Venerdì 18 Ottobre 2019
Azienda e dirigenti avevano presentato ricorso contestando la procedura e la nomina di Tajana


Taormina. “Regolare la liquidazione di Asm”, il Cga dà ragione al Comune

di Andrea Rifatto | 29/04/2015 | ATTUALITÀ

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Palazzo dei Giurati incassa una nuova conferma

A distanza di quasi quattro anni dalla liquidazione dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Taormina, avvenuta nel settembre 2011 con la contestuale nomina di Cesare Tajana come commissario dell’ente pubblico, il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo ha confermato la regolarità dell’iter adottato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Passalacqua e dal Consiglio comunale. Nei giorni scorsi sono state depositate la sentenze di appello sui ricorsi presentati nel 2011 dall’Asm e dai componenti del Cda dell’azienda Emilio Fragale, Gaetano Caliri e Giuseppe Russotti, insieme al direttore generale Gaetano Longo, tutti rappresentati dall’avv. Francesco Amato, contro il Comune e l’ex liquidatore Cesare Tajana. In entrambi i procedimenti i ricorrenti chiedevano la riforma della sentenza del Tar di Catania emessa nel dicembre 2012, quando i giudici amministrativi avevano respinto le richieste di annullamento della delibera di Consiglio comunale del 7 luglio 2011 con la quale era stato modificato l'art. 64 dello Statuto di Asm, dell'art. 64bis, della delibera del 22 settembre dello stesso anno che disponeva la liquidazione dell'Azienda e la nomina del liquidatore Cesare Tajana e di ogni altro atto relativo e consequenziale, fra cui l'insediamento del liquidatore in carenza di provvedimento notificato ai vertici di Asm. Il Cga ha confermato quanto stabilito dai tribunale etneo, respingendo entrambi i ricorsi e mettendo dunque la parola fine sulla legittimità degli atti adottati da Palazzo dei Giurati al momento dell’avvio della procedura di liquidazione. Secondo l’Asm e i suoi vertici, le modifiche apportate allo statuto dell’Asm dal civico consesso avevano “introdotto una anomala modalità di liquidazione di un Ente pubblico economico, modificando peraltro del tutto le maggioranze richieste in precedenza dalla norma ed eliminando il profilo del ricorso al referendum popolare consultivo, posto a garanzia del diritto ai servizi resi dall’Azienda a favore dei cittadini”. La sentenza di primo grado era stata inoltre impugnata perché avrebbe indebitamente omesso di considerare che l’art. 85 del D.P.R. n. 902/1986 prevede che alcuni poteri restino in capo al Cda dell’azienda ed al direttore generale, figure destinate così a permanere in carica anche durante lo stato di liquidazione e perché ha considerato legittima la nomina di Cesare Tajana, “il quale non è un dirigente pubblico ma un libero professionista, un privato cittadino privo di immedesimazione organica con la P.A. e pertanto non potrebbe fregiarsi del titolo di commissario pubblico”. Il Cga ha invece ritenuto legittima la delibera consiliare, specificando nella sentenza come nonostante lo Statuto dell’Asm di Taormina nel suo testo originario prevedesse la competenza del Consiglio Comunale a deliberare “la soppressione” dell’Azienda mentre alla Giunta Municipale spettasse la “gestione” della fase di liquidazione, “il ricorso ad un professionista in veste di commissario liquidatore appare oltremodo in sintonia con l’anima aziendale del soggetto da liquidare, perché ha provveduto a superare la commistione tra momento politico amministrativo e momento gestorio”, così come previsto dopo l’entrata in vigore dei principi di separazione tra funzioni di indirizzo politico amministrativo e di controllo e funzioni più propriamente gestorie, che hanno ispirato la legge n. 142/1990 e le discipline di riforma degli ordinamenti locali. Respinti anche gli altri motivi dei ricorsi, in particolare le contestazioni mosse in merito all’assenza di pareri di regolarità tecnica e contabile per l’avvio della procedura di liquidazione, sulla competenza in materia del Consiglio e sulla legittimità della nuova maggioranza semplice disposta dalla modifica statutaria per consentire al’organo consiliare di deliberare lo scioglimento e liquidazione dell’Azienda.
Per il Comune di Taormina, difeso dall’avv. Pietro De Luca, si tratta dunque di una ulteriore conferma sulla legittimità che l’iter adottato sin dal primo momento. Rimane ancora aperta la querelle sulla figura del liquidatore dell’azienda taorminese: nel marzo scorso il Tar di Catania ha ribadito la validità del “defenestramento” di Tajana dal vertice di Asm, mentre rimane ancora pendente il ricorso avanzato dall'ex assessore Enzo Scibilia, nominato dal Consiglio comunale liquidatore dell’Asm il 20 giugno dello scorso anno e poi dallo stesso revocato con delibera del primo agosto. Attuamente le sorti della munipalizztaa sono rette dal comandante della Polizia Municipale, Agostino Pappalardo.

Più informazioni: asm taormina  


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