Sabato 21 Settembre 2019
Il bassista degli Afterhours presenta a Modica e Nicolosi il suo secondo album


Dellera in Sicilia: "Racconto la complessità di oggi"

di Gianluca Santisi | 24/08/2015 | MUSICA

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Dellera sul palco del Primo Maggio

Un’operetta rock’n’roll. Questa sarebbe dovuta essere la seconda fatica di Dellera, nome scelto dal bassista degli Afterhours Roberto Dell’Era per la sua carriera solista. Ma poi, per questioni di tempo, è risultata incompleta, con almeno tre brani rimasti fuori. Ciò non toglie che le undici tracce di Stare bene è pericoloso, uscito a gennaio per MArteLabel, riescano a creare un immaginario sonoro ed emozionale ben definito. Un disco quasi tutto cantato in italiano e che fluttua dal pop al rock, dalla psichedelia al folk e al jazz, con l’obiettivo di catturare lo spirito della musica popolare moderna. Avremo modo di ascoltarlo dal vivo, in chiave acustica, il 25 agosto a Marina di Modica (“Shuluq”, opena act Nigga Radio) e il giorno dopo a Nicolosi (“Ai Pini”), appuntamenti organizzati da Dad Gad, tappe di un lungo tour per la Penisola che da aprile ad oggi ha collezionato più di 40 date, la più importante di queste sul palco di piazza S. Giovanni, a Roma, in occasione del concertone del Primo maggio. Quattro anni dopo Colonna Sonora Originale, Dellera è tornato a proporsi in maniera diretta e libera, raccontando la complessità dei nostri tempi. A cominciare dalla deriva di internet e dei social network. “Mi sembra di essere circondato da migliaia di informazioni – spiega il cantautore – e il risultato è che nessuna ha più valore e che nessuno si fida più di niente. In fondo questa è la grande vittoria del sistema: se la ‘rete’ poteva mettere a rischio il controllo dell’informazione, del gusto e dei piaceri, inondandoci di informazioni e controindicazioni su tutto e tutti, in realtà si è rivelata la medicina per ristabilire lo stallo, per rendere tutto innocuo”. Nel disco importanti collaborazioni: Rodrigo D’Erasmo e Xabier Iriondo degli Afterhours, Nic Cester, l’ex frontman dei Jet, che canta in Maharaja (una delle due tracce in inglese, l’altra è The Constitution), e Rachele Bastreghi, dei Baustelle, che duetta in Non ho più niente da dire, un brano dal gusto retrò “scritto in un momento in cui sembrava che tutti intorno avessero idee chiare, soluzioni e certezze”. L’album è stato preceduto da un singolo, Ogni cosa una volta, inserito nella colonna sonora del film Senza nessuna pietà di Piefrancesco Favino, presentato lo scorso anno alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Subito dopo è toccato alla title track, Stare bene è pericoloso, secondo singolo uscito a dicembre: “È un pezzo che gioca a inventare immaginari sonori campati in aria e nello stomaco – spiega Dellera – immaginando Luigi Tenco prodotto da David Bowie”. In Siamo d’argento (Padre del cielo) un alieno visita la Terra. È la canzone con l’accezione più spirituale del disco: “Volevo correre un rischio su un tema messo da parte di questi tempi, proprio in un Paese dove della spiritualità si fa un uso televisivo e popolare ma con scarso impatto”.

Più informazioni: dellera  


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