Lunedì 19 Agosto 2019
La sua storia raccontata all'Unitre di S. Teresa. Svolse le proprie ricerche anche nella zona jonica


Anastasio Cocco, lo scienziato messinese che "scoprì" i pesci

23/06/2015 | CULTURA E SPETTACOLI

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Cavallaro, Ammendolia, Albano, Alberti, D’Alatri, Rao, Riccobono

Conferenza dedicata alla scienza all’Università delle Tre Età di S. Teresa di Riva. L’associazione presieduta da Santino Albano ha infatti riservato l’ultimo appuntamento dell’anno accademico 2014/2015 alla presentazione del libro “Anastasio Cocco-Naturalista messinese dell’ottocento” (Edas, 2014), redatto da Giovanni Ammendolia, naturalista e appassionato del mare, Mauro Cavallaro, docente all’Università di Messina, appassionato di mare e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, e Ignazio Rao, amante del mare ed in particolare delle grandi profondità dello Stretto. Un testo che ripercorre la vita e l’impegno in campo scientifico di Anastasio Cocco (Messina, 29 agosto 1799 - Messina, 26 febbraio 1854), ittiologo, medico, farmacologo, entomologo, botanico e agronomo, considerato uno dei più illustri scienziati europei dell’800. L’approfondito studio svolto dai tre autori è nato dalla volontà di riscoprire illustri scienziati messinesi da troppo tempo dimenticati che hanno contribuito in modo decisivo allo sviluppo ed al progresso di tutte le discipline scientifiche. Anastasio Cocco fu infatti artefice principale nella descrizione e divulgazione delle più importanti discipline scientifico/naturalistiche, con particolare riferimento alla fauna e a molti altri fenomeni naturali, rendendo popolare e famoso il nostro meraviglioso Stretto, non a caso definito da Auguste Krohn, “paradiso degli zoologi”. Personaggio poliedrico, del quale attraverso la rivisitazione dei suoi scritti si è cercato di conoscere i metodi che ispirarono non soltanto la sua classificazione sistematica di diverse specie ittiche ma in generale il modo in cui le sue attività scientifiche si riflettevano su tutte le altre discipline di suo interesse tra le quali la “materia medica” rappresentava sicuramente quella basilare. All’incontro nei locali dell’ex municipio erano presenti, oltre agli autori, la giornalista Pina D’Alatri e il prof. Franz Riccobono, storico e ricercatore, curatore della collana “Messina e la sua storia” per la casa editrice Edas. Cocco, come ricordato dalla giornalista messinese, visse e condusse i suoi studi tra Messina, Furci Siculo e S. Teresa di Riva: proprio a Furci era proprietario di alcuni terreni in contrada Litània e l’auspicio è che la cittadina jonica possa ricordarne la figura dedicando uno spazio o una via all’illustre scienziato. Come spiegato dal prof. Mauro Cavallaro, Anastasio Cocco fu un rivoluzionario che merita di salire alla ribalta per le sue straordinarie scoperte nel campo dell’ittiologia e sulle specie abissali dell’area dello Stretto, valide ancora oggi e prese come modello in numerose pubblicazioni scientifiche internazionali. A contribuire alle ricerche storiche su Cocco, come sottolineato dal prof. Riccobono, lettere e documenti forniti dai discendenti dello scienziato messinese, tra cui l’avv. Luigi Scalisi di S. Teresa di Riva, scomparso recentemente, che hanno permesso di ricostruire l’attività condotta nel campo dell’ittiologia anche nell’area jonica, considerata di straordinario interesse in ambito marino. “Le ricerche di Anastasio Cocco si contrarono in particolare tra Furci e S. Teresa – ha ricordato Ignazio Rao – e i disegni messi a disposizione dalla famiglia Scalisi ci hanno permesso di capire le sue grandi capacità di saper individuare nuove specie mai studiate fino a quale momento”. In particolare, tra queste, il pesce “ruetto”, pescato tra Furci e Sant’Alessio, così denominato da Cocco per le sue squame appuntite che ricordano le spine del rovo. In chiusura Giovanni Ammendolia ha illustrato brevemente disegni e schemi realizzati nell’800 da Anastasio Cocco per studiare e catalogare diverse specie ittiche. All’incontro ha preso parte anche la moglie del compianto avv. Luigi Scalisi, Rosa Alberti, che ha ringraziato l’Unitre di S. Teresa per l’opportunità concessa nel presentare il testo, in cui gli autori dedicano un commosso pensiero alla figura dell’avv. Scalisi, le cui informazioni fornite sono state particolarmente preziose, con il rammarico di non essere riusciti a completare e condividere insieme quest’opera alla quale aveva collaborato con affettuoso entusiasmo. Concluse le lezioni dell’anno accademico, l’Università delle Terza Età ha in programma una serata per l’assegnazione dei premi del concorso di narrativa “Cavarra-Duro”, giunto alla terza edizione: l’appuntamento è per sabato 18 luglio nel cortile della scuola elementare “Felice Muscolino”. 

Più informazioni: unitre santa teresa di riva  


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