CARMELO LUPO' (e risaputo che l' ignoranza e la madre di tutti i mali ) Carmelo perdona loro non sanno quello che dicono , comunque ancora tanti auguri Meritatissimi .

Antonio | il 05/09/2014 alle 09:48:32

Questo Vescovo con i suoi modi di fare sta distruggendo intere comunità, facendo allontanare i giovani dalla chiesa (ormai sempre più sfiduciati). Insomma tutto il contrario di quello che fa Papa Francesco. Un Consiglio: Cambiatelo in fretta!!!!

Pina Fiumara | il 05/09/2014 alle 12:16:00

Che in una comunità cristiana si creino diverbi ai limiti delle ostilità è cosa davvero dolorosa per tutti, ma che per questo si debbano trovare capri espiatori a tutti i costi è altrettanto spiacevole. Mons, Carmelo Lupò è stato ben 11 anni parroco di Gaggi e Cappellano dell'Ospedale di Taormina. Dovunque egli abbia attuato la sua opera ha lasciato il profumo dello stile cristiano: la compostezza, la dignità e la capacità di volare alto rispetto alle beghe popolari che poco hanno a che vedere con la Testimonianza Vera. Il suo acume intellettuale unito alla grande e sincera spiritualità fanno di lui un vero "Pastore". Con queste mie affermazioni non intendo esprimere nessun giudizio nei confronti di Padre Sinitò che ho conosciuto come un'ottima persona ed un sacerdote eccellente. Ritengo che i fratelli della comunità taorminese debbano far raffreddare gli animi e lasciare che il tempo faccia il suo corso. Mons. Carmelo Lupò saprà valorizzare l'opera del suo predecessore e porre in essere una pastorale adeguata alle esigenze di una comunità complessa come quella che gli è stata affidata. Che Nostro Signore ci doni la grazia di far pace con noi stessi!

Pippo Sturiale | il 05/09/2014 alle 12:34:32

Auguri al fratello Carmelo Lupò ... ma stavolta, invece di "lasciare il profumo dello stile cristiano" cerchi di impregnarsi dell'"odore delle pecore", che vanno amate, anche se scalciano. Le pecore, di contro, facciano il loro mestiere senza preoccuparsi se cambia il pastore! Il culto dell'IO è una brutta cosa il alto e in basso.

Marco Patanè | il 05/09/2014 alle 16:10:23

"L'opera dei pupi" ecco a cosa dobbiamo assistere...qui non si tratta dei titoli, oneri e meriti che tante volte si posso anche comprare o barattare ma sul destino di comunità le quali sono schiave di situazioni immeritevoli...come cantava Zucchero "...per colpa di chi chi chicchichirichì..."Per cui smettetela e smettiamola di santificare le persone...piuttosto rammentiamo la Bibbia quando ci parla di "...sepolcri imbiancati...belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume." ne sentiremo delle belle sul cambio della guardia....

pasquale famiani | il 05/09/2014 alle 21:24:46

Graziella Giunta ,non ho mai denigrato o parlato male di Mons Lupò- "absit injuria in verbis"! Ho semplicemente inteso dire che,se per mons lupò,uomo delle perclare virtù, così bene declamate da S.E., che per ringraziarlo non ha esitato a cacciare con dimissioni per obbedienza l'incolpevole Don Sinitò (Reo di avere restaurato in poco tempo cosa c'era da restaurare) ponendo il monsignore a sedere nella fortezza di Taormina per governare quel feudo, non essendo riuscito a compensarlo facendolo diventare vescovo; se... Dio non voglia, dovesse ripetersi a Taormina ciò che gli è capitato a Messina da V.G., certamente non dovrà andare dal dentista per farsi la dentiera... intendevo semplicemente dire: non c'è La Piana che tenga! Pagherà la spudorata arroganza con la quale è stato buttato fuori il suo predecessore, che ha servito la chiesa e la comunità di Taormina, tacendo, pregando e facendo!In quanto ai meritatissimi auguri tributati da lei Graziella Giunta, a "Carmelo",osservo che forse sarebbero stati meritatissimi qualora non fosse stato ignobilmente cacciato Don Sinitò e, mons Lupò non fosse correo essendo il V.G. In ultimo mons. Lupò non ha da perdonare alcun ignorante!

Domenico Siracusa | il 06/09/2014 alle 11:07:32

Condivido in pieno quanto leggo sopra e scritto da Pippo Sturiale: "Che bella fiaba! Lupò manifesta la volontà di non fare più il vice-vescovo, Sinitò si dimette di sua volontà ... e il Vescovo prende atto! ... Ma a chi vogliono darla a bere?! ... Sinitò infatti lascia "per obbedienza" al suo vescovo ... e Lupò ? ... Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole ... e più non dimandare! ...

