Martedì 17 Settembre 2019
I sindacati ribadiscono il mancato rispetto dell'ordinanza sulla fruizione dell'area


Taormina. Parcheggio “Madonnina”, chiesto un incontro al prefetto

13/04/2016 | ATTUALITÀ

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Bus in sosta nel piazzale Madonnina

Le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Faisa Cisal, Uil e Ugl dell’Azienda servizi municipalizzati di Taormina hanno deciso di rivolgersi al prefetto di Messina Stefano Trotta per richiamare l’attenzione sulla situazione che interessa la gestione e la fruizione dell’area denominata “piazzale della Madonnina”, nel territorio della Perla. In una lettera inviata per conoscenza anche al sindaco Eligio Giardina, all’assessore alle Partecipate Mario D’Agostino, al presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni, ai consiglieri e al liquidatore Asm Sebastiano Pappalardo, i sindacati ricordano come secondo l’ordinanza n. 95 in vigore dal 31 agosto 2011, a firma del sindaco Mauro Passalacqua, l’area è stata concessa in gestione all’Azienda servizi municipalizzati e identificata con apposita segnaletica verticale, che indica come sia consentito utilizzarla in caso di esaurimento dei posti bus all’interno dei parcheggi Lumbi e Porta Catania, e che all’Asm sia stata demandata anche la riscossione del ticket per conto del Comune, riservando inoltre la possibilità di utilizzo per servizi di transfert dei gruppi turistici dopo che gli stessi abbiano effettuato esclusivamente operazioni di carico e scarico previo pagamento del ticket comunale. “Allo stato attuale, invece, l’area in oggetto viene abitualmente utilizzata da ditte private per parcheggiare gli autobus turistici contravvenendo ai divieti vigenti e, pare, senza che le autorità competenti intervengano come stabilito dalla predetta ordinanza. Il fatto che le ditte si servano dell’area come parcheggio è testimoniata dal fatto che nelle occasioni in cui l’Asm ha disponibilità di personale per riscuotere il ticket comunale, le stesse si fanno carico di versare agli operatori Asm la somma corrispondente al ticket sugli autobus in sosta – evidenziano nella missiva inviata a Trotta – mentre non ci è dato sapere se effettivamente vengano elevati i verbali per divieto di sosta come indicato dai cartelli”.

Cgil, Cisl, Faisa Cisal, Uil e Ugl ribadiscono come la situazione sia stata segnalata più volte con apposite note in cui si riferiva  la presenza quotidiana di numerosi bus a tutte le ore del giorno (dimostrabile anche con la relativa documentazione fotografica), arrecando quindi un notevole danno economico alle casse comunali ed un presunto mancato introito per quelle aziendali. “Ricordiamo che l’Azienda si trova in stato di liquidazione dal 9 settembre 2011 ed il fatto che spesso i silos gestiti dalla stessa risultano vuoti a fronte dei numerosi autobus posteggiati nel piazzale è causa di un mancato introito quantificato in almeno 60 euro per la sosta di ogni bus per l’Azienda e di 40 euro per il ticket comunale – aggiungono –, somme che andrebbero a confluire nelle casse comunali e che invece costituiscono un corposo mancato incasso nuocendo di fatto ai bilanci di entrambi gli Enti”.

Nella lettera al rappresentante del Governo le rappresentanze sindacali di Asm fanno presente inoltre che anche il Comune versa in una situazione di pre-dissesto e il mancato rispetto dell’ordinanza potrebbe ipotizzare anche un presunto danno erariale, lamentando allo stesso tempo  di non aver ricevuto risposta alle segnalazioni e alle richieste di incontro inoltrate alle autorità locali il 6 novembre 2015, il 4 febbraio e 22 marzo 2016. Da qui la decisione di rivolgersi al prefetto Stefano Trotta  “affinché vengano ristabiliti criteri e procedure, che nel rispetto della legalità evitino di creare uno stato emergenziale tra i dipendenti fortemente preoccupati per il perdurare della situazione”. “Le organizzazioni sindacali si interrogano sul futuro dell’Azienda, legato indissolubilmente alle sorti del Comune di Taormina – concludono – e ritengono che il protrarsi di questa vicenda possa procurare ingenti danni di carattere economico e penalizzare di fatto i livelli occupazionale, con evidenti ricadute sulle famiglie e sull’indotto”.


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