Venerdì 13 Dicembre 2019
Ad un anno dalla morte amici e allievi hanno ricordato 40 anni di intensa attività


Carmelo Duro continua a... "parlare": la sua vita rievocata a Sant'Alessio

di Filippo Brianni | 08/10/2015 | CULTURA E SPETTACOLI

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Il tavolo dei relatori

Ad un anno esatto dalla propria morte, Carmelo Duro continua a… “parlare” nel modo che preferiva in vita: attraverso i suoi scritti. Lo ha fatto anche la settimana scorsa, nel luogo che ha preferito in vita: Sant’Alessio Siculo. Un piccolo “campionario” della sua quarantennale produzione è stato infatti oggetto di una mostra, allestita dalla famiglia in collaborazione con le associazioni “Il Paese di fronte al Mare”, “Amici di Onofrio Zappalà”, e Unitre di S. Teresa di Riva, presentata giovedì e chiusa da un incontro domenica pomeriggio. Entrambe le serate sono state presentate da Melina Patanè, presidente del caffè letterario “Il Paese di fronte al Mare” di S. Teresa, pronto a salpare, venerdì, per la nuova stagione. Uno spaccato di una vita intensa, rievocata domenica da amici e “allievi” di Duro, alla presenza dell’amministrazione guidata da Rosanna Fichera. È stato ricordato il Duro presentatore di serate, l’assessore al turismo, il fondatore di circoli letterari (Kallipolis), giornali (Il Malessere) e, negli anni ’60 – con trent’anni di anticipo – del comitato jonico per il turismo, già da allora convinto che l’offerta turistica dei paesi del territorio dovesse essere unitaria per essere forte. Turismo e cultura furono i temi forti dei suoi articoli, nella convinzione che la cultura nutre lo spirito ma anche l’economia di chi la sa maneggiare con la cura che merita. C’è chi ha ricordato anche la sua attività di dipendente Sip, di geometra, di dirigente regionale del sindacato. Ma quello che è emerso nei quattro giorni di mostra (allestita da Maximilian Costa) e nell’evento conclusivo è stato soprattutto il Carmelo Duro giornalista e scrittore, rievocatore di eventi storici del comprensorio, di Sant’Alessio, del fascismo, dello sbarco dei Mille, ed abile anche quando si cimentava in romanzi e racconti, custoditi gelosamente dalla famiglia, che ha ringraziato attraverso la voce della figlia Mimma Duro. Antonello Bruno, vice presidente di “Il Paese di fronte al Mare”, ne ha puntualizzato la sensibilità poetica. C’è stata anche la musica, altra sua grande passione, protagonista domenica (col maestro Agatino Scuderi) ed all’inaugurazione di giovani (gli ottimi ragazzi del Liceo classico e scientifico di S. Teresa di Riva), nell’accompagnare i toccanti interventi, tra gli altri, di Natale Caminiti (presidente “Amici di Zappalà”), Santino Albano (successore di Duro alla presidenza dell’Unitre), Pippo Biella, Santino Carnabuci, Donatella Molino, Giuseppe Cacciola e molti altri. Molti. Del resto Duro partecipò a tutte le iniziative culturali del territorio, con passione, competenza e tranciante schiettezza. Dal teatro ad Archeoclub, da Unitre a “Amici Zappalà”, dai convegni dei Lions alla presentazione dei libri, da Taormina Arte al premio Proserpina in Lombardia. Fino a qualche giorno prima del letale infarto, sferzava e parlava di futuro nel simbolo del territorio: l’abbazia dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò. A chi gli faceva notare uno strano pallore, disse solo: “ho mangiato troppo”…   



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