Venerdì 28 Febbraio 2020
Problemi per collegare la passerella alla Ss 114. L'Anas: 'Lavori entro metà aprile'


Ponte Agrò, il grande nulla: mancano soldi e progetto. Sarà un’estate nel caos

di Andrea Rifatto | 18/03/2016 | ATTUALITA

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Code ai semafori sul lato di S. Teresa

Due ore di discussione, l'ennesima dopo settimane di incontri, riunioni consiliari e interlocuzioni tra enti, hanno consegnato ai cittadini della riviera jonica la verità sulla situazione della Statale 114 in corrispondenza del ponte Agrò, tra S. Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo. Si rischia l’isolamento del territorio, che potrebbe rimanere tagliato in due a causa dell’assenza di una infrastruttura praticabile di collegamento sul torrente. È quanto emerso nel corso del Consiglio straordinario dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani riunitosi stamane a Sant’Alessio su iniziativa del presidente Francesco Moschella, che ha voluto invitare tutti gli enti coinvolti nella questione per avviare un tavolo tecnico che affronti una volta per tutte la problematica ponte Agrò. Il protagonista principale, l’Anas, ha preferito astenersi dal partecipare al tavolo, adducendo “sopraggiunte esigenze di servizio”, così come aveva fatto ieri disertando il Consiglio comunale dela cittadina del Capo, e ha preferito inviare una nota con la quale fuga alcuni dei tanti interrogativi rimasti finora senza risposta. “Le limitazioni imposte sono il risultato di ulteriori indagini e valutazioni dello stato di conservazione della struttura, in particolare delle travi di bordo – scrivono il reggente d’Area Esercizio, Domenico Renda, e il direttore regionale Eutimio Mucilli – che hanno suggerito un utilizzo limitato alla sola area centrale dell’impalcato e con carichi ridotti”. Fin qui nulla di nuovo, anche se l’Anas fa intendere che non ha nessuna intenzione di tornare sui propri passi e ripristinare il doppio senso di circolazione, come chiesto da più parti. L’ente gestore della Statale 114 spiega poi di essere pronto ad avviare i lavori per la realizzazione della passerella provvisoria, necessaria a garantire la continuità dell’itinerario stradale, “entro e non oltre le prime settimane del mese di aprile”, con una durata dei lavori fissata in 120 giorni. Dunque si arriverà a metà agosto, o anche oltre, con la situazione attuale, cioè semafori in funzione e lunghe code, che nei prossimi mesi aumenteranno notevolmente visto l’approssimarsi della bella stagione. Il caso e i disagi sono solo all’inizio, e non solo per i due paesi collegati dall’infrastruttura ma anche per tutti i centri a monte, come evidenziato dai consiglieri Rosario Trischitta (Sant’Alessio) e Valentina Lo Giudice (Roccafiorita). Ma come si interverrà sul ponte una volta completata la passerella? Semplicemente non si interverrà. Perché il progetto deve essere ancora completato, “mentre i finanziamenti necessari alla realizzazione dei lavori sono stati riproposti nel quadro dei fabbisogni di questa Società” – puntualizza l’Anas. Tradotto: non ci sono i fondi per la demolizione e la ricostruzione della struttura.

Lo scenario che si apre adesso non è per nulla rassicurante. La conferma arriva anche dalla disamina fatta dall’ingegnere capo del Genio civile di Messina, Leonardo Santoro: “Siamo di fronte ad uno scenario caratterizzato da tre criticità – ha esordito nel suo intervento dinanzi al Consiglio dell’Unione –: una problematica che si registra sulla Statale 114 nei tornanti di Capo Sant’Alessio, dove insiste da anni una frana mai stabilizzata; un ponte considerato instabile su cui si transita con limitazioni e una passerella che Anas dice di essere pronta a realizzare ma sulla quale a mio avviso ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Innanzitutto non capisco come mai non sia ancora stato completato il progetto per il nuovo ponte – prosegue Santoro –, mai giunto al Genio civile; ad ottobre, invece, ho autorizzato per la terza volta, dal punto di vista idraulico, la costruzione della passerella nell’alveo del torrente, ma mi risulta che non siano stati previsti i collegamenti con S. Teresa e Sant’Alessio. E così non si risolve il problema”. La passerella, come è noto, sarà un’opera provvisoria che dovrà rimanere in piedi per un massimo di due anni. Ma cosa accadrà in inverno, quando il torrente sarà in piena e la circolazione su tale infrastruttura verrebbe messa a rischio da eventuali esondazioni, senza contare che il ponte Agrò non sarà percorribile? Lo abbiamo chiesto all’ing. Santoro: “La passerella andrà chiusa, così come ho specificato nelle prescrizioni inviate all’Anas – spiega il capo del Genio civile – anche perché la tipologia costruttiva prevede che le acque del torrente le passino sopra in caso di piene abbondanti, in modo da non trovarsi davanti un tappo”. Dunque con il ponte chiuso e la passerella impraticabile la riviera jonica rimarrà senza collegamenti e bisognerà affidarsi esclusivamente all’autostrada A18, compiendo un lunghissimo giro.

