Lunedì 20 Maggio 2019
Intervista al duo comico napoletano in scena al "Mamma Mia"


Doppia Coppia: dai banchi di scuola alla tv

di Giancarlo Trimarchi | 05/08/2013 | CULTURA E SPETTACOLI

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Si è tenuto ieri sera presso il lido "Mamma Mia Beach" di S. Teresa di Riva il terzo degli spettacoli di "Live cabaret" che ha visto come protagonista d'eccezione il duo comico "Doppia Coppia" formato da Francesco Cicchella, classe 1989, e Vincenzo De Honestis,  classe 1985. Direttamente da "Made in Sud", programma di cabaret in onda su Rai2, i due comici napoletani con la loro simpatia travolgente ed il loro contagioso buon umore hanno saputo accattivarsi l'attenzione degli spettatori, facendoli partecipare in prima persona allo show. Tra imitazioni esilaranti e battute perspicaci, l'esibizione del duo ha suscitato molti consensi nel pubblico che al termine della serata ha espresso il proprio consenso in un prolungato applauso a cui hanno fatto da sottofondo musicale le note di "Spiderman", ultima canzone interpretata da Francesco Cicchella. Notevole la capacità di quest'ultimo di portare in scena non solo l'ormai famosa imitazione di Michael Bublé, ma anche quelle di altre personalità dello spettacolo come Benigni, Tiziano Ferrro, Giuliano Sangiorgi, Gigi D'Alessio. Non da meno l'abilità comunicativa ed affabulatrice di Vincenzo De Honestis che si è rivelato un vero showman, facendo non solo da spalla all'amico ma cimentandosi anche egli stesso in imitazioni e battute. Tempi comici serrati, humour originale e mai scontato, stretta complicità sono solo alcune delle qualità che rendono questa coppia una delle più acclamate e popolari nel panorama cabarettistico italiano. La personalità perspicace e divertente dei due comici napoletani si evince anche dalle loro parole come dimostra l'intervista da loro rilasciata per i lettori di Sikily News e di seguito per intero riportata.


Come ed in che occasione vi siete conosciuti ed avete deciso di formare un duo?
"Ci siamo conosciuti sui banchi di scuola - risponde Francesco Cicchella - perché abbiamo frequentato lo stesso Liceo Classico a Casoria ed in occasione dei progetti scolastici abbiamo avuto modo di partecipare a diversi spettacoli insieme. Ci siamo poi rivisti poco tempo più tardi dopo essermi diplomato, essendo io leggermente più piccolo di Vincenzo. In quegli anni Vincenzo aveva allacciato dei rapporti con un'emittente radiofonica casertana che è Radio Prima Rete e quindi aveva la possibilità di portare a termine il progetto di un programma radiofonico al quale mi ha chiesto di partecipare. Io ho accettato di buon grado ed abbiamo iniziato questa esperienza radiofonica giovanissimi, io ero appena diciottenne e lui ventunenne. Scrivendo per il programma sono nati dei personaggi che poi abbiamo messo in scena in un primo spettacolo dal vivo che abbiamo iniziato a proporre per i locali. Da lì è nato tutto il nostro percorso insieme".

In quale misura e maniera l'esperienza radiofonica ha influito sul vostro modo di fare i comici e di rapportarvi con il pubblico?
"Diciamo che scrivere per la radio - afferma Vincenzo De Honestis - è molto diverso rispetto alla scrittura per la televisione, la scrittura per il live. L'esperienza radiofonica è stata importante e formativa per la questione dello speakeraggio e per la tempistica. All'inizio facevamo delle gag interminabili poi con il tempo abbiamo imparato a far attenzione alla lunghezza della battute. Da quella esperienza ci portiamo un po' anche il ritmo che sicuramente ci ha agevolati negli spettacoli live. Fare cabaret richiede una certa elasticità e dinamicità mentale che si acquisisce solo con il tempo. La radio ti da una verve diversa che ti permette di approcciarti in modo più diretto con il pubblico".

Quali sono stati i comici che più hanno influenzato il vostro modo di fare cabaret?
"Fin da piccoli siamo cresciuti con i classici della tradizione napoletana - risponde Francesco Cicchella - come il teatro di Edoardo, i film di Totò, Troisi. Questo naturalmente per una questione culturale a noi più affine essendo entrambi napoletani. Io personalmente, essendo un imitatore, non mi ispiro a nessuno in particolare, ma se devo guardare a qualcuno che mi piace il mio sguardo si rivolge a Fiorello per certi versi, a Teo Teocoli per altri. Un altro comico che amo moltissimo, il quale adesso si è dato di più al cinema, è Dario Bandiera del quale ammiro la sua capacità di unire la propria abilità di rumorista ed imitatore al cabaret".

Come è nata l'idea di portare sulla scena la parodia di Michael Bublé? E soprattutto perché avete scelto proprio tale personaggio dello spettacolo?
"Essendo un cantante molto famoso dal repertorio piuttosto conosciuto, abbiamo deciso di concentrarci su di lui e abbiamo proposto la sua parodia in diverse serate di laboratorio per "Si...pariando" a Napoli dove il pubblico presente manifestava apertamente il proprio livello di gradimento. Dal momento che questo personaggio ha riscosso molto successo, abbiamo deciso di proporlo in televisione ed abbiamo ricevuto numerosi consensi. Non sappiamo se Michael abbia mai visto uno dei nostri sketch, ma ci sono dei commenti in americano ai nostri video su Youtube. Se si prova a digitare Michael Bublé su Youtube in prima o in seconda pagina si riescono a trovare anche le nostre esibizioni".

Nei vostri sketch ironizzate spesso sul mondo dello spettacolo, mettendone in evidenza paradossi e contraddizioni. Quale è però il vostro vero parere riguardo tale sistema?
"Sicuramente chi vive il mondo dello spettacolo dall'interno può osservarne le diverse sfaccettature. Noi personalmente lo viviamo come una forma di espressione, un modo di esprimere ciò che abbiamo dentro e di comunicare attraverso la risata e attraverso la musica. Purtroppo oggi si è persa la concezione dello spettacolo come momento catartico in favore delle logiche di marketing che valorizzano l'apparire piuttosto che i contenuti".

Dei consigli per chi voglia intraprendere la carriera di cabarettista?
"Noi siamo dell'idea che è fondamentale la preparazione. Bisogna essere capaci di adattarsi alle situazioni e soprattutto improvvisare all'occorrenza. Saper suonare uno strumento, cantare, ballare sono anche dei talenti che rappresentano un valore aggiunto nella professione di comico. Naturalmente bisogna anche divertirsi e far divertire!".

Più informazioni: cabaret  mamma mia beach  


COMMENTI

Alessandro F. | il 12/08/2013 alle 10:03:53

Complimenti articolo molto interessante e ben scritto!

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