Giovedì 19 Settembre 2019
Venerdì e sabato a S. Teresa e Nizza incontri con la testimone di giustizia


Piera Aiello, una vita da fantasma

28/01/2014 | CULTURA E SPETTACOLI

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La testimone di giustizia Piera Aiello sarà ospite per due giorni nella riviera jonica messinese per partecipare ad una serie di incontri con studenti e cittadini organizzati dall'associazione “Amici di Onofrio Zappalà”. Piera Aiello racconterà della sua scelta coraggiosa di abbattere il muro di omertà che protegge le organizzazioni mafiose, degli anni vissuti come un fantasma collaborando con la magistratura e in particolare con Paolo Borsellino. Moglie di Nicola Atria, nuora di don Vito Atria, boss di Partanna, centro della Valle del Belice in provincia di Trapani, Piera Aiello, oggi 46enne, si ritrova invischiata in meccanismi più grandi di lei. Nove giorni dopo il matrimonio, avvenuto nel 1985, viene ucciso suo suocero. Sei anni dopo, il 24 giugno 1991 tocca al marito, freddato davanti ai suoi occhi. A 24 anni e con una bambina di appena tre anni da crescere, Piera decide di combattere quel sistema di cui non ha mai voluto far parte. Il momento di svolta è l'incontro con un uomo che una mattina, scrive nel suo libro “Maledetta mafia” (San Paolo, 2012), "mi ha preso sottobraccio e mi ha piazzato davanti ad uno specchio, eravamo in una caserma dei Carabinieri". Quell'uomo è Paolo Borsellino. "Da quando lo 'zio Paolo' mi ha piazzato davanti a quello specchio - racconta ancora - e mi ha ricordato chi ero, da dove venivo e dove sarei dovuta andare, sono diventata una testimone di giustizia. Io non ho mai commesso reati, né sono mai stata complice dei crimini di mio marito e dei suoi amici, gli stessi che poi ho accusato nelle aule dei tribunali e nelle corti d'assise. Quel che è certo è che la mia storia, la mia vita, è stata rivoluzionata dalla morte". Compresa quella di Rita Atria, sua cognata, che a 17 anni decide di ribellarsi al sistema mafioso, ma dopo l'assassinio di Borsellino non riesce a reggere al dolore e si toglie la vita.
“Piera Aiello – ha sottolineato Natale Caminiti dell'associazione “Amici di Onofrio Zappalà” - ha avuto il coraggio, pur costretta a blindare la sua vita, di portare avanti ad ogni costo l'onestà del popolo siciliano”. “Per noi – ha aggiunto il coordinatore dell'associazione, Antonello D'Arrigo - si apre un altro anno che si preannuncia ricco di appuntamenti e che speriamo di portare avanti con l’impegno di sempre a favore della legalità. Ed è proprio per diffondere il rispetto delle regole che la nostra ssociazione cerca di espandere la propria presenza all’interno delle scuole coinvolgendo studenti sempre più giovani ma sicuramente più pronti ad assorbire sensazioni, indicazioni e percorsi educativi emotivamente sani”.


Gli appuntamenti

Venerdì 31 gennaio, S. Teresa di Riva: alle 9,30, al Palasport di Bucalo, Piera Aiello incontrerà gli studenti dell’Istituto Superiore di S. Teresa e l’Istituto Superiore di Furci Siculo; nel pomeriggio, alle 18, Palazzo della Cultura (ex Villa Ragno), incontro pubblico aperto a tutti.

Sabato 1 febbraio, Nizza di Sicilia: all'auditorium comunale incontro con gli studenti degli Istituti Comprensivi di Alì Terme e Roccalumera.

Più informazioni: mafia  piera aiello  amici di onofrio zappalà  


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