Venerdì 28 Febbraio 2020
Sentenza di primo grado del processo partito per offese risalenti al 2014


Diffamò il parroco di Forza d’Agrò: condannato capogruppo di maggioranza

di Andrea Rifatto | 19/12/2018 | CRONACA

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Ancora parroco contro sindaco a Forza d’Agrò? No, questa volta il protagonista è il fratello del primo cittadino Fabio Di Cara, Emanuele, capogruppo della maggioranza consiliare. Per lui è arrivata un’altra condanna per diffamazione, dopo quella dello scorso anno ricevuta con decreto penale insieme al fratello per offese rivolte durante un comizio in piazza e su internet ad avversari politici (il processo è in corso dopo la richiesta di dibattimento), questa volta per aver denigrato il parroco di Forza d’Agrò, don Luciano Zampetti, attraverso il sito internet gestito dal capogruppo Di Cara. Al termine del dibattimento, iniziato nel maggio 2017 dopo la citazione diretta a giudizio formulata dal pubblico ministero Alessia Giorgianni, il giudice monocratico Giovanni Grasso ha condannato Emanuele Di Cara, 42 anni, alla pena di 1.500 euro di multa per il reato di diffamazione aggravata per aver usato un mezzo di diffusione pubblica (sito internet), al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, al pagamento delle spese di lite liquidate in 1.200 euro oltre spese generali e al pagamento delle spese processuali. Entro ottanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. Il processo è scaturito a seguito della querela presentata da padre Zampetti il 9 febbraio 2015, per un testo pubblicato il 22 novembre 2014 dal capogruppo Di Cara sul sito “Il giornale di Forza d’Agrò”, subito dopo aver ricevuto una diffida a rimuovere precedenti articoli, giudicati denigratori, inviata da Zampetti e dal suo legale, l’avvocato Giovanni Cambria di Messina. Testo che conteneva commenti ritenuti diffamatori e diretti inconfutabilmente al parroco, secondo l’accusa, allo scopo di screditare la sua immagine, oltre l’onore e la reputazione personale ed ecclesiastica. In particolare Di Cara, difeso dall’avvocato Salvatore Gentile di S. Teresa, ha pubblicato una sequela di messaggi riguardanti l’operato del sacerdote inserendo, per ultimo, un post dal titolo “L’ex Don Camillo oggi Pretino e il concetto di democrazia”. Nel testo veniva riportato tra l’altro “chiediamo scusa al pretino Zampetti perché chiamandolo Don Camillo gli avevamo fatto un complimento (immeritato)… ecco chi era il Don Camillo dei poveri che da oggi sarà il pretino di Forza d’Agrò”. Parole che gli sono costate la condanna per diffamazione aggravata.


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