Lunedì 18 Novembre 2019
La vicenda delle casseforti di famiglia che avrebbero contenuto 650mila euro


Guerra tra i Cucuzzella a Sant’Alessio, fissata l’udienza preliminare per i soldi spariti

di Andrea Rifatto | 06/11/2019 | CRONACA

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Il Gip deciderà il 12 febbraio

Fissata una nuova tappa giudiziaria della guerra all’interno della famiglia Cucuzzella di Sant’Alessio Siculo, attiva nel commercio di materiali edili e da costruzione. Ieri il Gip Salvatore Mastroeni ha fissato per il 12 febbraio 2020 l’udienza preliminare della vicenda che vede imputata Patrizia Cucuzzella, 41 anni, accusata dai fratelli Giovanni, 42 anni e Salvatore, 35, di aver svuotato tre casseforti di famiglia tra il 25 e il 27 novembre 2016, facendo sparire secondo i due familiari 650mila euro in contanti, denaro che sarebbe dovuto arrivare nell’azienda “Cucuzzella Group” ma di cui se ne sarebbero perse le tracce. Il Gip deciderà se aprire o meno il processo  dopo la richiesta di rinvio a giudizio per la donna avanzata il 27 settembre dal Pm Antonio Carchietti, che l'accusa di furto in abitazione con l’aggravante della violenza sulle cose perché “al fine di trarne profitto per sé, mediante introduzione negli appartamenti nella disponibilità di Cucuzzella Giovani e dei genitori di questi, si impossessava delle somme di danaro contenute nelle casseforti ivi ubicate, divelte dalla loro originaria collocazione e aperte mediante l’uso di un flex”.

Per lo stesso episodio Patrizia Cucuzzella, difesa dagli avvocati Antonio Scarcella e Giancarlo Padiglione, era già finita sotto indagine per truffa e appropriazione indebita ma il Pm Carchietti non aveva ritenuto sufficienti le prove a suo carico chiedendo l’archiviazione, alla quale si erano opposti i fratelli Giovanni e Salvatore, difesi rispettivamente dagli avvocati Salvatore Silvestro e Fabio Di Cara, e a maggio 2018 il Gip Maria Militello aveva rigettato l’archiviazione disponendo nuove indagini, che sono state condotte nei mesi scorsi dalla Sezione di Pg dei Carabinieri di Messina, dalla Guardia di Finanza di Taormina e dai Carabinieri della Stazione di S. Alessio. Sulla vicenda lo scorso anno circolò nei comuni jonici una lettera spacciata per un atto della Procura della Repubblica di Messina, una fantomatica delega d’indagine che tirava in ballo un luogotenente dell’Arma dei Carabinieri e in cui l’autore dello scritto apocrifo accusava Patrizia Cucuzzella di essersi appropriata illecitamente dei 650mila euro.


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