Sabato 21 Settembre 2019
Nona edizione del congresso multidisciplinare: per tre giorni presenti 40 studiosi


"Archetipi e Territorio", a Mandanici confronti sull'evoluzione cognitiva

05/09/2019 | CULTURA E SPETTACOLI

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La presentazione di “Archetipi e Territorio

Partirà venerdì 6 settembre a Mandanici la nona edizione del congresso multidisciplinare promosso dall’Osservatorio di EtnoAntropologia evoluzionistica e cognitiva “Archetipi e Territorio”, presieduto dal dottor Giuseppe Mento e dall'endocrinologo Giuseppe Turiano, dal titolo: “Il destino, il caso e la scelta-Essere ancora umani”. Il programma della manifestazione è stato illustrato al Centro Camelot di Messina da Silvana Paratore, che presenterà la cerimonia inaugurale del congresso che si svolgerà il 6 settembre alle 17 al Museo etnoantropologico di Mandanici ed il momento della consegna del Premio Raoul Di Perri 2019 per la scienza, l’arte e la cultura quest'anno attribuito al prof. Giuseppe Gembillo. Alla conferenza era presente Anna Misiti, presidente del Consiglio comunale di Mandanici che ha portato i saluti dell'Amministrazione.  A porgere i saluti anche il dott. Matteo Allone, psichiatra, direttore del Centro Camelot Messina e del Centauro Onlus, il dott. Angelo Marco Xerra referente del Centro Salute Mentale Messina Nord ed il promotore della tre giorni di Mandanici, il dott. Giuseppe Mento, neurologo del Dipartimento di Neuroscienze del Policlinico Universitario di Messina.

“Fin dagli albori del pianeta l’Homo Sapiens, nel corso del suo cammino evoluzionistico, ha dovuto confrontarsi con le forze della natura, i mutamenti climatici e le trasformazioni sociali, culturali e tecnologich – ha spiegato Mento – in particolare, attraverso le ideologie e gli aspetti etici, morali e spirituali nei loro corsi e ricorsi storici il sistema neurocognitivo ha sviluppato strategie adattative che potessero generare pace, cooperazione e sviluppo. Al Destino e al Caso, l’Umanità ha contrapposto delle competenze cognitive e comportamentali efficacissime che hanno distinto la specie: la possibilità di scegliere. Ciò ha cambiato drasticamente la percezione del tempo e dello spazio e la comprensione dei fenomeni che avvenivano all’interno di essi. Ci ha liberato – ha aggiunto Mento – anche se parzialmente, da oracoli, superstizioni e profezie che producevano uno stato di sottomissione dell’uomo alle incombenti paure per il futuro e probabilmente ha donato un più elevato grado di libertà a disposizione dell’individuo e della società”.

Su questo tema nei giorni 6, 7 e 8 settembre al Museo Etnoantropologico di Mandanici si confronteranno 40 studiosi di diverse discipline. A moderare i lavori della tre giorni di congresso Silvana Paratore ed il giornalista Franco Arcovito. Intervenuti alla conferenza di presentazione taluni relatori come i prof.ri Cosimo Inferrera, Giuseppe Campione,Luigi Baldari, Marcello Aragona e la prof.ssa Giusy Furnari. Il congresso è organizzato dall’Osservatorio di etnoantropologia cognitiva in collaborazione con il Comune di Mandanici, l’Università degli Studi di Messina, la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Messina, il Museo regionale di Messina,  col Modulo Dipartimentale di Salute Mentale Messina Milazzo, con l’Associazione “il Centauro Onlus”, con l’Archeoclub Area Jonica Messina e con il patrocinio dell’ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Messina, ed in gemellaggio culturale con “Naxoslegge” Festival delle narrazioni, della lettura e del libro.


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