Sabato 14 Dicembre 2019
Proseguono le indagini della Digos. Quattro persone sottoposte all’obbligo di firma


Scontri Messina-Reggina, altri 12 arresti tra gli ultras

23/07/2015 | CRONACA

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Gli scontri del 30 maggio scorso

Proseguono i provvedimenti restrittivi emessi dalla Questura di Messina in seguito ai violenti scontri verificatisi allo stadio “San Filippo” al termine del derby calcistico Messina-Reggina del 30 maggio scorso, match che determinò la retrocessione per la formazione peloritana. Sono in tutto 16 gli ultras destinatari dell’ordinanza di misura cautelare emessa dall’autorità giudiziaria, che vanno ad aggiungersi a quanti erano stati fermati nell’immediatezza dei fatti. Per 12 di loro è scattata la misura degli arresti domiciliari, mentre per 4 è stato disposto l’obbligo di firma. I reati contestati sono lancio di materiale pericoloso, possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, lesioni personali, divieto di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento. Le indagini della Digos hanno permesso di identificare il gruppo di ultras del Messina che si era lasciato andare a gravi episodi di danneggiamento ai danni dell’impianto sportivo e di violenza nei confronti delle Forze dell’Ordine presenti all’esterno dello stadio. Uno sparuto gruppo di teppisti travestiti da tifosi ed armati di spranghe, cinture, pietre, fumogeni e bombe carta erano stati infatti bloccati a più riprese dalle Forze di Polizia. Gli agenti avevano impedito che gli ultras raggiungessero dapprima il rettangolo di gioco e la tribuna centrale al termine del derby, poi l’area tecnica dell’impianto riservata agli addetti ai lavori nonché le due squadre di calcio e le rispettive dirigenze. La furia dei facinorosi si era dunque spostata in strada, in tangenziale e successivamente lungo la Ss 114, stavolta diretta ai 700 tifosi della Reggina Calcio scortati presso il porto di Tremestieri. Il pullman che trasportava i tifosi del Reggina aveva subito lievi danneggiamenti mentre un agente di Polizia, colpito al labbro con una catena, era stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari che lo avevano meidcato con otto punti di sutura.

I soggetti colpiti dalla misura degli arresti domiciliari sono: Giuseppe Azzarello, 36 anni nato a Milazzo; Giuseppe Costa, 25 anni; Tyron De Francesco, 18 anni; Carmelo Delia, 29 anni; Giuseppe Occhino, 32 anni; Marcello La Camera, 27 anni; Marcello Nicolosi, 42 anni; Marcello Papandrea, 34 anni; Massimiliano Vernuccio, 38 anni; Antonino Guglielmino, 45 anni, tutti nati a Messina, Marco Antonelli, 37 anni, nato ad Atri (TE). Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, invece, per Davide Cantello, 29 anni; Sergio Di Giacomo, 34 anni; Benito Mangraviti, 26 anni e Marco Peschiera, 25 anni, tutti nati a Messina. Nell’ambito del medesimo procedimento risultano indagati in stato di libertà altre quattro persone. Uno dei soggetti colpiti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari è per il momento irreperibile.

 

Il video degli scontri del 30 maggio


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