Furci, l'ex vicesindaco incassa 10 anni di indennità: trovato un accordo con il Comune
di Andrea Rifatto | 07/12/2024 | ATTUALITÀ
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Balletta è stato in carica dal 1998 al 2008
Si chiude dopo tredici anni il caso delle indennità di carica reclamate da Mario Balletta, amministratore comunale di Furci Siculo negli anni scorsi. L’ex assessore e vicesindaco chiedeva al Comune il pagamento di 71mila 679 euro per gli emolumenti spettanti per i ruoli ricoperti tra giugno 1998 e giugno 2008, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese, e di recente dopo un lungo iter giudiziario il giudice gli ha dato ragione rigettando definitivamente l’opposizione presentata dal Comune al decreto ingiuntivo del 2012, condannando l’ente anche al pagamento delle spese processuali per un totale di 14mila 103 euro. L’Ente contestava la liquidità e l’esigibilità del credito, in quanto la spesa non era stata indicata nel bilancio di previsione, scelta che poteva apparire legittima solo se avesse fatto seguito ad una rinuncia al credito, ricordando che all’epoca gli amministratori comunali, compreso Balletta, avevano rinunciato pubblicamente ed espressamente dichiarato in più occasioni di aver rinunciato alla percezione delle indennità. Inoltre il Comune ha ricordato come dal 2004 al 2008 l’ex assessore aveva percepito l’indennità di presenza per la partecipazione alle sedute della Giunta e dunque non gli poteva essere riconosciuta l’indennità di funzione, chiesto la sua condanna alla restituzione della somma di 26mila 138 euro indebitamente percepita. Tesi che il giudice non ha accolto. Il legale dell’ex vicesindaco, l’avvocato Raffaele Tommasini, ha presentato al Comune una proposta transattiva al fine di dirimere definitamente la controversia, con il pagamento di 105mila euro da versare in due rate da 52mila 500 euro con scadenza dicembre 2024 e dicembre 2025: soluzione che l’Amministrazione comunale ha accettato, ritenendo vantaggioso l’abbattimento dell’importo complessivo derivante dalla somma degli interessi e delle spese processuali, pari a 117mila 915 euro. Il Consiglio comunale ha così approvato all’unanimità lo schema di transazione tra il Comune di Furci Siculo e Mario Balletta. «Il nostro legale, l’avvocato Alessandra Crinò, ha evidenziato l’assenza di vantaggio nella proposizione dell’appello - ha spiegato in aula la vicesindaca con delega al Contenzioso, Daniela Mercurio - in quanto era prevedibile una condanna e quindi ulteriori spese da sostenere a carico dell’ente. Pertanto l’Amministrazione ha ritenuto di non procedere con la proposizione dell’appello ma di addivenire alla transazione». Per il capogruppo di minoranza Francesco Rigano «un eventuale appello avrebbe aumentato i costi per l’ente, mentre con la transazione si è arrivati ad un abbattimento degli interessi che è fondamentale». Chiuso per l’importo di 105mila euro il caso Balletta, pende ancora nelle aule di giustizia quello di Bruno Di Bella, presidente del Consiglio comunale dal 1998 al 2008, che difeso dall’avvocato Tommasini ha intimato al Comune già nel 2013 di pagare la somma di 60mila 643 euro per gli emolumenti della carica, senza però ricevere risposta: la controversia si è protratta negli anni e l’ultima udienza della causa civile al Tribunale di Messina si è tenuta nei giorni scorsi. Anche in questo caso l’ente ha nominato nei giorni scorsi come difensore l’avvocato Alessandra Crinò.