Giovedì 22 Agosto 2019
Il colpo messo a segno nel 2009 da due catanesi arrestati pochi giorni dopo


Rapinò le Poste di Letojanni: la Cassazione conferma la condanna

di Andrea Rifatto | 12/05/2019 | CRONACA

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Le Poste di via Garufi a Letojanni

La Cassazione ha confermato la condanna di Luciano Testa, 38enne catanese che il 18 agosto del 2009 commise una rapina, aiutato da un complice, ai danni dell’ufficio postale di Letojanni. La Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal suo avvocato contro la sentenza emessa nel febbraio 2017 dalla Corte d’appello di Messina e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 2mila euro in favore della cassa delle ammende. In quell’estate di dieci anni fa Testa, all’epoca 28enne, si introdusse nella filiale letojannese intorno alle 13, mentre erano presenti almeno dieci persone oltre agli impiegati, facendosi consegnare il denaro per poi darsi alla fuga. Scattato l’allarme, pochi minuti dopo la rapina i carabinieri arrestarono a Sant’Alessio il 43enne catanese Luigi Mineo, bloccato a bordo di una Fiat Panda indicata da alcuni testimoni (che avevano avuto l’accortezza di annotare i primi numeri di targa) come il mezzo a bordo del quale il rapinatore si era dato alla fuga. Addosso all’uomo vennero trovati 1.110 euro dello stesso taglio e serie numerica di quelle asportate poco prima alle Poste. Testa venne invece identificato una settimana dopo, visto che la descrizione fatta dai testimoni non coincideva con le fattezze di Mineo: il 28enne, già noto alle forze dell’ordine, era stato spesso notato a Giardini e proprio lì, mentre stava trascorrendo le vacanze con degli amici, venne fermato dai carabinieri della Compagnia di Taormina e della Stazione di Letojanni. La corrispondenza con la descrizione fornita dai testimoni nonché le riprese del sistema di videosorveglianza delle Poste portarono all’arresto. Addosso al giovane furono trovati 650 euro in banconote da 50 euro di cui non seppe spiegare la provenienza.


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