Marco patanè | il 06/09/2014 alle 12:29:19

A volte anzi sempre i vecchi proverbi sono pura verità,a buon intenditore poche parole,altro che fiaba come ben detto sopra.Ignari di tutto, come pedine sulla scacchiera sono stati mangiati dal più"grande"o dal più "potente"ma qualcuno dimentica che la sorte a volta è nemica di chi la compie volontariamente a sfavore e non a favore altrui,è questa la chiesa di Cristo?ma quando mai!Qui assistiamo a veri spettacoli teatrali dove si ostenta autorità,vestiti perfetti e profumi vari,non incenso di certo, ma quello più attuale, più costoso,altro che profumo di pecore come disse Papa Francesco!si moltiplicheranno le sfilate sul corso.Poveri noi che veniamo giudicati.L'umiltà e l'obbedienza vengono calpestate perché quando qualcuno la ostenta è facile dire FUORI,avanti il prossimo e che prossimo.Tante comunità piangono proprio per questi meschini giochi, mettendo in cattiva luce e marchiando sacerdoti meritevoli di ogni elogio e non di prelature onorarie,a che servono? Cristo si è mai insignito di titoli o poteri? eppure lui poteva,ma essendo "piccolo" è diventato GRANDE nel servire con i fianchi cinti, senza badare al capello fuori riga,alla camicia stirata o all'intenso odore di profumo

stefania bertino | il 06/09/2014 alle 16:23:54

mi dispiace molto per gli abitanti di Taormina.....ma allo stesso tempo sono felice che in curia non ci sia piu' il sacerdote Carmelo Lupo'.....speriamo solo che ci mettano al posto suo ,qualcuno che abbia la volonta' di ascoltare e aiutare i VERI cristiani....qualcuno che non "protegga"chi e' immeritevole di stare in comunita' credenti in Cristo e non credenti ad altro....insomma a buon intenditori poche parole....

Antonio Pancanzio | il 06/09/2014 alle 18:40:56

Ben detto...adesso la Regina siede sul trono della fortezza di Taormina per governare il feudo...ma le regine, la storia insegna, hanno perso pure la testa a causa di superbie e vizi poco consoni ai ruoli che si ricoprono...adesso il dito puntato si gira contro Monsignore...per questo la superbia è il più frequentemente punito e il più difficilmente sanabile di tutti i vizi come disse qualcuno....Padre Sanitò Dio vede e provvede... Aveva ragione Plinio il Vecchio "niente è più misero eppur più superbo dell'uomo". Suoneranno ancora le conchiglie per San Pancrazio? o daranno fastidio alla regnante....

Pippo Sturiale | il 07/09/2014 alle 07:21:26

Ma quanti commenti! Scusate ma non posso non notare come i Cristiani siano molto poco "cristiani" nei valori. Io, che mi definisco non credente nella divinità ma credente nel valore universale dell'Amore, non mi sognerei mai di dire del fratello quello che, in nome della fede, vi sentite in dovere di manifestare. A me sembrate molto, ma molto, lontani dai valori espressi nelle sacre scritture e avulsi dal messaggio di quell'Uomo che voi venerate. Da queste vostre considerazioni nascono le fazioni, le discordie e ... le guerre, sempre in nome di Dio. Fratelli, cercate di applicare nella realtà l'insegnamento di Cristo, amate il fratello. Io, da non credente, penso che amare sia l'unica scelta logica che possa permettere all'uomo di non autodistruggersi e, perfetto nella mia imperfezione, AMO. Voi, se non lo sentite dentro, seguite l'insegnamento della vostra fede ... altrimenti finitela di definirvi fedeli!

franca forte | il 07/09/2014 alle 16:03:06

Concordo in pieno con l'ultimo commento prima vedere, osservare, poi valutare .... quindi se è il caso giudicare senza uccidere.

sentinella64 | il 08/09/2014 alle 18:04:59

Il prete ha sempre avuto puntati addosso molti occhi:su di lui si sono fatti romanzi,film,sceneggiati televisivi,inchieste...forse perché il prete è un dono che viene da lontano.II prete è un uomo,che una storia,ad un certo punto,ha coinvolto in modo misterioso.Prima una chiamata, magari sofferta,meditata e pregata poi una risposta piena,confermata dalla Chiesa,nelle mani del Vescovo. Non entro in merito sulla situazione incresciosa sbandierata da giornali,tv nazionali e locali, web...I giudizi non spettano all'uomo,ma a Dio!Mons. Lupò ha servito la Chiesa messinese con dignità,compostezza... ha avuto la capacità di "andare oltre" rispetto alle beghe popolari che poco o nulla hanno a che vedere con la testimonianza cristiana! Il suo acume intellettuale unito alla sua profonda spiritualità fanno di lui un vero "Pastore". Ho letto nei commenti di lupi, denti, padroni...non dimentichiamo, credenti o non,che la dignità dell'essere umana è sacra,qualunque sia la religione,il sesso,la condizione in cui si vive...Non so quanti di voi "commentatori" siate cristiani, ma tanti commenti di cristiano, di amore fraterno...non hanno nulla o quasi!!!

