Martedì 15 Ottobre 2019
Ribaltate le due sentenze di primo e secondo grado: nessuna rilevanza penale


Giardini, non bloccò lavori abusivi: tecnico comunale assolto in Cassazione

di Andrea Rifatto | 06/02/2019 | CRONACA

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Il municipio di Giardini Naxos

La Corte di Cassazione ha assolto perché il fatto non sussiste l’architetto Sebastiano La Maestra, tecnico del Comune di Giardini Naxos, che era stato condannato in primo e secondo grado (nel novembre 2017) alla pena di quattro mesi per il reato di rifiuto d’atti di ufficio. L’impiegato era accusato quale responsabile dell'Ufficio tecnico di aver indebitamente rifiutato atti del proprio ufficio che per ragioni di giustizia dovevano essere compiuti senza ritardo e in particolare, secondo l’accusa, di aver rinviato l'emissione dei provvedimenti repressivi di competenza al momento del completamento delle opere (dicembre 2011), riguardanti la modifica del sottotetto di un appartamento in un condominio, pur a conoscenza dall’ottobre 2010 della necessità di provvedere a svolgere degli accertamenti richiesti anche dalla Procura tramite la Polizia municipale e nonostante la ricezione di un processo verbale del Genio civile dell’aprile 2011 che evidenziava la violazione delle norme antisismiche in ordine alla regolarità dei lavori intrapresi. La vicenda nacque dopo un esposto presentato dall'amministratore del condominio in questione. Il legale di La Maestra, l’avvocato Rosario Trimarchi di S. Teresa, aveva presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza, evidenziando che l’atto eventualmente da emettere non sarebbe rientrato tra quelli previsti tassativamente e attinenti a ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene e sanità. Gli ermellini hanno accolto l’istanza evidenziando l’irrilevanza penale della condotta dell’architetto, in quanto “deve escludersi che i provvedimenti, che si assumono essere stati omessi da Sebastiano La Maestra, presentassero il carattere dell'indifferibilità e la mancanza di tempestività nella loro adozione non pregiudicava il fine alla cui realizzazione l'intervento dell'amministrazione pubblica è preordinato per legge: l'ordinanza di demolizione di un manufatto abusivo può sempre essere adottata ed eseguita, onde garantire quell'ordinato assetto del territorio, che la normativa edilizia vuole salvaguardare”.


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