Martedì 11 Dicembre 2018
Rinviati a giudizio per il decesso di Salvatore D'Agostino nell'agosto 2016


Morte del 15enne folgorato a Gaggi, in due a processo per omicidio colposo

di Andrea Rifatto | 10/10/2018 | CRONACA

2236 Lettori unici

Il luogo dell'incidente. Nel riquadro D'Agostino

Sarà il processo a stabilire le responsabilità della morte di Salvatore D’Agostino, il 15enne deceduto folgorato da una scarica elettrica il 20 agosto 2016, mentre stava scavalcando una ringhiera per recuperare il pallone con cui giocava nella piazza della Chiesa Madre del borgo di Cavallaro. Il giudice per l’udienza preliminare Eugenio Fiorentino ha disposto ieri il rinvio a giudizio, accogliendo l’istanza dell'11 maggio del pubblico ministero Antonella Fradà, per i due imputati accusati di omicidio colposo in concorso, Susanna Gemmo, 55 anni di Vicenza e Francesco Trimarchi, 37 anni di S. Teresa di Riva (residente a Messina). Il processo si aprirà il 24 maggio 2019 davanti la Seconda sezione penale monocratica del Tribunale di Messina. Il Gup ha accolto la costituzione di parte civile dei genitori della vittima, Salvatore D’Agostino e Iryna Mitskevich e della sorella 12enne, assistiti dall’avvocato Filippo Pagano di Messina, che chiedono il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali e una provvisionale all’esito del giudizio di primo grado, mentre ha respinto le istanze degli avvocati Giuseppe Bana di Milano e Alessandro Faramo di Messina, difensori rispettivamente di Gemmo e Trimarchi, che chiedevano il proscioglimento dei loro assistiti per incompletezza delle indagini e un’integrazione probatoria per individuare altri responsabili della morte del 15enne. Susanna Gemmo è imputata in qualità di legale rappresentante della Gemmo Spa, società con sede ad Arcugnano (Vicenza), affidataria del servizio luce e dei servizi connessi e segnatamente del servizio di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione di Gaggi; Trimarchi in qualità di dipendente della Gemmo e responsabile della commessa. L’Accusa contesta a entrambi negligenza, imprudenza, imperizia e in particolare il non aver rilevato che i fari installati in piazza Chiesa Madre, ancorché in disuso da anni e privi di lampade, fossero alimentati dall’impianto di illuminazione pubblica attraverso l’aggancio al quadro Q001 collocato in via Tenente Turrisi e hanno provocato il decesso di D’Agostino per fibrillazione ventricolare con arresto cardiocircolatorio e respiratorio, responsabile di una prolungata anossia cerebrale, a seguito di elettrocuzione di cui è rimasto vittima in conseguenza di una dispersione di energia elettrica da uno dei faretti, che lo ha portato alla morte dopo 18 giorni di coma in ospedale. Salvatore D’Agostino avrebbe compiuto 18 anni il 3 ottobre: quel giorno a Gaggi è stata celebrata una messa in sua memoria alla presenza di familiari, parenti e amici.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.