Sabato 24 Agosto 2019
Il ministro sui luoghi della frana: "Un errore che lo Stato non può permettersi"


Toninelli a Letojanni: "L’A18 è una vergogna". Ultimatum al Cas - FOTO

di Andrea Rifatto | 26/03/2019 | ATTUALITÀ

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Il ministro Toninelli con la deputata Zafarana

“Lasciare una delle autostrade più trafficate della Sicilia in queste condizioni è una vergogna, un errore che lo Stato non può permettersi di fare. O si cambia passo o non si può andare avanti così”. Risoluto, deciso, desideroso di conoscere chi eventualmente non abbia fatto il proprio dovere rallentando iter e procedure, per chiederne conto. Si è presentato così questa mattina sull’A18 Messina-Catania il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che si è fermato a Letojanni, ai piedi della frana della carreggiata in direzione Catania, ormai monumento della farraginosità della burocrazia italiana. Ad accogliere l’esponente del Governo Conte l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, il prefetto Maria Carmela Librizzi, il nuovo questore Vito Calvino (si è insediato oggi), il sindaco di Letojanni Alessandro Costa, parlamentari regionali e nazionali del Movimento Cinque Stelle, partito di Toninelli, il direttore generale del Consorzio per le autostrade siciliane Salvatore Minaldi, i vertici provinciali e locali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, attivisti locali del M5s. Un sopralluogo durato poco più di mezz’ora, durante il quale il ministro ha strigliato il Cas e ha annunciato la volontà di prendere a breve importanti decisioni per dare una svolta alle opere viarie in Sicilia. 

“Sono venuto per toccare con mano le numerose inadempienze del Cas, ente al quale lo Stato ha affidato in concessione 300 km di rete autostradale in Sicilia ma nessuno dà un’opinione e un giudizio positivo su questa gestione – ha evidenziato il ministro – parliamo di un soggetto pubblico, dipendente dalla Regione, che ha portato avanti numerosi inadempimenti, l’Ufficio ispettivo del Ministero ne ha rilevati 541. Ho incontrato i vertici del Cas a Roma il 25 febbraio, c’è stato un passo avanti, ci hanno confermato che qualcosa sta cambiando, ma vogliamo che cambi non solo a parole ma anche nei fatti. Stiamo parlando di sicurezza e non posso assumermi la responsabilità di accettare il fatto che non si faccia quanto è dovuto e prescritto. C’è volontà di collaborazione tra ente concedente ed ente concessionario ma io sono qua non solo per questa frana ma a dire che il tempo stringe: ho dato loro un mese, ci vedremo al Ministero per un aggiornamento, perchè vogliamo risposte. Se non vengono date dobbiamo prendere altre soluzioni. Scaduto quel tempo non ne vorremo e non ne potremo dare altro, oppure penso che la gestione debba essere portata a termine. Tutto ciò rappresenta il fallimento di Stato e Regione e di chi ci ha preceduto”. Un ultimatum, con un chiaro riferimento ad un eventuale revoca della concessione autostradale. “Non possiamo aspettare che i cittadini continuino a viaggiare e morire su un’autostrada che non mi pare mantenuta correttamente, è inaccettabile che non si sia intervenuto – ha proseguito – sono passati troppi anni, si sta muovendo qualcosa perché è arrivato un Governo che sta stressando situazioni e dossier particolari sul territorio fermi da troppi anni. Più vado sui territorio e incontro la cittadinanza, più le cose si muovono. Non penso sia un caso che proprio iri la Regione siciliana abbia nominato la nuova governance del Cas”.

“Il ministro ha potuto constatare i passi avanti fatti dal Cas in questo ultimo anno, vorrei ricordare che quando ci siamo insediati non abbiamo trovato alcun tipo di elaborato tecnico, siamo dovuti partire da zero, abbiamo elaborato un progetto,  ci è stato fatto cambiare ben 4 volte e lo abbiamo fatto – ha detto l’assessore Falcone –  oggi possiamo dire che il 10 aprile sarà in gara l’appalto per la frana e toglieremo questa vergogna. C’è un’inversione di tendenza del Cas che si candida a una gestione ordinata, razionale e di prospettiva per la sicurezza dei viaggiatori”. Minaldi ha spiegato gli aspetti tecnici del progetto di rimozione della frana e di costruzione delle due gallerie, che dovrebbero partire a settembre e durare due anni, e anche gli aumenti dei costi nei vari passaggi burocratici, fino alla cifra di 20,3 milioni di euro. Al sopralluogo era presente anche Francesco Puglisi, (accompagnato dal consigliere comunale Saro Trischitta di Sant’Alessio) in rappresentanza degli automobilisti dell’A18 e dell’A20 riuniti in due gruppi Facebook da alcuni anni, che ha spiegato al ministro Toninelli come gli utenti stiano monitorando da tempo le istituzioni esortandole a mettere in sicurezza le autostrade, ottenendo in questi ultimi mesi dei passi avanti per la rimozione dei disservizi.

Alle 12.50 il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone hanno convocato per ore 16 di oggi una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans: argomento la visita in Sicilia e le dichiarazioni rilasciate dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sulla viabilità nell’Isola.



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