Domenica 15 Dicembre 2019
Indagini della Guardia di Finanza. Sette indagati, tra cui l'ex consigliere provinciale Nino Germanà


Truffa alla Regione, sotto sequestro il Castello di Brolo

04/02/2015 | CRONACA

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Il Castello medievale di Brolo

Producevano false fatture che venivano poi presentate alla Regione Siciliana per ottenere finanziamenti destinati alla ristrutturazione della torre e alla fruizione del borgo medievale di Brolo e all’acquisto di materiale promo-pubblicitario. Questi gli esiti delle indagini a cui sono giunti gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Messina, che hanno notificato sette avvisi di garanzia per truffa aggravata e riciclaggio, sottoponendo a sequestro la Torre medievale di Brolo e un immobile di proprietà del 48enne Nino Germanà, già consigliere di Forza Italia alla Provincia di Messina eletto nel Collegio di Taormina, rappresentante legale dell’associazione culturale Pickwick, attiva nel centro tirrenico, in esecuzione di un’ordinanza di sequestro preventivo per oltre 410mila euro, finalizzato alla confisca, firmata dal Gip del Tribunale di Patti, Ines Rigoli, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Rosanna Casabona. I provvedimenti sono stati emessi a conclusione di articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria, secondo cui tra il 2009 e il 2010 vi è stata una indebita percezione di finanziamenti pubblici erogati dagli assessorati regionali al Turismo, Comunicazioni e Trasporti e dei Beni culturali ed ambientali e della Pubblica Istruzione, per la ristrutturazione della Torre medievale e del borgo brolese e per la realizzazione della manifestazione culturale denominata “Medievalia”, tenutasi nel comprensorio della torre. Oltre a Germanà, destinatario del provvedimento di sequestro, che dovrà rispondere del reato di truffa aggravata insieme ad Antonino Armenio, 48 anni, nato a Ficarra, gli altri indagati sono: T.R. di Barcellona Pozzo di Gotto, O.V. di Alcara li Fusi, anch’essi indagati per truffa aggravata in concorso, mentre R.A. di Patti, I.P. di Messina e S.A. di Oliveri dovranno rispondere del reato di riciclaggio. Le indagini hanno permesso di appurare come le false fatture sono state emesse dal titolare di una tipografia di Brolo anche in epoca successiva alla cessazione dell’attività. Per la rassegna “Medievalia” le erogazioni pubbliche sono state ottenute corredando i piani economici di spesa presentati al competente assessorato con l’indicazione di fittizi acquisti da ignari fornitori, di beni o servizi, che hanno fatto lievitare a dismisura i costi, in alcuni anni superiori al milione di euro, al solo scopo di ottenere una percentuale maggiore di contributo. Anche in questo caso le false fatture presentate per ottenere il rimborso avevano ad oggetto materiale promo-pubblicitario e sono state emesse dal medesimo tipografo. In un caso, poi, un fornitore, ignaro delle finalità illecite, ha rilasciato una regolare fattura successivamente alterata nell'importo e allegata alla richiesta di contributo. Gli indagati, al fine di documentare alla Regione la regolarità dei pagamenti, hanno posto in essere un sistema fraudolento consistente nell'eseguire disposizioni di bonifici e nell’emettere numerosi assegni circolari a favore del titolare della tipografia compiacente, che restituiva poi al Germanà l’importo dei bonifici in contanti. Gli assegni circolari invece, su incarico di quest’ultimo, sono stati incassati da soggetti terzi, che restituivano l’intera somma in contanti per eluderne la tracciabilità finanziaria.

Più informazioni: castello di brolo  


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