Mercoledì 13 Novembre 2019
In azione Cacciatori di Sicilia e reparti specializzati. Sequestrati alcuni fucili


Omicidio Lo Turco, rastrellamenti dei Carabinieri a Mongiuffi Melia

di Andrea Rifatto | 18/10/2017 | CRONACA

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Carabinieri e Cacciatori sul luogo del delitto

Proseguono serrate le indagini sull’omicidio di Pietro Alfio Lo Turco, il 64enne ucciso l’1 ottobre nelle campagne di Mongiuffi Melia. Ieri mattina nel piccolo centro collinare sono giunti alle prime luci dell’alba decine di carabinieri, che hanno effettuato un rastrellamento in paese effettuando controlli in abitazioni e terreni per tutta la mattinata. Ad agire decine di uomini dell’Arma della Compagnia di Taormina, ai comandi del capitano Arcangelo Maiello, della locale caserma guidata dal maresciallo Giovanni Bonaccorso e da diverse Stazioni del territorio. A Mongiuffi Melia sono arrivati anche i carabinieri dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori di Sicilia”, specializzati in battute e rastrellamenti in zone impervie, che erano già stati sui luoghi il 2 ottobre all’indomani dell’omicidio, gli specialisti del Nucleo Artificieri e del Nucleo Cinofili. Il contingente ha effettuato perquisizioni in alcune abitazioni sottoponendo a sequestro fucili regolarmente detenuti, probabilmente per farli sottoporre ad esame balistico dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Messina, in modo da verificare se siano stati usati di recente e se vi sia compatibilità con l’arma che ha ucciso Lo Turco. Non si può escludere, infatti, che l’assassino viva in paese, anche se potrebbe essersi sbarazzato dell’arma subito dopo il delitto. A chiarirlo saranno le indagini dell'Arma coordinate dal magistrato che si sta occupando del caso, Annalisa Arena.

Il 64enne è stato freddato con un colpo di fucile in volto mentre si trovava nel suo terreno in contrada Pagliarazzo, dove si era recato in mattinata per effettuare alcuni lavori. Poco prima di mezzogiorno la moglie, non vedendolo rientrare, si era insospettita anche perché il marito non rispondeva al cellulare: poi la tragica scoperta, con Lo Turco trovato senza vita da alcuni vicini di casa allertati dalla donna. Gli inquirenti hanno subito avviato le indagini e sono al lavoro per dare un nome all’assassino, che ha agito con vere e proprie modalità mafiose in una tranquilla domenica, dove in tanti si trovavano in campagna nella contrada dove è avvenuto il delitto ma pare senza notare nulla di anomalo, ossia una persona sospetta o un veicolo sconosciuto. Pietro Lo Turco, ex guardia giurata, lavorava saltuariamente in un albergo di Taormina e si dedicava alla famiglia e alla campagna. Un omicidio la cui chiave di lettura appare difficile, soprattutto perché non si riesce a capire chi potesse volere la sua morte.

Più informazioni: omicidio lo turco  


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