Martedì 22 Ottobre 2019
La sostanza arrivava dalla Colombia all'Italia. Sequestrati beni per 250mila euro


Messina. Traffico internazionale di cocaina, 15 arresti - VIDEO

17/06/2015 | CRONACA

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I finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Messina hanno eseguito stamane un’ordinanza del Gip del Tribunale di Messina, Maria Teresa Arena, che ha disposto 14 misure cautelari, 12 delle quali in carcere e due agli arresti domiciliari, nei confronti degli appartenenti a un’organizzazione criminale che gestiva un traffico internazionale di stupefacenti tra la Colombia e l’Italia, a cui si è aggiunto un quindicesimo soggetto, arrestato in flagranza di reato in quanto nella sua abitazione è stata rinvenuta della sostanza stupefacente. L’operazione, denominata “Holiday”, prende il nome dal termine in codice (“vacanza”) utilizzato dal messinese Angelo Gangemi (alias “Ginger”), elemento di spicco del gruppo criminale, quando doveva recarsi in Sud America per organizzare le spedizioni di cocaina. I “viaggi di piacere” in Colombia, a Santo Domingo o a Panama, avevano infatti, quale unico scopo quello di curare il traffico di stupefacenti. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabrizio Monaco, hanno permesso d’individuare Gangemi come vero e proprio intermediario che, nell’ambito del clan, teneva i rapporti con i cartelli colombiani, pagava i carichi con il denaro che giungeva dall’Italia tramite money transfer, carte anonime prepagate e soggetti compiacenti e curava, infine, il trasporto dello stupefacente, materialmente affidato a “corrieri”. Nel territorio italiano la droga veniva consegnata a Giuseppe Bellinghieri (alias “Pippo”), noto trafficante messinese attualmente operante a Milano. Questi, grazie ad una fitta rete di contatti, provvedeva allo smistamento della cocaina verso tre gruppi criminali dislocati: nel nord Italia, in particolare a Bergamo, Milano, Lodi e Aosta; nell’area centrale, tra la capitale e Lido di Ostia, dove Pippo è ancora oggi conosciuto per i suoi stretti rapporti con il boss Carmine Fasciani, e in Sicilia, dove tra i contatti più importanti di Bellinghieri c’è un nipote di Benedetto Santapaola. I diversi gruppi provvedevano, quindi, a fornire la cocaina ai pusher che avevano il compito di curarne la cessione ai consumatori.

Nel corso dell’inchiesta le Fiamme gialle hanno seguito “in diretta” l’arresto, operato dalle autorità colombiane presso l’aeroporto di Bogotà, di due corrieri dell’organizzazione che stavano avviandosi a rientrare in Italia trasportando circa 6 kg di cloridrato di cocaina. La droga sequestrata, una volta arrivata a destinazione e tagliata dal gruppo criminale, avrebbe potuto fruttare oltre mezzo milione di euro. Durante le indagini è inoltre emerso che Bellinghieri utilizzava parte dei proventi della lucrosa attività per concedere prestiti senza alcuna autorizzazione. Contestualmente all'esecuzione delle ordinanze, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro di beni riconducibili agli indagati per un valore di oltre 250 mila euro ed a numerose perquisizioni, durante una delle quali è stato arrestato in flagranza di reato Giovanni Lucchese, 35enne messinese, poiché ritrovato con 50 grammi di hashish ed un bilancino di precisione.


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