Martedì 22 Ottobre 2019
Presentata l'associazione a lui intitolata. Musumeci: "Pronto a sostenervi"


Tutti uniti per la Val d'Agrò nel ricordo di Carmelo Duro: ora si realizzi il suo sogno

di Andrea Rifatto | 06/10/2019 | ATTUALITÀ

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I soci dell'associazione con alcuni amministratori

Eravamo due folli, due sognatori possibilisti”. Uno di loro, Carmelo Duro, ci ha lasciato cinque anni fa. L’altro, il suo fraterno amico Pino Chillemi, sentiva da allora il dovere di portare avanti il lavoro del giornalista, scrittore e storico alessese. E ieri, nel quinto anniversario della scomparsa, ha varato ufficialmente l’associazione “Valle d'Agrò-Carmelo Duro”, nata per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e il paesaggio della vallata e creare un contesto omogeneo e integrato, culturale e turistico fra gli otto comuni che ne fanno parte, Antillo, Casalvecchio, Forza d'Agrò, Limina, Roccafiorita, S. Alessio, S. Teresa e Savoca. Ossia realizzare quello che fu il sogno dello scrittore di Sant'Alessio. Palcoscenico della presentazione non poteva che essere l’abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Casalvecchio, dove il 27 settembre del 2014 Carmelo Duro tenne il suo ultimo discorso sull’Arghennon Akron, il capo argenteo a lui tanto caro. “Se Carmelo fosse stato ancora con noi avremmo fondato insieme l’associazione, lui sarebbe stato presidente e io sarei tornato nelle Marche sostenendolo da lontano ma non avrei conosciuto i suoi tanti estimatori – ha detto Chillemi, presidente del sodalizio - che hanno esaltato il suo sforzo per mettere su carta a futura memoria le bellezze della valle, il nostro unicum. La vita gli avrebbe ancora sorriso esaudendo i suoi desideri”. Chillemi ha poi presentato i soci, Martino Puglisi (vicepresidente), Ketty Tamà (segretario), Filippo Oneri (tesoriere), Santo Puzzolo (responsabile Cultura), Barbara Cicero, Giuseppe Garufi e Riccardo Puliatti, annunciando “l’impegno per realizzare la strada per l’abbazia e per far conoscere la valle d’Agrò con la stampa di 20mila brochure da distribuire nelle fiere del turismo”. Presenti ieri i sindaci Giovani Foti (Sant'Alessio), Danilo Lo Giudice (S. Teresa), Davide Paratore (Antillo) anche come presidente dell’Unione dei Comuni, Concetto Orlando (Roccafiorita), il vicesindaco Nino Santoro di Casalvecchio, l’assessore Enico Salemi per Savoca, il presidente del Consiglio comunale Angelo Saglimbeni di Limina, oltre ai sindaci Matteo Francilia di Furci e Sebastiano Gugliotta di Pagliara e a rappresentanti di associazioni del territorio.

“Rispetto al passato sono stati fatti passi avanti nella valorizzazione del territorio – ha detto Lo Giudice anche nella qualità di deputato Ars – ma il percorso è ancora lungo e l’associazione è certamente un elemento positivo. Della strada si discute da anni ma non vi è un progetto e ho comunque fatto presente il problema al governo regionale”. “L’obiettivo dell’Unione è dare la possibilità di progettare e la strada per l’abbazia è una delle nostre priorità” ha aggiunto Paratore. “Mio padre era un avido di conoscenza e cultura e tutta la sua vita è stata dedicata a promuovere la ricerca e la conoscenza della Val d’Agrò – ha detto la figlia Mimma Duro – questa associazione serve a capire chi siamo e le nostre origini e bisogna lavorare per promuovere e far conoscere questo territorio con intenti comuni, valorizzando le diverse civiltà marinare e contadine evitando che la diversità ci limiti, dobbiamo suscitare nel viaggiatore un turismo diverso da quello caotico”. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto telefonicamente dicendosi “contento dello spirito morale, sociale e culturale dell’iniziativa, con la condivisione e adesione di tanti comuni”, assumendo l’impegno a incontrare l’associazione “per capire se dalle parole possiamo passare ai fatti e in che modo il Governo possa esservi vicino”. Tra gli intervenuti, oltre ai sindaci, anche Ketty Tamà, che ha narrato la storia della basilica proponendo di creare nei locali del convento un museo interattivo ed esperienziale e lo scriptorium (“Io e Filippo Brianni ci sentiamo responsabili di continuare il lavoro di Carmelo Duro” ha detto), lo stesso Brianni, presidente di Archeoclub Area Jonica, Marina Scimone per il Lions Club Letojanni-Val d’Agrò, Melina Patanè (Il Caffè di fronte al Mare), Carmelo Nicita (Agrònauti). A moderare l'incontro l'assessore Saro Trischitta di SantAalessio. Carmelo Duro, descrivendo la Val d’Agrò, scriveva: “Al cospetto di questa meravigliosa quanto paziente e prosperosa vallata otto comuni si affacciano pronti forse a circuirla ma certamente non ancor decisi a prenderla, utilizzarla e renderla produttiva”. È arrivato il momento di farlo.


COMMENTI

Casablanca Domenico | il 06/10/2019 alle 16:18:28

Ho piacere di sapere che vi sono persone di buona volontà che vogliono valorizzare i tesori della Valle d'Agrò e ben hanno fatto a riunirsi presso l'Abbazia dei SS. Pietro e Paolo, vero gioiello architettonico della nostra vallata. La ricordo questa Abbazia un giorno che mi ci portò mio nonno e rammento che, nei miei occhi di bambino, rimase impressa l'immagine di una capretta che pascolava all'interno della Chiesa, tanto era incredibile il degrado che vi regnava e la totale incuria di chi doveva vigilare. Ricordo ancora che uno zio di mia nonna, che era l'arciprete di Casalvecchio, si interessò per farla riconoscere monumento nazionale. Ho un libretto scritto da un altro zio di mia nonna - Trimarchi Felice, a cui è intestata una scuola a S. Teresa di Riva - che ne parla chiaramente.

Casablanca Domenico | il 07/10/2019 alle 11:15:22

Voglio aggiungere al commento di ieri che io ho conosciuto personalmente Carmelo Duro. Egli mi intervistò in ordine ad uno spiacevole episodio che mi capitò mentre ero in vacanza a S. Alessio Siculo. Seduti all'ngresso dell'albergo ove alloggiavo, finimmo per parlare delle nostre zone e mi disse con l'occasione che aveva scritto un libro sulla storia della Valle d'Agrò. Quel libro io lo acquistai e lo conservo gelosamente. Il titolo è: La Valle d'Agrò " edito da Città del Sole-Verona 1987. Leggo le parole dette da sua figlia. A lei dico: può essere ben orgogliosa di suo padre.

oneri filippo | il 07/10/2019 alle 11:41:06

buon giorno,Sig.Casablanca mi contatti,sono interessato a qualche appunto in suo possesso.

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