Venerdì 18 Ottobre 2019
Eseguita l’autopsia sul 73enne di Giardini Naxos. Indaga la Polizia municipale


S. Teresa, Pietro Russo ucciso dall’airbag: un perito dirà perché è esploso

di Andrea Rifatto | 03/11/2018 | CRONACA

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La scena dell'incidente e nel riquadro la vittima

Un incidente assurdo, non può definirsi altrimenti. Sulla morte di Pietro Russo, pescatore di 73 anni di Giardini Naxos deceduto mercoledì pomeriggio dopo uno scontro frontale avvenuto sul lungomare di S. Teresa di Riva tra la sua auto e una monovolume Chrysler che proveniva dal senso opposto, vanno via via chiarendosi alcuni aspetti. Le indagini vengono condotte dalla Polizia municipale, ai comandi del capitano Diego Mangiò, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Antonio Carchietti della Procura della Repubblica di Messina. Ieri il magistrato ha affidato l’incarico per l’autopsia sulla salma della vittima, eseguita già nel pomeriggio. Dalle prime testimonianze raccolte sembrano non esserci più dubbi che a far perdere il controllo della Renault Clio al 73enne sia stata l’improvvisa apertura degli airbag anteriori, che gli hanno ostruito la vista facendogli invadere la corsia opposta fino allo schianto. Il condudente della Chrysler, che viaggiava insieme al figlio (entrambi hanno riportato contusioni e sono tornati a casa dopo la visita in ospedale) in quella frazione di secondo prima dello schianto si è visto davanti uno "schermo bianco" senza riuscire a scorgere i volti degli occupanti della Renault e ha avuto appena il tempo di frenare senza poter ovviamente evitare lo scontro. Un’esplosione dovuta a un difetto di fabbricazione o un successivo intervento di riparazione sull’impianto elettrico o di sue parti che ha alterato la funzionalità dei cuscini salvavita? A stabilirlo sarà il perito che nominerà la Procura, a cui toccherà analizzare i veicoli, posti sotto sequestro. La Clio, immatricolata ad ottobre 2000, era stata revisionata con esito regolare il 4 aprile, con 151.335 chilometri alle spalle, anche se il sistema airbag non è comunque oggetto di verifica in sede di revisione periodica.

Elementi utili potranno essere forniti anche dalla moglie di Russo, C. M. di 64 anni, che gli sedeva accanto mentre stavano raggiungendo un centro medico in via Padre Giampiero, nella zona nord del paese, per una seduta del ciclo di fisioterapia che la donna aveva iniziato martedì dopo un intervento chirurgico. Nei prossimi giorni sarà sentita dai Vigili urbani all’ospedale di Taormina, dove si trova ricoverata a seguito delle fratture a femore, bacino e anca riportate nell’impatto. Sulla morte dell’uomo sono state fatte diverse ipotesi, anche perché alcuni testimoni del sinistro hanno affermato come il 73enne, sia sceso dall’auto dopo lo scontro, per poi sedersi di nuovo al volante prima di accasciarsi dopo sull’asfalto. L’ipotesi di un malore come causa del decesso sarebbe però da escludere, in quanto è probabile che l’esplosione dell’airbag e l’impatto con il torace gli abbiano provocato una grave emorragia interna con emopericardio, ossia il versamento di sangue intorno al cuore, che per pochi minuti ha lasciato Pietro Russo cosciente, tanto che è riuscito a parlare con i medici del 118 sull’ambulanza che lo ha condotto in piazza Antonio Stracuzzi dove è arrivato l’elisoccorso, provocandone poi la morte per arresto cardiocircolatorio dopo quasi un'ora di tentativi di rianimazione a bordo del mezzo. Particolari che verranno comunque ulteriormente chiariti dall’autopsia. Un incidente che ha lasciato senza parole tutto il quartiere San Pancrazio dove risiedeva Pietro Russo, ricordato da tutti per la sua gentilezza e umiltà e parecchio conosciuto anche perché in estate effettuava escursioni turistiche con la sua barca nella baia di Naxos e Taormina. In tanti si sono uniti in questi giorni al dolore delle figlie Catia e Giusi e degli altri familiari, che lo ricordano come un grande uomo, marito, papà e nonno.

Più informazioni: scontro mortale s. teresa  


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