Giovedì 03 Aprile 2025
Il presidente uscente ha tracciato il bilancio ed esortato ad un maggiore impegno


Unione dei Comuni, Saetti si congeda: "Risultati importanti ma si rischia la chiusura"

di Andrea Rifatto | 05/12/2024 | ATTUALITÀ

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Il nuovo presidente Francilia e l'uscente Saetti

«Abbiamo raggiunto risultati importanti ma non sono pienamente soddisfatto, perché potevamo fare molto di più». Si è congedato così il presidente uscente dell’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani, Marco Saetti, al termine del suo mandato iniziato nel giugno 2023, poco prima dell’elezione di Matteo Francilia come successore. Il sindaco di Casalvecchio Siculo ha creduto da sempre nelle potenzialità dell’ente sovracomunale, anche se non è stato mai pienamente sostenuto da tutti i colleghi: «Abbiamo lavorato in maniera intensa, sulla scia di chi mi ha preceduto, per sistemare i bilanci e incrementare i servizi associati - ha detto - e per la prima volta nella sua storia l’Unione ha ottenuto tre finanziamenti statali per la progettazione di opere pubbliche». Il traguardo più importante raggiunto da Saetti è stato però il Contratto di Fiume e di Costa: «Lo abbiamo chiuso con molte difficoltà ma adesso abbiamo un piano da 86 milioni di euro con progetti negli undici comuni per la protezione ambientale, l’efficienza energetica, la tutela del patrimonio, la protezione dagli incendi e azioni sul sociale - ha ricordato il presidente uscente - un piano già accettato dall’Autorità di bacino che non dovrà essere sottoposto alle procedure Via-Vas e per il quale nei fondi comunitari Po-Fesr è già prevista una premialità riservata ai Contratti di Fiume e di Costa. Bisogna fare marcamento continuo sulla Regione affinché non abbassi l’attenzione». 

Non tutto, però, è andato come sperato: «Abbiamo perso importanti occasioni perchè ancora oggi non crediamo nell’Unione come dovremmo - ha rimarcato Marco Saetti - e abbiamo una visione parcellizzata del nostro misero orticello. La Regione siciliana riduce sempre più i contributi per le Unioni dei Comuni e noi siamo arrivati a ricevere 30mila euro, ma la responsabilità è anche nostra perchè non siamo riusciti, nonostante le sollecitazioni, ad aumentare il numero di servizi associati, che sono relativamente modesti come numero e qualità, e proprio in base al numero di servizi associati la Regione eroga le somme. Avevo sollecitato un sistema unitario per digitalizzazione ma non l’abbiamo fatto, eppure oggi non è difficile immaginare servizi associati in questo campo visto che tutti i Comuni hanno ottenuto finanziamenti; per il 2025 contiamo di far comprendere alla Regione che il Contratto di Fiume e di Costa è un servizio associato per ottenere un contributo più alto, altrimenti con i 30mila euro che arrivano e con molti Comuni che continuano a non pagare la propria quota l’Unione rischia di chiudere per mancanza di fondi e sarebbe un grave danno».


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