Giovedì 24 Ottobre 2019
Accusati di abuso d’ufficio e violazioni. Evidenziati diversi legami di parentela


Abusi edilizi a Forza d’Agrò, a processo due tecnici comunali e un imprenditore

di Andrea Rifatto | 23/05/2019 | CRONACA

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La tettoia contestata in piazza Cammareri

Concessioni e autorizzazioni edilizie rilasciate in violazione delle normative urbanistiche e del Programma di Fabbricazione vigente a Forza d’Agrò. È l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Messina all’architetto Sebastiano Stracuzzi, 61 anni, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale e al suo predecessore, l’ingegnere Pietro Mifa, 51 anni di S. Teresa di Riva, finiti a processo per abuso d’ufficio in concorso insieme all’imprenditore Giuseppe Carullo, 51 anni, accusato di violazione del Dpr. 380/2001 (Testo unico dell’Edilizia) per aver realizzato delle opere in assenza dei presupposti di legge. Il procedimento è scaturito da due denunce del 2013, una anonima e una presentata da Pietro Muscolino, che hanno portato il pubblico ministero Antonella Fradà a chiedere nell’ottobre 2017 il rinvio a giudizio dei tre imputati, accordato dal Gup Tiziana Leanza. Gli esposti sono stati riuniti in un unico fascicolo e il dibattimento è entrato nel vivo ieri dinanzi la Seconda sezione penale (presidente Mario Samperi, a latere Fabio Pagana e Claudia Misale). La Corte ha chiamato a testimoniare l’ispettore della Polizia municipale Antonino Scarcella della Sezione di Polizia giudiziaria, che ha ricostruito in aula tutta l’attività di indagine svolta a partire dal 2013, con l’acquisizione di atti in municipio e sopralluoghi. Agli imputati Mifa e Stracuzzi, il primo nella qualità di dirigente dell’Ufficio tecnico all’epoca dei fatti contestati, tra marzo e luglio 2013, il secondo di funzionario che ha curato le istruttorie, viene contestato l’abuso d’ufficio in quanto avrebbero procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale ad alcuni cittadini rilasciando i tre titoli edilizi oggetto del processo. I due sono difesi dall’avvocato Rosario Trimarchi, mentre Carullo dall’avvocato Salvatore Gentile. Tutti e tre gli imputati ieri non si sono presentati in aula.

I capi di imputazione. La prima accusa riguarda un’autorizzazione edilizia del luglio 2013 concessa a Giuseppe Carullo per la realizzazione in piazza Cammareri, a servizio della pizzeria “Antichi Muri”, di una tettoia di circa 50 mq chiusa sui lati con pannelli smontabili in alluminio e vetro. L’ispettore Scarcella ha ripercorso tutte le fasi della vicenda, ricordando come il Comune avesse inizialmente rilasciato a Carullo una concessione di suolo permanente su quell’area pubblica per la posa di tavolini, sedie e ombrelloni, poi nel luglio 2012 un’autorizzazione edilizia per realizzare una tettoia aperta e successivamente con una variante in corso d’opera del luglio 2013 sia stata consentita la chiusura sui quattro lati. Gli inquirenti contestano ai due di aver approvato il progetto in violazione della Lr. 4/2003, normativa adottata nel caso in esame così come specificato nell'autorizzazione e sul frontespizio del progetto con il visto di approvazione, che consente di realizzare strutture di tipo precario e ne autorizza la chiusura solo su aree private e non quindi su una piazza pubblica. Da qui l’accusa di violazione urbanistica anche a Carullo. La Procura contesta poi a Mifa e Stracuzzi la violazione della Lr. 71/78 per una concessione edilizia in sanatoria del marzo 2013 rilasciata ai coniugi Domenico Lombardo e Giuseppina Gentile per realizzare un ristorante in un rustico in contrada Margi: secondo gli inquirenti, essendo quella zona agricola, l’autorizzazione non poteva essere concessa per uso esclusivo ristorante ma solo se lo stesso fosse stato legato ad un’abitazione. La terza accusa di abuso d’ufficio verte su un’autorizzazione edilizia dell’aprile 2012 concessa a Mario Gentile per il risanamento conservativo di un fabbricato in via Spitalio, che invece, come da progetto approvato dai due tecnici, prevedeva opere di ricostruzione e ristrutturazione edilizia in violazione del PdF che non consente edificazioni in zona A ma solo risanamento e conservazione senza alterazione dei volumi e dei prospetti. Mifa e Stracuzzi, per l’accusa, hanno invece consentito a Gentile la riedificazione di un rudere, in parte già crollato al momento della presentazione del progetto.

I legami di parentela. In aula il pubblico ministero Roberto Conte ha chiesto al teste di spiegare se vi siano legami di conoscenza, amicizia o parentela tra gli imputati e i richiedenti i titoli edilizi e in dibattimento è stato evidenziato come la moglie di Giuseppe Carullo, Santina Stracuzzi, sia cugina di secondo grado con l’architetto Sebastiano Stracuzzi e sorella dell’allora assessore comunale di Forza d’Agrò Giuseppe Stracuzzi; Giuseppina Gentile è invece cognata (sorella del marito) dell’ex presidente del Consiglio Melina Gentile e lo stesso Mario Gentile è marito dell’ex presidente dell’assemblea cittadina. Tutte circostanze oggetto di una approfondita informativa della Polizia giudiziaria allegata agli atti con lo schema dei rapporti di parentela e dei legami anagrafici. Per la difesa l’avvocato Trimarchi ha chiesto all’ispettore Scarcella se fosse a conoscenza del fatto che anche ad altre attività oltre quella di Carullo (citando i locali Agostiniana, Il Padrino, La Montagnola) sia stata data la possibilità di chiudere strutture esterne con pannelli smontabili e che a Forza d’Agrò vi siano almeno altri cinque casi di autorizzazioni per restauro conservativo con progetti che prevedevano anche opere di ricostruzione. Il teste ha replicato che l’attività di indagine ha riguardato solo le tre situazioni finite a processo ma che parlando informalmente con l’architetto Stracuzzi ha saputo che ci sono altri casi di autorizzazioni per restauro conservativo. A processo ha testimoniato ieri anche Alessandro Pizzullo, ex funzionario del Genio civile, che ha evidenziato come in base alle norme vigenti la tettoia in piazza Cammareri doveva avere una fondazione continua o con plinti per essere agganciata al suolo. Si tornerà in aula il 21 gennaio 2020 per sentire i testimoni della difesa. 


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