Mercoledì 13 Novembre 2019
La Regione Sicilia continua l'attività di promozione del 'Born in Sicily'


Agricoltura: è il momento della filiera corta

di Carmelo Cutrufello | 14/03/2014 | ECONOMIA

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Decreto firmato dall'assessore all'Agricoltura Dario Cartabellotta

Grande fermento all’assessorato Agricoltura della Regione Sicilia. L’assessore Dario Cartabellotta, dopo la normativa sugli agriturismi e quella sul “Born in Sicily”, ha esitato un nuovo decreto con riferimento alla cosiddetta “filiera corta”. Il decreto prende le mosse da un fenomeno da lungo tempo esistente, sviluppatosi a partire dalla metà degli anni '90 e che contempla canali alternativi di vendita dei prodotti agricoli e alimentari. Le filiere corte sono quelle modalità di commercializzazione dei prodotti agricoli ed alimentari che si caratterizzano per la riduzione e/o l'eliminazione degli intermediari fra i produttori agricoli e i consumatori: i prodotti che passano attraverso la filiera corta sono comunemente definiti dalla località di provenienza e da un produttore specifico.

Per il consumatore, la filiera corta offre l'opportunità di trovare prodotti di elevata qualità, freschezza e genuinità, legame con il territorio, adozione di metodi di produzione eco-compatibili, origine geografica del prodotto, tracciabilità e agrobiodiversità di varietà locali non sempre reperibili nei luoghi tradizionali. Fondamentale inoltre la relazione diretta che si instaura con il produttore, cosicché il consumatore possa associare al prodotto locale anche la caratteristica dei metodi di coltivazione, di allevamento e di trasformazione ambientalmente sostenibili, un'adeguata remunerazione del lavoro, il rispetto delle norme di benessere animale e la storia da cui è stato originato, la personalità e l'etica del produttore, l'attrattività dell'azienda agricola e del territorio rurale. In quest’ottica, il produttore non vede il consumatore come cliente ma come persona, titolare del diritto ad una sana alimentazione ed alla conoscenza del lavoro e della qualità che stanno alla base dei prodotti offerti, con la possibilità di fornire suggerimenti, critiche, e di manifestare esigenze e scelte.

La filiera corta rivendica quindi, si potrebbe dire, la caratteristica di giustizia sociale perché modifica le relazioni tra produttori e consumatori, avvicinando questi soggetti e favorendo una comprensione mutualistica, incoraggiando delle relazioni più armoniose e consentendo una  partecipazione più democratica degli attori della filiera con una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi. Da non sottovalutare poi, l’aspetto economico, poiché la filiera corta offre ai produttori maggiori opportunità di decidere il prezzo, svincolandosi dalle oscillazioni del mercato  ed  aumentando la possibilità di una maggiore remunerazione, favorendo lo sviluppo economico di  aree rurali marginali dove può creare nuove opportunità di lavoro per i soggetti che non appartengono al settore agricolo (indotto turistico). Per il produttore agricolo, infine, la filiera corta nasce dall'opportunità di aumentare il reddito, ottenere un flusso di cassa continuo ed immediato e valorizzare l'eccesso di lavoro che, altrimenti, non troverebbe un impiego altrettanto remunerativo.

Il decreto nasce anche per evitare che all'interno delle filiere corte si inseriscano prodotti e produttori che, mancando dei requisiti soggettivi ed oggettivi, finirebbero per annullare i vantaggi  che agricoltori e consumatori uniscono nello sviluppo di una sana filiera, tutta a vantaggio dei territori. Viene così istituito l'albo ufficiale degli Agricoltori della Filiera Corta presso il Dipartimento Agricoltura: all'azienda agricola verrà rilasciato apposito tesserino identificativo.

Ma, fuor di retorica, cosa sono le filiere corte? Le filiere corte sono le modalità di vendita dei prodotti agricoli ed alimentari che si caratterizzano per l'eliminazione, degli intermediari fra i produttori agricoli e i consumatori, consentendo di promuovere l'incontro tra il mondo degli agricoltori e quello dei consumatori; diffondere la conoscenza dei prodotti agricoli ed alimentari “Born in Sicily”; divulgare le proprietà organolettiche  e nutrizionali, le tradizioni enogastronomiche e alimentari siciliane quali componenti della dieta mediterranea, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell'Umanità; promuovere circuiti innovativi, quali e-commerce, Ho.Re.Ca. e Gruppi acquisto solidale (Gas); sostenere le produzioni di nicchia presenti sul territorio regionale che non riescono ad inserirsi nei moderni circuiti commerciali per la mancanza di adeguata massa critica; incentivare, sostenendone il consumo, la differenziazione produttiva del settore agricolo, rendendo economicamente sostenibile il recupero e la coltivazione di produzioni tradizionali; favorire la consapevolezza di acquisto dei consumatori attraverso il  rapporto diretto venditore/consumatore  in una prospettiva di multifunzionalità  dell'azienda agricola.