sentinella64 | il 08/09/2014 alle 18:12:55

Sono una cattolica praticante e nel mio piccolo, molto umilmente, mi impegno a seguire Gesù, il suo Vangelo... Dai commenti letti dico ai cristiani: fratelli miei, amare come Gesù è semplice, ma quanto lo complichiamo! È l'amore il cuore della nostra fede.Un cristiano si riconosce dal modo che ha di amare.Lo dovremmo vedere tra mille per il colore della sua passione, per lo sguardo di tenerezza che ha sulle cose. Dall'amore, solo dall'amore. Non dai vestiti o dalle croci appesa al collo, non dalle abitudini domenicali o dalle scelte politiche. Dall'amore, solo dall'amore. Ma io più passa il tempo, più mi convinco che il vero problema non è interrogarci se crediamo o non crediamo in Dio, ma in quale Dio crediamo!

Pasquale Famiani | il 09/09/2014 alle 09:47:32

Sentinella 64, se avessi fatto buona guardia ti saresti accorta che a Taormina, si è consumato un vero e proprio misfatto, certamente poco edificante e che poco ha a che vedere con la spiritualità e con la pastorale. E' stato, strumentalmente, dimissionato un innocente per dare il suo posto a un potente!Non giudicare la fede o la cristianità degli altri:l'acume spirituale, la compostezza, il suo andare oltre... lascia perdere... stavolta è andato oltre per davvero, sta andando a fare il parroco a posto di un suo confratello che ha dedicato tutto se stesso a quella parrocchia con eroismo ed è stato cacciato senza tanti complimenti, come se fossero vere le accuse. Dimissionato per obbedienza. Il danno è stato fatto e per lo meno potevano essere rispettate le forme! ora faccia il suo dovere mons Lupò per la maggiore gloria di Dio, che tutto vede e tutto sa. Dato che sei una cristiana. prega per l'anima mia... grazie! nessun odio per nessuno... ma il popolo non è bue!

Corrado Pancredi | il 09/09/2014 alle 21:30:09

Sono Corrado (cognome e indirizzo NON servono perché NON intendo avere risposta), modesto cultore di lettere classiche e grande estimatore degli antichi scrittori greci e latini. Per tanti anni ho insegnato nelle Scuole dello Stato. Amo leggere ancora Cicerone, Senofonte, Fedro, Esopo e altri. Mi piace fare riferimento a loro, leggendo avvenimenti attuali e fatti di cronaca. Casualmente ho letto quotidiani che in questi giorni riportano notizie discordanti a proposito della diatriba ecclesiastica Taorminese. Non conosco né Lei, né in Vescovo di Messina, né il Parroco interessato; per cui non so neppure quali studi abbiate fatto nei vostri anni giovanili. Da quanto pubblicato e letto sui quotidiani, potrei drammatizzare la vicenda ricorrendo a CICERONE e dicendo subito che si tratta di UNA CONGIURA… come quella di CATILINA. Ma mi piace ricorrere alle favole e la prima che mi viene in mente – a tal prposito- è quella di FEDRO intitolata IL LUPO E L’AGNELLO. E’ facile trovarla su internet; ma per comodità la voglio trascrivere, dando poi una traduzione ad hoc. Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi; superior stabat lupus, longeque inferior agnus. Tunc fauce impr

Corrado | il 10/09/2014 alle 22:06:01

Mi permetto tradurre parafrasando e sintetizzando: "Alla stessa ambita parrocchia dove sta da 5 anni l’AGNELLO (Sinitò) il Vescovo deve mettere un LUPO che stava in alto loco. E nonostante l’AGNELLO fosse lontano ed in basso loco, i capi gli intentarono una causa. “perchè hai reso turbolenta la Comunità?” e L’AGNELLO: “Di grazia, signor Vescovo, perché mi accusa di tanto malfatto? Quanto mi ha chiesto di fare, ho agito, sistemando ben 12 chiese”. “Si, ma tu hai offeso delle persone. Hai parlato male di me. Hai fatto venire i giornali”. “Ma non sono stato io”. “Se non sei stato tu, sono stati altri mandati da te. E PER QUESTO TE NE DEVI ANDARE DA TAORMINA”. E il povero AGNELLO (Sinitò) CI LASCIO’ LA PELLE. Quello che importa è la finale della FAVOLA scritta da FEDRO a suo tempo, e che scrivo adesso perché REALIZZATA E RESA ATTUALE dal Vescovo La Piana: HAEC PROPTER ILLOS SCRIPTA EST HOMINES FABULA, QUI FICTIS CAUSIS INNOCENTES OPPRIMUNT. Che vuol dire : QUESTA FAVOLA E’ STATA SCRITTA PER QUEGLI UOMINI (si può tradurre diversamente!!) CHE OPPRIMONO GLI INNOCENTI IN-VENTANDO SCUSE E FATTI INESISTENTI.

