Sabato 21 Settembre 2019
Prima edizione a Roccafiorita per favorire la cultura del turismo esperienziale


“KalfaRacconta”, un progetto per connettere il passato e il futuro della valle d'Agrò

20/08/2019 | CULTURA E SPETTACOLI

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I relatori dell'incontro di Roccafiorita

Roccafiorita ha ospitato domenica la prima edizione della rassegna “KalfaRacconta”, un nuovo progetto organizzato dal Comune in collaborazione con Archeoclub Area Ionica e Osservatorio Beni culturali dell’Unione dei Comuni, curato da Ketty Tamà e patrocinato dall’Ars. L’idea portante è stata quella di dare voce, in questa prima edizione, a libri che raccontino il monte Kalfa ed il territorio dell’Agrò nelle sue varie forme, nell’ottica di stimolare forme di turismo esperienziale. Dopo i saluti del sindaco Concetto Orlando, i due moderatori, Ketty Tamà e Fabio Orlando, hanno dialogato con gli autori presenti attorno ad un antico braciere acceso, come una sorta di fuoco sacro, con attorno alla piazza vari attrezzi originali delle pratiche contadine e pastorali di Roccafiorita. Un assist per il primo testo presentato, “Civiltà Contadina” di Concetto Lo Schiavo, ripubblicato quest’anno a 22 anni dalla morte dell’autore. Il libro è un vero e proprio manuale su come si svolgevano i lavori nei campi e come vivevano contadini e pastori di Antillo e della Valle d’Agrò, con in copertina proprio un pastore di Roccafiorita, Antonino Noto. Ne ha parlato l’editore Armando Siciliano, spiegando le ragioni legate alla tutela del patrimonio di tradizioni della zona, che lo hanno indotto il testo che risale al 1995. Ragioni condivise dai moderatori nel sottolineare che la rassegna KalfaRacconta punta ad essere un primo passo verso la creazione di una cultura di turismo esperienziale tra gli abitanti del piccolo borgo: “Ai nostri ospiti dovremo dare la possibilità non solo di guardare attrezzi, ma di assistere e partecipare alle pratiche tradizionali di un tempo; il braciere non deve essere solo visibile, ma anche acceso…”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è stato presentato, sempre da Siciliano, un altro testo di Concetto Lo Schiavo, “Canti popolari della Valle d’Agrò”. Si tratta di una raccolta delle “canzuni” che scandivano i vari momenti della vita di quella civiltà rurale. Una di queste è stata anche interpretata da Fabio Orlando e Carmelo Puglia. Oltre alle tradizioni, è stato posto l’accento anche ai profili religiosi e in particolare alla Madonna dell’Aiuto, il cui antico libretto esplicativo di Padre psidoro Musumeci è stato ristampato e sabato lo ha presentato Carmela Occhino nel primo anno di anniversario dall’apertura del Museo della Madonna dell’Aiuto.  Il Kalfa è stato protagonista anche di molti racconti, alcuni dei quali contenuti nella raccolta “All’ombra di un fiore di roccia” (Editore L’Erudita) di Filippo Brianni, presidente della sede Area Ionica Messina di Archeoclub. Partendo dal Kalfa e dell’idea che ne emerge soprattutto in uno dei 17 racconti del libro (Fiori di Roccia, vincitore di un premio letterario ad Erice), Filippo Brianni ha anche trattato il rapporto tra i siciliani e i loro beni culturali.

La valle d’Agrò è stata anche un importante centro propulsore per le arti figurative, un settore che va meglio attenzionato e valorizzato, per restituire bellezza al territorio. Ne ha parlato Salvatore Mosca, anche lui socio Archeoclub ed autore del libro “Sulle tracce di Gaspare Camarda” . Durante il dibattito ci sono stati degli intermezzi poetici, sulla tematica del viaggio, tratti da “Come un’Odissea” e “Odos”, della giovane Mariapia Crisafulli, la quale ha puntualizzato la necessità di vedere i poeti e le poesie come strumenti di comprensione dei fenomeni reali e territoriali. Ketty Tamà ha concluso questa prima edizione di KalfaRacconta stimolando il dibattito su una citazione di Gustav Mahler: “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”.


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