Sabato 21 Settembre 2019
Grave atto di intimidazione tra Savoca e Sant’Alessio. Indagano i carabinieri


Lo sequestra e gli brucia il furgone: vendetta passionale nella valle d’Agrò – FOTO

di Andrea Rifatto | 05/09/2019 | CRONACA

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La carcassa del furgone bruciato

Un grave atto di intimidazione, una vendetta scaturita da motivi passionali attuata con modalità che non hanno precedenti nelle cronache della valle d’Agrò. Vittime due giovani fratelli imprenditori di Limina, che si sono visti bruciare il furgone della loro azienda. In mezzo una relazione sentimentale “macchiata” da un tradimento, che vedrebbe coinvolto uno dei due liminesi e una donna sposata. E proprio un familiare di quest’ultima, pare il suocero, non avrebbe tollerato la scappatella, architettando la vendetta nei confronti dell’uomo per punire il disonore subito dal figlio, che aveva colto sul fatto moglie e amante. Una mattina lo avrebbe quindi atteso a San Francesco di Paola, frazione di Savoca, salendo a bordo del furgone, un Fiat Doblò, e costringendo il conducente, che però quel giorno era l’altro fratello e non l’amante, a mettere in moto e fare la strada ordinata, probabilmente sotto minaccia, di fatto sequestrandolo. I due, quindi, hanno percorso le strade della vallata, forse verso mare per poi attraversare la passerella sul torrente Agrò e imboccare la Provinciale 12 che porta a Limina oppure proseguendo verso monte da San Francesco fino a Contura e poi valicare il corso d’acqua. Dopo una decina di minuti il Doblò arriva in contrada Brisi, in territorio di Sant’Alessio al confine con Scifì, e si introduce in una stradina che porta ad un terreno privato sulla sponda destra del torrente. Qui il “vendicatore” fa scendere il giovane dal furgone e in pochi istanti dà fuoco al veicolo, di cui rimane solo la carcassa, sotto gli occhi terrorizzati del proprietario. Poi si allontana, minacciandolo nuovamente e avvertendolo che la faccenda per lui non è chiusa. Quando arrivano i vigili del fuoco, parecchie ore dopo, da spegnere c’è ormai ben poco. Adesso sono in corso le indagini dei carabinieri della Stazione di Sant’Alessio in raccordo con la Procura della Repubblica di Messina. Gli inquirenti avrebbero già delineato tutti i contorni di questa vicenda, che ha inevitabilmente sconvolto le vittime.



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