Pio | il 11/09/2014 alle 14:28:11

Chissà quante/i saranno presenti all'intronizzazione della regnante....lì vicino esiste ancora quel famoso locale con piazzetta....magari il rinfresco sarà lì....

Santoro | il 11/09/2014 alle 21:34:13

Nel contrasto tra ALTEZZE e BASSEZZE, di una vicenda che a stupire, si è evidenziata la grandezza della forza del male. continua se è vero, come pirandellianamente è o appare ("Così è, se vi pare"), che un Vescovo si è trasformi da padre in patrigno e da pastore in lupo ("homo homini lupus"), schierandosi dalla parte di chi, per interessi più o meno confessabili, ha costruito, senza prove, ad arte e a tavolino, accuse infamanti, e che appaiono strumentali ad un progetto (condiviso?). La mano di un prete, vescovo o Arci che sia, è fatta per benedire, non per tagliare la testa di un uomo di Dio, che ha la sola colpa, in questa società di miserie: di aver agito bene, come mai nessuno, nell'interesse della Chiesa e dell'intera comunità di Taormina; di aver operato "costruendo", con le sole risorse economiche del Duomo, delle quali finalmente ha portato alla luce l'esistenza, amministrate con saggezza e con mentalità imprenditoriale; di avere accantonato le cosiddette "pie donne", togliendo loro il potere assoluto.

Salvatore Conti | il 12/09/2014 alle 17:30:42

In riferimento al commento sopra "vescovo o Arci " se non erro esistono altre associazioni che si attribuiscono del titolo "Arci" e la chiesa ne sa qualcosa...tanti sono anche tesserati...ora abbiamo la nuova sede del "Perochè" per cui tutti presenti...la regina emanerà nuovi decreti e leggi in tutto il feudo...Speriamo che la petizione arrivi al nostro Santo Padre il quale ha potere sui Vescovi che come dice sempre il commento sopra "da padre in patrigno e da pastore in lupo ("homo homini lupus")" anche perché quando Sua Eccellenza Il Vescovo non ode la voce del popolo nelle sue varie forme di "denunce" ecco che arriva dall'alto la tromba dell'apocalisse....e mille scorpioni....W Papa Francesco!!!!

SANTINO RIZZO | il 14/09/2014 alle 20:08:39

Quanto leggo a proposito di S.E. La Piana e di padre Carmelo, nella qualità di vecchio conoscitore della Chiesa messinese, costituisce soltanto critica gratuita se non nefandezza che nulla ha a che fare con i buoni principi cristiani. Ho avuto la possibilità, e ne sono orgoglioso, di frequentare padre Carmelo, io nella qualità di Presidente Onorario della Confraternita di San Giuseppe al Palazzo diMessina (fondata nel 1485!!), e Lui quale Rettore per diversi anni della omonima Chiesa e mi sento di affermare e confermare le Sue eccellenti doti di presbitero e la Sua profonda conoscenza delle Sacre Scritture i cui episodi, nelle Sue omelie, accostava con dovizia di particolari, alla nostra vita di tutti i giorni, facendoci comprendere sempre di più e sempre meglio cosa vuol dire essere buoni cristiani! Pertanto, prego tutti i potenziali detrattori, come qualcuno ha già scritto, di attendere senza falsi pregiudizi e poi di valutare il Suo operato nella nuova difficile realtà: non mancherà a Lui farsi conoscere nella Sua vera essenza, come la sera dell'11 mi affermavano i fedeli della valle dell'Alcantara che lo avevano avuto vicino negli anni trascorsi! AUGURI padre Carmelo!!!

Abdullah Aykut Saribas | il 28/11/2014 alle 17:00:20

Per me che sono Musulmano della nascita....,e conoscendoti per l'organizzazione del matrimonio in chiesa dopo 25 anni con mia moglie con il rito misto,sei stato molto da amico,mi hai aperto un colloquio ,che non avevo ,e che non volevo averlo...,di tutto ciò Grazie,ti cercherò per avere quel supporto d'anima per la vita mia!.

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