Venerdì 19 Luglio 2019
Operazione 'De Greci' a Catania Librino: due in carcere e due ai domiciliari


Razziavano le auto davanti una discoteca di Sant'Alessio: arrestate quattro persone- VIDEO

21/07/2017 | CRONACA

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Gli arrestati Bertino, Consoli, Di Bella e Di Silvestro

Spaccavano i finestrini delle auto in sosta lungo la Statale 114 e le arterie secondarie limitrofe nei pressi di una nota discoteca di Sant’Alessio Siculo, razziando tutto ciò che trovavano all’interno dei veicoli, tra effetti personali, denaro e carte di credito, approfittando del fatto che i proprietari si trovassero nel locale. Dopo accurate indagini i carabinieri della Compagnia di Taormina, in collaborazione con i colleghi del Comando dell’Arma di Catania Fontanarossa, alle prime luci dell’alba di oggi hanno portato a termine l'operazione denominata "De Greci" e hanno arrestato quattro persone residenti nel quartiere catanese di Librino, già note alle forze dell’ordine, notificando nei loro confronti quattro ordinanze custodia cautelare, di cui due in carcere e due agli arresti domiciliari, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina. A finire in manette Ivan Bertino, 32 anni, Lorena Consoli, 28 anni, Annamaria Di Bella, 37 anni e Carmelo Di Silvestro, 40 anni, tutti residenti a Catania, accusari a vario titolo dei reati di furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di carte bancomat: nei confronti dei primi due è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per gli altri due indagati si sono aperte le porte del carcere di Catania “Piazza Lanza”.

I quattro, secondo le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia ai comandi del capitano Arcangelo Maiello, agivano nella fascia jonica taorminese e in particolare nei pressi di note discoteche attuando un medesimo disegno criminoso e in concorso tra di loro, operando con violenza sulle cose approfittando del fatto che i proprietari delle autovetture si trovassero nei diversi vari locali notturni, spaccando i finestrini delle relative macchine lasciate in sosta tra Sant’Alessio e Forza d’Agrò e facendo razzia all’interno asportando tutti gli effetti personali. La banda era ben organizzata ed all’interno della stessa ognuno aveva un ruolo ben definito. In un caso gli indagati, dopo aver provveduto alla rottura di un finestrino di una macchina parcheggiata nei pressi di una nota discoteca di Sant’Alessio, al fine di trarne profitto per loro o per altri, hanno asportato un borsello contenente indumenti, chiavi, carte di credito, documenti e una borsa da donna con all’interno un piccolo borsello ed una carta Postepay.

Le indagini dei militari, nello specifico quelli della stazione di Forza d’Agrò guidata dal maresciallo Maurizio Zinna, hanno preso il via grazie alla collaborazione di due vittime, che dopo aver subito il furto si sono presentate nella caserma di Sant’Alessio Siculo sporgendo una denuncia per un furto subito la notte precedente, quando la loro auto si trovava parcheggiata sulla strada nei pressi di una nota discoteca della cittadina del Capo. La banda aveva rotto il finestrino della macchina asportando un borsello contenente documenti e chiavi, portafogli e carte bancomat. Nella circostanza la denunciante faceva presente ai carabinieri ai comandi del luogotenente Vito Calì come sul suo cellulare fosse giunto un sms della propria banca che segnalava come alle 3.42 di quella notte la sua carta bancomat fosse stata utilizzata presso un vicino sportello di un’agenzia della banca sita a Taormina, nel tentativo di prelevare denaro contante. Da lì a breve i militari acquisivano le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, riversando su un supporto informatico le riprese delle persone che in quella fascia oraria avevano cercato di prelevare dallo sportello bancomat in questione. Le stesse immagini venivano dapprima diramate a tutti i Comandi Carabinieri di Sicilia e Calabria e successivamente estese a tutto il territorio nazionale.

Da quel momento ne nasceva un’intensa attività di polizia giudiziaria, in realtà già avviata agli inizi dell’estate, tanto che due soggetti, in un’altra circostanza e sempre nei pressi della medesima discoteca, venivano tratti in arresto e trovati in possesso della refurtiva prelevata da veicoli parcheggiati e diversi attrezzi da scasso. In seguito alle diverse indagini è stata accalarata la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico delle quattro persone poi identificate in ordine ai reati contestati. Oltre al reato di furto aggravato in concorso, è stato contestato anche l’articolo 55 del D. Lgs. 231/07 poiché gli stessi, al fine di trarne profitto per loro e altri, utilizzavano indebitamente, non essendone titolari,  il bancomat di una vittima tentando di prelevare denaro contante.

Il Gip nella sua ordinanza ha osservato come esistessero esigenze cautelari a carico degli indagati riferibili al concreto e attuale pericolo di reiterazione di reati dello stesso tipo. Il giudice ha inoltre osservato come tale pericolo emerge in termini di concretezza ed attualità dal fatto che gli indagati hanno agito a volto scoperto incuranti di essere ripresi dal sistema di videosorveglianza, con un modus operandi che è tipico di chi svolge abitualmente e con professionalità questo tipo di condotte criminose. 

 

Il video dei tentativi di prelievo effettuati al bancomat


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