Venerdì 28 Febbraio 2020
Giorno 2 - Il reportage dai territori occupati del videomaker messinese Matteo Arrigo


Buongiorno Palestina - Il sapore dell'acqua

di Matteo Arrigo | 21/03/2016 | ATTUALITA

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foto Matteo Arrigo

L’alba è ancora una pallida promessa ad oriente quando il silenzio della notte viene rotto dai rumori che ti annunciano l’inizio di un nuovo giorno. Alle 5 in punto le campane della Basilica della Natività cominciano a suonare per annunciare la prima funzione; si contrappongono, quasi in una gara sonora, alla chiamata alla preghiera del muezzin dall’alto del minareto. Un nuovo giorno comincia sui territori occupati. Per alcuni la giornata ha avuto inizio ancora prima. Al check point di Betlemme la gente è già in fila dalle 4, per poter passare a piedi i controlli ed arrivare in tempo al lavoro a Gerusalemme. È a quell’ora che ti devi mettere in fila “al di qua” del muro se vuoi arrivare puntuale al lavoro. La vita al di là dei dodici metri di cemento è tutt’altra cosa!
Costeggiamo il muro in territorio cisgiordano e ci mettiamo sulla  strada che conduce a Gerico. La prima parte è un’autostrada larga e scorrevole, uno dei pochi tratti che possono usare anche i veicoli non israeliani, la musica cambia quando le strade sono solo ad uso palestinese. Trazzere di montagna con un sottile strato di asfalto, a volte strade di nuda pietra, per la sicurezza chiedere altrove. Per percorrere un tratto di pochi chilometri possono occorrere anche delle ore.
Passiamo l’ennesimo check point, una barriera che separa il territorio palestinese... dal territorio palestinese! Una terra martoriata impregnata di assurdità. Gerico compare come un’oasi verde in mezzo al deserto giordano. Ci troviamo nel punto più basso della terra, 400 metri sotto il livello del mare, lì dove anche il mare è chiamato Morto. The Dead Sea, un mare che muore sempre più a causa dell'uso, a nord, dell’acqua del fiume Giordano.
Ad un popolo che si disseta se ne contrappone uno che lotta con una crisi idrica senza soluzione, che ha visto restare chiusi i propri pozzi “al di là” del muro. Lì dove un tempo arrivava il livello del mare ora resta solo un pontile sospeso in aria. Il livello attuale dell’acqua è più basso. I turisti giapponesi giocano a stare a galla in quel liquido dall’alta salinità che non ti lascia affondare. Ma l'alta concentrazione di sale non permette a nessuna forma di vita di svilupparsi. Un altro contrasto in una terra unica, dove una nazione resta a galla e un’altra è impossibilitata a vivere nel fondo di quell’acqua così “salata”.

Più informazioni: buongiorno palestina  


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