Le filiere corte possono riferirsi alle seguenti tipologie: mercati agricoli di vendita diretta o farmers markets; vendita all'interno dell'azienda agricola; vendita con strutture mobili sulla strada  confinante con l'azienda o ambulante in aree urbane, permanente o limitata durante il periodo di raccolta dei prodotti; vendita durante sagre, iniziative e manifestazioni; distributori automatici in sede fissa, tra i quali, per esempio, quelli del latte crudo; vendita diretta dei prodotti presso le strutture  turistiche, agrituristiche ed in luoghi di interesse turistico, paesaggistico e ambientale; vendita al consumatore on-line; reti di produttori e consumatori, che consistono nella collaborazione tra comunità rurali ed urbane e aziende agricole; vendita associata con aggregazione di produttori (consorzio associazione, rete) dei prodotti attraverso un punto vendita localizzato presso un mercato urbano; vendita a  gruppi di acquisto solidali Gas.
Possono esercitare la vendita nei mercati agricoli riservati alla vendita diretta gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, che rispettino  determinate condizioni, ovvero: ubicazione dell'azienda agricola nell'ambito della regione Sicilia; vendita diretta di prodotti agricoli provenienti dalla propria azienda o dall'azienda dei soci imprenditori agricoli, anche ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione, ovvero anche di prodotti agricoli ottenuti nell'ambito terrioriale; possesso dei requisiti previsti dall'art. 4, comma 6 , del decreto legislativo 18 maggio 200 l, n. 228.

L'attività di vendita diretta all'interno dei mercati agricoli deve essere esercitata dai titolari dell'impresa, ovvero dai soci in caso di società agricola, dai relativi familiari coadiuvanti, nonché dal personale dipendente di ciascuna impresa. Nei mercati agricoli di vendita diretta, conformi alle normative igienico-sanitarie di cui al Regolamento n. 852/2004 CE del Parlamento e del Consiglio del 29 aprile 2004 e soggetti ai relativi controlli da parte delle autorità competenti, possono essere posti in vendita esclusivamente prodotti agricoli conformi alla disciplina in materia di igiene degli alimenti, etichettati nel rispetto della disciplina in vigore per i singoli prodotti e con l'indicazione del luogo di origine territoriale e dell'impresa produttrice. L'esercizio dell'attività di vendita all'interno dei mercati agricoli di vendita diretta, in conformità a quanto previsto dall'art. 4 del decreto legislativo n. 114 del 1998 e dell'art. 4 del decreto legislativo n. 228 del2001, non è assoggettato alla disciplina sul commercio. Il mercato agricolo di vendita diretta è comunque soggetto all'attività di controllo del comune in cui ha sede.

Il decreto permette che all'interno dei mercati agricoli di vendita diretta possa essere esercitata l'attività di trasformazione dei prodotti agricoli da parte degli imprenditori, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti. All'interno dei mercati agricoli di vendita diretta possono inoltre essere realizzate attività culturali, didattiche e dimostrative legate ai prodotti alimentari, tradizionali ed artigianali del territorio rurale di riferimento, anche attraverso sinergie e scambi con altri mercati autorizzati.

L’istituzione dei mercati di vendita diretta da parte dei Comuni deve avvenire sulla base di un disciplinare di mercato che regoli le modalità di vendita, finalizzato alla valorizzazione dei prodotti “Born in Sicily”, e previa comunicazione al competente assessorato regionale all'Agricoltura. L'assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea effettuerà periodicamente nel corso dell'anno un monitoraggio dei mercati di vendita diretta dei prodotti agricoli autorizzati e delle attività in essi svolti.

Per promuovere la conoscenza, la diffusione e la commercializzazione delle produzioni agroalimentari il decreto prevede l’istituzione di un Tavolo di Concertazione delle Filiere Corte, composto dal dirigente generale del Dipartimento Agricoltura o suo delegato, da un rappresentante per ciascuna organizzazione e da un rappresentante  dell'ANCI.

Più informazioni: agricoltura  filiera corta  born in sicily  mercato degli agricoltori  


COMMENTI

giorgio foti | il 15/03/2014 alle 08:05:00

Da oltre 30 anni ho creduto e perseguito questa attività,nelle mie ex funzioni di dir.ass.agr. Unità operativa.unica e validissima iniziativa per oltre il 90% delle aziende agricole siciliane, talmente piccole da non poter sostenere altre aspettative di mercato nazionale e tantomeno estero. Ció nonostante,rappresenta reali aspetti di redditività per l'agricoltore e fondamentale aspetto di valorizzazione territoriale che posso confermare dalle tantissime esperienze realizzate in tanti areali della nostra Sicilia. All'ass.dario cartabellotta che da sempre ha sostenuto tutto questo,ancora sostegno e congratulazione.

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