Domenica 25 Agosto 2019
Rilevate criticità in due documenti contabili: stop alle spese non previste


Taormina, irregolarità e violazioni nei bilanci: Corte dei conti "sanziona" il Comune

di Andrea Rifatto | 29/12/2018 | ATTUALITÀ

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Il Comune ha 60 giorni per i correttivi

Rilevanti irregolarità contabili e criticità di bilancio che, qualora non venissero corrette, potrebbero generare risultati di amministrazione non veritieri e non rispondenti alle disposizioni contabili vigenti. Lo scrive con una pronuncia specifica la Sezione di controllo della Corte dei conti Sicilia, dopo aver passato in rassegna le relazioni dei revisori dei conti del Comune sul rendiconto 2015 e sul bilancio di previsione 2016-2018. L’Amministrazione comunale è stata deferita dal magistrato contabile e ha replicato con una memoria, prima di essere udita intervenendo con l’assessore al Bilancio Giuseppe Caltabiano e il responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, il ragioniere Rosario Curcuruto. Le giustificazioni fornite hanno però soddisfatto solo in parte i giudici contabili, che hanno confermato l’esistenza di numerosi profili di rilevante criticità. La Sezione parla di “molteplici violazioni delle disposizioni in materia sia per gli atavici ritardi nell’adozione dei documenti contabili, ancora non pienamente rispondenti agli stringenti principi della contabilità armonizzata, ad un’assenza di congruità degli accantonamenti per spese potenziali, in particolare legate alla soccombenza per contenzioso e al fondo perdite delle società partecipate, che possono falsare il risultato finale di amministrazione e l’assenza di un puntuale monitoraggio sulle società partecipate, di cui non risulta approvato il piano di razionalizzazione”. Emerso “il fenomeno patologico dei debiti fuori bilancio e una determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità sottostimata rispetto al coacervo complessivo delle entrate proprie e al loro grado di effettiva riscossione, nonché la dichiarata assenza di riflessi negativi sul bilancio, nonostante le discrasie rilevate e non chiarite tra ammontare degli accertamenti ed impegni relativi al servizio di raccolta rifiuti”. Ad incidere in maniera negativa sono soprattutto i debiti fuori bilancio, “fenomeno patologico che pregiudica gli equilibri di bilancio e la governabilità dei conti: l’insorgenza di tali partite debitorie, di cui non viene specificata la natura, anche se riferite a sentenze sfavorevoli immediatamente esecutive, è indubbiamente sintomatica della violazione di principi contabili basilari, tra cui quello che impone di deliberare il bilancio in equilibrio in sede di programmazione e, conseguentemente, preclude, nel corso della gestione, di sostenere spese in mancanza di copertura sui pertinenti capitoli di bilancio”.

“Dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio può derivare una grave alterazione degli equilibri di bilancio – prosegue la Corte –  in quanto le reali esigenze di spesa dell’Amministrazione possono rivelarsi superiori rispetto alle risorse finanziarie stanziate, con la conseguente necessità di dover reperire ulteriori mezzi di copertura”. In considerazione dei gravi elementi di criticità emersi e della reiterata presenza di consistenti debiti fuori bilancio, la Corte dei conti ha deciso, nelle more del completamento della procedura di approvazione del piano di riequilibrio pluriennale, di “sanzionare” il Comune assoggettandolo alle limitazioni di spesa previste dall’articolo 188 del Tuel, ossia l’applicazione del divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge fino a quando permane l’onere di copertura del disavanzo effettivo accertato o di quello derivante dai debiti fuori bilancio da riconoscere e finanziare, condizioni che il Comune è tenuto a verificare e su cui l’organo di revisione deve attentamente vigilare”. L’Amministrazione deve pertanto provvedere a rimuovere le irregolarità accertate, verificando la corretta determinazione del risultato di amministrazione, garantendo gli accantonamenti prudenziali necessari in riferimento alle passività potenziali e assumendo iniziative volte ad impedire il sistematico insorgere di debiti fuori bilancio. Infine, particolare attenzione va dedicata alla conciliazione dei rapporti debitori e creditori con le partecipate e al varo del piano di razionalizzazione, su cui permane una situazione di stallo. Il Consiglio comunale, al quale la Corte dei conti ha inviato la pronuncia affinchè sia comunicata ai consiglieri per il tramite del suo presidente, oltre che al sindaco e all’organo, avrà 60 giorni per trasmettere alla Sezione di Controllo le misure correttive.


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