Giovedì 22 Agosto 2019
In carcere con l'accusa di aver messo a segno il colpo dello scorso novembre


Rapina alla banca di Itala, i carabinieri arrestano tre persone

di Andrea Rifatto | 08/05/2019 | CRONACA

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Gattarello, Grasso e Di Martino e un'immagine del colpo

Tre persone sono state arrestate all’alba di oggi per la rapina commessa la mattina del 13 novembre scorso ai danni della filiale della Banca Popolare di Ragusa di Itala. Si tratta di tre catanesi, finiti in carcere in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica. Ad eseguirla sono stati i carabinieri della Compagnia di Messina Sud, in collaborazione con i militari delle Compagnie di Gravina di Catania, Catania Fontanarossa e Paternò, che hanno arrestato con l’accusa di rapina aggravata Vincenzo Gattarello, 37 anni, Filippo Grasso, 46 anni e Sebastiano Di Martino, 26 anni: i primi due già noti alle forze dell’ordine, il terzo incensurato. Mattarello e Di Martino sono residenti a Belpasso, Grasso a Catania. Le indagini svolte dai militari della stazione Carabinieri di Scaletta Zanclea, ai comandi del maresciallo Gianluca Bonelli, e del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Sud sono state avviate a seguito della rapina commessa da due individui, armati di taglierino. Il primo si era introdotto a volto scoperto all’interno della Banca Popolare di Ragusa di Itala e sotto la minaccia della lama, aveva costretto un dipendente a sbloccare la porta a bussola della filiale per consentire l’accesso al complice travisato. Dopo essersi appropriati di somma in contanti pari a 47mila euro, i due rapinatori si erano dati alla fuga a bordo di un’auto condotta da un terzo complice. Dalla visione dei sistemi di videosorveglianza della banca nonché di quelli installati lungo le strade di Itala e dei comuni limitrofi, i militari sono riusciti a ricostruire le fasi della rapina, accertando gli spostamenti del veicolo utilizzato dai malfattori sia prima che dopo il reato.

I carabinieri sono così risaliti ad un’autovettura, intestata ad una società di autonoleggio avente sede nel catanese, di cui i rapinatori si sono serviti e che era stata noleggiata da una donna. Sulla scorta dei primi elementi raccolti nell’immediatezza, le indagini sono state indirizzate su pregiudicati della provincia di Catania. Grazie alla diramazione delle immagini della rapina ai comandi territoriali dell’Arma, capillarmente distribuiti sul territorio, sono stati individuati i possibili sospetti. In particolare gravi indizi sono stati raccolti su Vincenzo Gattarello, la cui utenza telefonica era presente nei pressi della società di autonoleggio sia il giorno precedente il reato quando l’auto era stata ritirata ed ancora poche ore dopo la rapina quando era stata riconsegnata. Ricostruendo la rete dei contatti di Gattarello, sono stati individuati i suoi due complici. La Compagnia di Messina Sud ha proseguito le indagini approfondendo gli accertamenti sui tre sospetti di cui ha effettuato alcune videoriprese da comparare con le immagini dei rapinatori. All’esito delle comparazioni svolte dal Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina sono emersi forti elementi dai quali emerge che il rapinatore a volto scoperto possa identificarsi in Sebastiano Di Martino e quello travisato possa essere individuato in Filippo Grasso. Ai tre “pendolari” di origine etnea, rinchiusi nel carcere di Catania piazza Lanza, è stato contestato anche il reato di porto di armi bianche al fine di commettere la rapina.


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