Al tavolo tecnico di stamane ha preso parte anche l’ex Provincia di Messina, rappresentata dal dirigente Antonino Calabrò, che però ha subito chiarito che l’attuale Città metropolitana non ha competenze in materia né tantomeno fondi a disposizione, il sindaco di Sant’Alessio Rosa Anna Fichera e il presidente dell’Unione Domenico Prestipino. Ai lavori consiliari (presenti 13 componenti su 22) hanno assistito il vicesindaco Danilo Lo Giudice, il presidente del Consiglio Santino Veri e il cpaogruppo di maggioranza Sandro Triolo per il Comune di S. Teresa (fuori dall’Unione), il sindaco di Furci Siculo Sebastiano Foti, il primo cittadino di Antillo Davide Paratore, gli assessori Filippo Ricciardi e Jenny Spadaro per Limina, gli assessori di Sant’Alessio Carmelo Palio e Antonella Papa e il presidente del Consiglio Giuseppe Pasquale, il presidente del Civico consesso di Savoca Massimo Stracuzzi con il capogruppo di maggioranza Sergio Trimarchi, il consigliere della minoranza alessese Daniela Carnabuci e il vicesegretario regionale dell’Udc Matteo Francilia. “Non crediamo più alle promesse dell’Anas – ha dichiarato il sindaco Fichera – visto che dal 2008 a oggi ha svolto una serie di sopralluoghi e verifiche senza mai dare risposte concrete. Alle parole non sono seguiti i fatti, si trovino subito i fondi per il nuovo ponte perché non possiamo più aspettare. E intanto si completi il progetto della passerella con l’inserimento del raccordo con il centro abitato di Sant’Alessio (previsto in corrispondenza della Sp 12 accanto al campo da calcio, ndc) perché non possiamo essere noi come Comune a farci carico di questa spesa”.  

Le istanze degli amministratori locali saranno adesso portate dall’ing. Leonardo Santoro sul tavolo dell’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, che con una lettera ha informato l'ente sovrcomunale di aver già chiesto lumi all’Anas in previsione dell’istituzione di un tavolo tecnico. L’Unione dei Comuni nel frattempo, su proposta del presidente Prestipino, ha approvato una mozione per chiedere un incontro con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in modo da esporre la critica situazione viaria del territorio. Tra tavoli e passerelle, non solo sui torrenti, la certezza è una: sarà un’estate infernale.

 

Più informazioni: ponte agrò  


COMMENTI

nino | il 18/03/2016 alle 17:22:36

in Giappone nel giro di un mese, al massimo, avrebbero risolto il problema. da noi è sempre un problema di competenze e di scaricabarile

Pippo Sturiale | il 18/03/2016 alle 19:21:37

Prima o dopo resteremo bloccati in autostrada, sulla statale ... e anche via mare! Non c'è scampo. Allora perché non si fa una manifestazione eclatante ... blocchiamo noi tutte tre le arterie ... forse allora avvertiranno che la nostra zona è trattata come un paese da quarto mondo. .... Ma una volta il compianto Carmelo Duro ci parlava di un ponte componibile che il Genio Militare aveva pronto per le emergenze ... perché non si imbullona, dopo avere fatto i necessari plinti. Il torrente potrebbe scorrere sotto e si transiterebbe con tranquillità. Ma si sa quando al governo ci stanno i Renzi ni ... si sente solo ragliare!

Daniele fleri | il 19/03/2016 alle 12:04:56

Viste le carenze del sistema infrastrutturale esistente nn converrebbe ottimizzare la fruizione di quanto già esiste? chiedere l'allungamento del tratto tangenziale dell'autostrada a18 di Messina fino a Taormina al fine di permettere l'accesso e l uscita dall'attuale autostrada in modo più semplice tramite svincoli più leggeri. Trasformando l'autostrada in tangenziale infatti si avrebbe infatti La possibilità di creare uscite ed entrate con minori difficoltà e necessità tecniche. D'altronde l'aspetto della "nostra" a18 è ben lontano da quello di un' autostrada sicura ed efficiente. un'idea valida e nemmeno così originale.

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