Sabato 25 Maggio 2019
A processo a Cremona Spadaro, Rinci e Intilisano: il 26 marzo la sentenza


Calcio scommesse, chiesta l’assoluzione per i tre imputati di S. Teresa di Riva

di Andrea Rifatto | 19/02/2019 | CRONACA

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Cosimo Rinci con il suo legale Antonio Scarcella

È ormai alle battute finali al Tribunale di Cremona il processo sul calcio scommesse, scaturito dall’inchiesta della Polizia che nel dicembre 2013 scosse il mondo del pallone portando a diversi arresti. A processo finirono anche tre persone di S. Teresa di Riva, Salvatore Spadaro, 69 anni, Cosimo Rinci detto Charlie, 63 anni, all’epoca dei fatti team manager del Riccione e Salvatore Antonio Intilisano, 50 anni, ex dirigente del Pergocrema, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva per 53 partite di Serie A, B e Lega Pro ritenute truccate. Per tutti e tre i pubblici ministeri Ilaria Prette e Milda Milli della Procura di Cremona, al termine della requisitoria di questa mattina, hanno chiesto l’assoluzione, ritenendo come non vi siano prove dell’esistenza dell’associazione a delinquere. L’Accusa ha invece chiesto la condanna a tre anni e un mese per Marco Paoloni, l’ex portiere di Cremonese e Benevento accusato di frode sportiva e lesioni per aver ‘drogato’ i suoi ex compagni di squadra versando l'ansiolitico Minias nelle bottiglie dell'acqua minerale, durante l'intervallo della partita Cremonese-Paganese di Lega Pro del 14 novembre 2010 a Cremona. L'obiettivo era stordire i compagni perché vincesse la squadra avversaria: la partita finì 2 a 0 per la Cremonese. Nell'udienza di oggi sono intervenuti anche i legali degli imputati e delle parti civili. Il collegio composto dal presidente Maria Stella Leone e dai giudici a latere Giulia Masci ed Elisa Mombelli tornerà in aula il 26 marzo per emettere la sentenza. Spadaro, Rinci e Intilisano sono difesi rispettivamente dagli avvocati Alessandro Billè, Antonio Scarcella e Felice Di Bartolo.

Nell’aprile 2017 la maggior parte del procedimento è stata spostata a Bologna, mentre a processo a Cremona, oltre Paoloni, è rimasto il terzo gruppo accusato di associazione a delinquere. Tra gli imputati, il cinese Wang Yu Qiu, comproprietario di una lavanderia a Desio e accusato di essere il finanziatore dell’associazione e anche il serbo Almir Gegic, ex calciatore del Chiasso e considerato uno dei capi del gruppo degli ‘zingari’. Rinci e Spadaro vennero arrestati il 17 dicembre 2013 e poi scarcerati qualche settimana dopo. A processo era finito anche Ermanno Pieroni, ex presidente dell’Ancona Calcio, assolto nel maggio 2016: nell’inchiesta era stato chiamato in causa in particolare per i suoi rapporti con Rinci, Spadaro, Intilisano, Fabio Bruno Quadri, Wangyi Qiu, Simone Grillo, perché secondo l’accusa, insieme a loro avrebbe costituito l’organizzazione per pilotare i risultati. Gli inquirenti ritenevano come Rinci, sfruttando la sua introduzione negli ambienti calcistici e in particolare appoggiandosi a Pieroni, informasse preventivamente Spadaro dei risultati che avrebbero avuto partite di calcio dei campionati di serie A, B e C del 2013, a seguito di corruzione, da loro stessi favorita, o di accordi tra le squadre, e lo Spadaro a sua volta informava il Quadri che procedeva alle relative scommesse a seguito di finanziamento di Qiu Wangyi, provvedendo poi, tutti, alla ripartizione tra loro dei proventi. Accuse che per la Procura non reggono. Il 26 marzo saranno i giudici a stabilirlo definitivamente.


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