Martedì 22 Ottobre 2019
Ieri l'interrogatorio di garanzia: i loro legali hanno chiesto la scarcerazione


Padre e figlio arrestati a S. Teresa: respingono le accuse ma restano rinchiusi in carcere

di Andrea Rifatto | 18/09/2019 | CRONACA

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La casa circondariale di Messina Gazzi

Rimangono in carcere Gioacchino e Paolo Balastro, padre e figlio, i due commercianti di 67 e 38 anni di S. Teresa di Riva arrestati giovedì scorso dai carabinieri (LEGGI QUI) perché accusati di perseguitare l’ex fidanzata del più giovane, una 33enne del posto, minacciandola per cercare di costringerla a ritrattare le accuse mosse in passato nei confronti del 38enne. Ieri nella casa circondariale di Messina Gazzi si è tenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Salvatore Mastroeni, dove ad assistere i Balastro erano presenti gli avvocati Francesco Currò e Carlo Lo Schiavo di S. Teresa. I due arrestati hanno smentito categoricamente le accuse contestate a loro carico dalla Procura della Repubblica dopo le indagini condotte dal pubblico ministero Roberta La Speme e dai carabinieri della Stazione di S. Teresa, rappresentando di essere entrambi vittime di questa vicenda che li ha visti catapultati in carcere. “Abbiamo chiesto l’immediata scarcerazione di Gioacchino e Paolo Balastro o comunque una misura meno afflittiva – commenta dopo l’interrogatorio l’avvocato Lo Schiavo – riteniamo siano state imbastite nei loro confronti delle accuse molto gravi senza però gli opportuni riscontri e in conseguenza di ciò è stata applicata una misura così pesante come la detenzione in carcere. Parliamo di due persone che lavorano e ogni mattina aprono un’attività e di certo non oziano cercando in giro di ottenere il reddito di cittadinanza”. I due sono titolari di un esercizio commerciale dedito alla vendita di elettrodomestici e materiale elettrico sulla via Francesco Crispi, nel quartiere Portosalvo.

Una vicenda dai contorni kafkiani che affonda le radici nel 2007, quando Paolo Balastro venne denunciato dalle 33enne e fu destinatario della misura del divieto di avvicinamento, finendo poi sotto processo: il procedimento si è concluso in primo grado lo scorso giugno e  il 38enne è stato assolto con la formula perché il fatto non sussiste perché la donna ha ritirato le accuse nei suoi confronti. Nelle scorse settimane, però, insieme alla madre, ha denunciato ai carabinieri padre e figlio accusandoli di essere stata nuovamente perseguitata: da lì sono scattate le indagini che hanno portato i due commercianti santateresini dietro le sbarre.


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