Venerdì 04 Aprile 2025
Dopo l'interrogatorio di garanzia accolta l'istanza dei legali difensori del medico


Compensi prima degli interventi, sospensione revocata al primario dell'ospedale Piemonte

di Redazione | ieri | CRONACA

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Cessate le esigenze cautelari

Revocata la sospensione per un anno al dottore Vittorio Lombardo, responsabile dell'Unità operativa di Chirurgia generale dell'Irccs Bonino Pulejo-Ospedale Piemonte di Messina, destinatario di una misura cautelare nell’ambito di un’d'indagine finalizzata al controllo dell'attività libero professionale intramuraria (Alpi), coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina e condotta dai Carabinieri del Nas di Catania. Dopo l’interrogatorio di garanzia, il giudice per le indagini preliminari Nunzio De Salvo ha revocato la sospensione accogliendo l’istanza dei legali difensori, gli avvocati Nino Favazzo e Daniela Garufi. Lombardo ha risposto a tutte le domande e il confronto ha riguardato le tre ipotesi di induzione indebita di cui due, contestate come tentate, e una condotta di falso, le sole in relazione alle quali è stata applicata la misura interdittiva. Il professionista ha fornito ampi chiarimenti in merito ribadendo la piena legittimità del proprio operato e precisando di avere sempre agito nell’interesse dei pazienti, ai quali non ha mai richiesto compensi che non gli erano dovuti. L’indagine, ancora in corso, riguarda venti casi al vaglio della magistrata titolare del caso, la pm Annamaria Arena. Secondo l’accusa, la condotta illecita consisteva nello sfruttare la propria posizione di primario del reparto inducendo numerosi pazienti (una ventina circa) nel periodo tra il 2021 e il 2024, a corrispondergli la somma di danaro di 1.500 euro con la prospettiva di essere sottoposti a intervento chirurgico in anticipo rispetto ai tempi ordinari. Così facendo, Lombardo avrebbe arrecato un danno agli altri pazienti presenti in lista d’attesa.

“È solo un primo, importante risultato che fa giustizia di una misura che avrebbe potuto non essere applicata - commentano gli avvocati Favazzo e Garufi - ove, a tacer d’altro, si fosse proceduto al previo interrogatorio dell’indagato. Siamo certi che, a seguire, approfondendo i temi nuovi e gli argomenti difensivi introdotti nel corso dell’interrogatorio di garanzia, sarà lo stesso Ufficio di Procura a cogliere la evidente insussistenza dei reati contestati. Intanto il dott. Lombardo potrà tornare ad occuparsi dei pazienti affidati alle sue cure, con lo scrupolo e lo spirito di abnegazione che ne hanno da sempre contraddistinto l’operato. Il dott. Lombardo ha concordato con i propri clienti il pagamento di un onorario prima di eseguire, in regime di intramoenia, ogni visita medica con consulenza chirurgica, necessaria non solo per verificare l’esistenza o meno della indicazione all’intervento di chirurgia bariatrica, ma anche per individuare la tecnica più adeguata con cui intervenire. Quello che è certo è che non vi è stato alcun pagamento in nero - sottolineano i difensori - e che le prestazioni, regolarmente fatturate, sono state tutte autorizzate dalla struttura sanitaria, che, su ciascuna di esse, peraltro, ha incassato la quota di propria pertinenza. Nel corso dell’interrogatorio l’indagato ha fornito una lucida ricostruzione dei fatti, offrendo ampia giustificazione dei propri comportamenti e chiarendo di non aver tenuto le condotte illecite che gli vengono contestate”.


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