Domenica 22 Settembre 2019
Servono subito 250mila euro. Situazione critica in corrispondenza del depuratore


Torrente Scifì a rischio esondazione, il Genio civile lancia l'allarme

di Andrea Rifatto | 12/11/2015 | ATTUALITÀ

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Il torrente Scifì all'altezza del depuratore

Servono subito 250mila euro per lo svuotamento di una parte del torrente Scifì e la messa in sicurezza dell’alveo del corso d’acqua che attraversa la frazione di Forza d’Agrò. È quanto emerge dal verbale di somma urgenza redatto dai funzionari del Genio civile di Messina in seguito alle ondate di maltempo che hanno colpito la zona jonica messinese tra la fine di settembre e i primi di ottobre, non risparmiando i centri della Valle d’Agrò. I tecnici hanno effettuato un sopralluogo nel territorio forzese allo scopo di evidenziare le situazioni di criticità dei torrenti e in particolare in corrispondenza della frazione Scifì. Le verifiche sui luoghi hanno permesso di appurare un notevole sovralluvionamento sia della fiumara d’Agrò che del torrente Scifì, suo affluente, in seguito alle violente piogge delle scorse settimane. Le problematiche riscontrate riguardano principalmente l’impianto di depurazione, ubicato in adiacenza al torrente Agrò. A causa del notevole trasporto di materiale solido, infatti, il letto del torrente si è innalzato, ricoprendo il muro di recinzione dell’impianto con una notevole quantità di detriti alluvionali. Anche il torrente Scifì presenta un notevole innalzamento della quota dell’alveo e considerato che ulteriori eventi alluvionali potrebbero incrementare l’apporto detritico, il Genio civile ritiene necessario che venga eseguita la rimozione del materiale per uno spessore di circa due metri. Nel verbale di somma urgenza redatto dai funzionari Anna Trio e Ferdinando Micalizzi e siglato anche dall’ingegnere capo Leonardo Santoro si sottolinea come si corrano gravi rischi per la pubblica e privata incolumità, oltre quelli di natura igienico-sanitaria che sorgerebbero allorquando una eventuale piena del torrente Scifì dovesse allagare il depuratore comunale, situato ad una quota più bassa rispetto al letto del corso d’acqua, mettendolo fuori uso. Per intervenire con somma urgenza e rimuovere il materiale alluvionale servono 200mila euro, oltre a 50mila di somme a disposizione. A tale scopo il Genio civile di Messina ha chiesto al Dipartimento regionale dell’Ambiente di essere autorizzato a redigere una perizia per l’eliminazione dei pericoli riscontrati, per un importo totale di 250mila euro.

“Insieme al vicesindaco Massimo Cacopardo abbiamo continuamente sollecitato interventi finalizzati a mettere in sicurezza l’abitato della frazione Scifì, scrivendo anche al Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri – dichiara il sindaco di Forza d’Agro, Fabio Di Cara – e finalmente qualcosa sembra muoversi. Spero che al più presto si possano mettere in sicurezza i torrenti che in più punti attraversano l’abitato della frazione Scifì”.


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