Domenica 25 Agosto 2019
La loro presenza nel lago di Faro è stata segnalata dai cittadini alla Città metropolitana


Surfisti a gonfie vele... nella riserva naturale di Capo Peloro

08/02/2016 | CRONACA

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Dopo il sequestro della rete di frodo avvenuto lo scorso 13 gennaio nelle acque del lago di Ganzirri, nella giornata di domenica 7 febbraio si é verificato un episodio altrettanto grave a testimonianza che permane ancora uno stato di scarsa sensibilità civica nei confronti della tutela della Riserva Naturale Orientata "Laguna di Capo Peloro". Questa volta, però, non sono stati i pescatori di frodo a violare i divieti imposti dal regolamento della riserva, istituita con dalla Regione 21 giugno 2001, bensì due surfisti che, favoriti da un sostenuto vento di ponente, si destreggiavano a gonfie vele nelle acque di lago Faro. Alcuni cittadini, disturbati dalla loro presenza inopportuna all'interno dell'area protetta e sensibili alla difesa dell'ambiente, hanno informato il personale preposto alla salvaguardia della Riserva di cui la Città Metropolitana di Messina é ente gestore. Immediatamente veniva inviata sul posto dal neo comandante della Polizia provinciale, Antonino Triolo, una pattuglia che affiancava l'unità attivata dai Carabinieri. I pubblici ufficiali, giunti sul luogo segnalato, constatavano che i surfisti si erano già dileguati non lasciando traccia della loro presenza,fortunatamente testimoniata da alcune foto scattate dai presenti sul luogo e trasmesse dagli stessi alla Direzione Ambiente di Palazzo dei Leoni, competente in materia.

Allo scopo di salvaguardare la preziosa riserva, incastonata in un paesaggio unico nel suo genere, la Direzione Ambiente ha previsto un sistema di video sorveglianza che monitorerà continuamente la laguna di Capo Peloro allo scopo di prevenire e combattere quei fenomeni di illegalità che possono compromettere il futuro dell’area protetta. Va ricordato che proprio il lago Faro é meta di ricercatori di biologia marina, provenienti dalle diverse università italiane e straniere, che lo utilizzano come laboratorio di ricerca scientifica, grazie alle sue peculiarità che lo rendono unico al mondo. Il commissario straordinario della Città metropolitana di Messina, Filippo Romano, allo scopo di garantire un servizio di controllo sui luoghi, ha previsto a breve un incontro con i soggetti istituzionali interessati all’azione di vigilanza.


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