Domenica 13 Ottobre 2019
Accusati di favoreggiamento dell’immigrazione. Partiti dalle coste asiatiche


Migranti a Taormina e Riposto, in carcere i due scafisti russi - VIDEO

di Redazione | 16/10/2018 | CRONACA

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Il motoveliero "Koa" al porto di Riposto

Sono finiti entrambi in carcere gli scafisti russi fermati tra domenica e lunedì a Taormina e Riposto con l’accusa di aver condotto il motoveliero “Koa”, immatricolato in Delaware (Usa), con a bordo migranti di nazionalità irachena e curda. Il primo, M. K. 33 anni, è stato fermato domenica sera dai carabinieri di Taormina dopo aver raggiunto la spiaggia con un gommone di piccole dimensioni con a bordo quattro stranieri, che hanno poi fatto perdere le loro tracce, e si trova adesso nella casa circondariale di Messina Gazzi; il connazionale, il 33enne G.V., è stato invece sottoposto in stato di fermo all’arrivo al porto di Riposto dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e della Sezione Operativa Navale, con la collaborazione del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Scico) di Roma e ristretto nel carcere catanese di Piazza Lanza. Tutti e due devono rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in quanto le indagini hanno consentito di acquisire elementi indiziari tali da sottoporli a fermo, anche perché il russo arrivato nel porto catanese è stato riconosciuto dai migranti come uno dei due conduttori che sin dalle coste asiatiche di partenza ha portato la barca a vela fino alle acque territoriali italiane. I due compariranno domani davanti al Gip per l’udienza di convalida.

Domenica sera i militari dell’Arma di Taormina hanno notato un gommone di piccole dimensioni arenato nella spiaggia di località “Cantone del Faro” di Taormina e una volta intervenuti hanno ispezionato il natante trovando nascosto sotto una coperta un cittadino di nazionalità russa e hanno accertato che lo straniero, servendosi del piccolo natante, aveva trasbordato da una imbarcazione più grande quattro migranti, presumibilmente di nazionalità irachena o iraniana, che appena giunti sulla terraferma si sono dati alla fuga. I carabinieri, con l’ausilio della pilotina della Guardia costiera, hanno tentato di raggiungere il motoveliero per dare soccorso agli altri migranti che erano ancora sull’imbarcazione senza però riuscire a raggiungerla a causa delle pessime condizioni atmosferiche. Solo alle prime luci dell’alba, il personale della Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Catania è riuscito ad intercettare ed ad abbordare il natante, ancorato al largo di Taormina.

Dopo vani tentativi di contatto via radio e megafono, in assenza di personale in coperta, i militari hanno proceduto ad abbordare il natante: appena saliti sulla barca a vela, hanno rilevato la presenza a bordo di un soggetto di nazionalità russa, trovato in possesso di oltre 5mila 800 euro di denaro contante in diverse valute (dollari Usa, rubli, euro, lire turche e kune croate) e di altre sei persone di nazionalità irachena e curda, tra le quali una donna, nascoste sottocoperta in un ambiente di assoluto degrado e tale da far ritenere che il natante fosse in realtà utilizzato per il trasporto illegale di clandestini. Per tali motivi, preso il controllo dell’imbarcazione, i militari hanno proceduto a scortarla fino al vicino porto di Riposto per procedere, unitamente al personale del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania, dello Scico e della Compagnia di Riposto alle attività di polizia giudiziaria. Sia il veliero che il gommone sono stati sequestrati. I clandestini sono stati denunciati a piede libero per il reato di immigrazione clandestina e condotti al Cara di Mineo a disposizione dell’Autorità giudiziaria e per l’avvio delle procedure previste dalla normativa sull’immigrazione.

IL VIDEO DELLA GUARDIA DI FINANZA



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