Lunedì 15 Luglio 2019
Mostra-convegno su iniziativa di Archeoclub, che ha donato anche un'audioguida


Limina e San Filippo, immagini e tradizioni per raccontare la storia di una simbiosi

15/05/2019 | CULTURA E SPETTACOLI

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I relatori del convegno a Limina

Una nuova audioguida in Qr code per la Madonna delle Preci e un convegno con un format nuovo per San Filippo d’Agira. È stata piuttosto originale la domenica trascorsa a Limina con le iniziative di Archeoclub Area Jonica Messina. In mattinata è stata la volta della manifestazione “Chiese Aperte”, l’annuale appuntamento organizzato in tutta Italia da Archeoclub d’Italia in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e che punta a far valorizzare chiese che in genere sono meno conosciute. Quest’anno, la sede Area Jonica Messina ha scelto per l’iniziativa la chiesa della Madonna delle Preci di Limina, la cui scheda, realizzata dall’architetto Mimmo Costa, è stata divulgata dal sito nazionale di Archeoclub (http://www.archeoclubitalia.org/). Si tratta di una chiesa particolare, risalente al 1396 e legata alla presenza ebraica a Limina. Archeoclub ha voluto celebrare l’evento donando un’audioguida in Qr code: da domenica, tramite un semplice smartphone, sarà possibile ai visitatori conoscere la storia e le caratteristiche della chiesa.

Nel pomeriggio la mostra-convegno “Vita e miracoli di S. Filippo, immagini e storia di una simbiosi”, organizzato al Polifunzionale “Scaldara” da Archeoclub in collaborazione con la Parrocchia, il Comune e la Pro Loco, con il patrocinio dell’Ars. Il convegno ha avuto un format originale e particolare, apprezzatissimo dal pubblico. Protagoniste sono state le foto e i video che hanno descritto la storia del rapporto tra S. Filippo e Limina e sulle foto si sono innestati i vari interventi, preceduti dai saluti di rito del parroco, don Paolino Malambo e del sindaco Marcello Bartolotta. La prima foto è stata dedicata alla banda musicale “VincenzoBellini”, in omaggio al maestro Giovanni D’Agostino che sabato è deceduto improvvisamente proprio mentre si portava San Filippo al Santuario di Passo Murazzo. Di Murazzo e della chiesa di San Filippo ha parlato l’architetto Mimmo Costa, mentre il presidente Archeoclub Area Jonica Filippo Brianni, che ha moderato insieme alla coordinatrice dei lavori Ketty Tamà, si è occupato dei riti dell’Ottava. Poi sono stati proiettati video-interviste realizzate da Giovanni Saglimbeni Ntantè e da Cateno Garigali a giovani e anziani del paese sulla domanda “San Fulippu pi tia, chi gghia” (Cos’è per te San Filippo).

I più anziani hanno rievocato la tradizione della Ddutta “erroneamente tradotta come lotta – ha specificato Giovanni Saglimbeni – perché in realtà il termine “ddutta”  pe i liminesi corrispondeva ad una gioiosa contesa tra giovani, senza alcuna accezione violenta”. Una tradizione che coinvolgeva il paese in una “contesa”, appunto, tra artigiani e pastori che aveva come protagonista l’antica vara di San Filippo.  Un contributo dagli Usa l’ha dato la giovane ricercatrice americana, di origini liminesi, Laura Ricciardi, con un intervento sull’impatto di San Filippo sugli emigranti liminesi. La mostra fotografica al Polifunzionale “Scaldara” potrà ancora essere visitata per tutta la settimana della festa di San Filippo, che si chiuderà appunto con l’Ottava del 19 maggio.


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