Martedì 18 Febbraio 2020
Dopo la sentenza di condanna parla la sorella del giovane aggredito a S. Teresa


La famiglia di Gianluca: "Fiducia nella giustizia, vergognose le parole di Saporito ora"

di Andrea Rifatto | 16/01/2020 | CRONACA

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Gianluca con le sorelle Gabriella ed Emma

“Puntavamo sulla condanna per tentato omicidio, è arrivata quella per lesioni gravissime e rispettiamo la decisione del giudice”. A commentare a nome della famiglia Trimarchi la sentenza che ha inflitto 7 anni di reclusione per lesioni gravissime aggravate a Francesco Saporito per l’aggressione a Gianluca è la figlia maggiore, Gabriella, che ha atteso il verdetto al tribunale di Messina, affiancata dal legale difensore, l’avvocato Vittorio Di Pietro: “Sosteniamo dall’inizio come si tratti di tentato omicidio perché una persona che pratica arti marziali non può non sapere ciò che rischia di provocare colpendo in quel modo un individuo, senza prevederne le conseguenze – spiega – ma la cosa che più ci preme è che la pena venga rispettata, anche se per il momento il condannato rimane agli arresti domiciliari”. Una misura cautelare che la famiglia Trimarchi, residente a Roccalumera, sin da agosto ha definito un altro pugno nei loro confronti, perché mentre Gianluca, “Pagliuca” come viene soprannominato per il ruolo di portiere, lottava sospeso tra la vita e la morte, il suo aggressore rientrava casa. “Ma confidiamo nella giustizia, in cui riponiamo grande fiducia, e vogliamo che il responsabile paghi per quanto commesso”.

Poco prima del verdetto Saporito si è detto dispiaciuto in un intervista televisiva “Vivo malissimo questa situazione, mi dispiace per il ragazzo e voglio che Gianluca torni a essere come prima, perché sennò la mia vita non sarà più la stessa. Prego tutti i giorni per questo e mi dispiace tantissimo per loro, per la famiglia” ha detto davanti alla telecamera. “Se la situazione non fosse così tragica e disperata queste parole farebbero anche sorridere – ha commentato subito dopo Gabriella Trimarchi – vergognoso che arrivino dopo sei mesi dal fatto, non penso che possa essersi reso conto solo adesso, non credo alle sua parole mi dispiace, perché fino all’ultimo ha tentato di infangare mio fratello per difendersi”. Per il legale del 30enne istruttore di arti marziali, l’avvocato Salvatore Silvestro, “la cosa importante è che il giudice abbia accolto la nostra tesi difensiva dando atto che quella condotta non ci fosse alcuna volontà omicidiaria, ci riteniamo parzialmente soddisfatti dall’esito di una sentenza che comunque impugneremo in appello. Saporito – ha aggiunto Silvestro – non riesce a sopportare l’idea che con la sua azione scriteriata abbia provocato quelle conseguenze a Gianluca”. “Ci riteniamo relativamente soddisfatti, perché i fatti e la gravità degli stessi sono stati accertati – commenta l’avvocato Di Pietro – basta guardare l’entità della pena. Noi sostenevamo che ci fosse il tentato omicidio, adesso vedremo le motivazioni della sentenza e decideremo se fare impugnazione”.

Gianluca Trimarchi è tuttora ricoverato nel reparto di Neuroriabilitazione dell’Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo ed è lì che la sorella ha raggiunto papà Gaetano e mamma Concetta, che da luglio, insieme agli altri due figli Emma e al fratello minore, non lo mollano un secondo: “La battaglia continua, tra un po’ Gianluca dovrà affrontare un delicatissimo intervento di cranioplastica, perché gli manca una parte del cranio, finora rimandato perché ha avuto gravissime complicazioni – aggiunge la sorella maggiore – cerchiamo di costruire una strada verso il ritorno alla normalità, la degenza è molto lunga e si vedrà col tempo quanto potrà recuperare”. Gianluca non ricorda cosa gli sia accaduto e non gli verrà spiegato perché altrimenti ciò sarebbe destabilizzante nel percorso di riabilitazione. Il rischio che abbia subito gravi danni irreversibili rimane alto. Ma “Pagliuca” lotta come un leone e non molla.

Più informazioni: aggressione piazza stracuzzi  


COMMENTI

Massimo Giardina | il 17/01/2020 alle 06:58:09

Purtroppo come succede x voi in tanti in questa giustizia balorda non crede più , sarà anche difficile dare condanne , ma così si crea uno squilibrio elevato i crimini prendano sempre il sopra vento, MI VERGOGNO DI ABITARE IN UNO STATO SENZA VALORI

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