Lunedì 24 Giugno 2019
Sigilli dai Carabinieri su richiesta della Procura. Diverse le ipotesi di reato


Sequestrato il depuratore di Nizza: sette avvisi di garanzia, anche per tre sindaci

di Andrea Rifatto | 23/05/2019 | CRONACA

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I carabinieri davanti all'impianto

È finito sotto sequestro il depuratore di Nizza di Sicilia, utilizzato anche dai comuni di Fiumedinisi e Alì Terme. Questa mattina i militari dell’Arma della Compagnia Carabinieri Messina Sud hanno messo i sigilli all’impianto di contrada Piana, in esecuzione di un decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura. Nella circostanza è stata notificata un’informazione di garanzia ai sindaci Pietro Briguglio (Nizza), Giovanni De Luca (Fiumedinisi) e Carlo Giaquinta (Alì Terme), all'ex sindaco di Alì Terme, Giuseppe Marino, a due funzionari dell'Ufficio tecnico del Comune di Nizza, il geometra Rosario Porto e il perito industriale Umberto Valerini e ad Agatino Mantarro, titolare della ditta di S. Teresa di Riva affidataria della gestione dell’impianto, ritenuti responsabili – a vario titolo – di getto pericoloso di cose, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, abuso d’ufficio e rifiuto di atti d’ufficio. L’utilizzo dell’impianto è stato subordinato al controllo di un custode giudiziario nominato dalla Procura. Gli accertamenti sarebbero partiti da due esposti fatti nei mesi scorsi alle autorità competenti, tra cui Carabinieri e Arpa, dall'Amministrazione comunale di Nizza in seguito all'arrivo all'impianto di depurazione di reflui e fanghi inquinati dai comuni di Fiumedinisi e Alì Terme.


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