Giovedì 24 Gennaio 2019
Il commissario del Partito democratico dopo il passaggio in Forza Italia del deputato


Carbone attacca Genovese: “Pensi solo al potere”. Bartolotta: "Rimango nel Pd"

di Redazione | 09/12/2015 | POLITICA

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Ernesto Carbone e Nino Bartolotta

Dure lettera aperta del commissario del Pd di Messina Ernesto Carbone dopo l’ingresso di Francantonio Genovese in Forza Italia. “Ho sempre creduto nella politica come servizio. Ecco perché condanno senza se e senza ma chi si serve di questa nobile arte per fare carriera, per crearsi un impero di potere e di consenso fine a se stesso e non per il bene della comunità che si ha il dovere di rappresentare – scrive il deputato calabrese. La parabola di Francantonio Genovese non si è consumata due anni fa alla Camera. Il giudizio sull’uomo può darlo, in ultima lettura, solo la magistratura. Ma il giudizio sul politico, quello si, permettetemi di dirlo, oggi posso esprimerlo anch’io. Il Pd non è un tram su cui salire o scendere a proprio piacimento. Il Pd è un partito che ha al suo interno regole chiare e precise. Che si compone di un codice etico che merita di essere osservato da chi decide di iscriversi tra le sue fila. Un codice che va rispettato ancor di più quanto più è alta la carica elettiva e rappresentativa che si ricopre. Una responsabilità enorme che investe tutti noi dirigenti. Noi che prima di far pronunciare il partito sul nostro “presunto” operato dovremmo avere la forza e il coraggio di fare un passo indietro. Un passo per spazzare via, il più lontano possibile, quella notte buia di Hegel che vuole tutte le vacche nere, uguali. Un’oscurità in cui non c’è più né bene e né male, dove muoversi vuol dire brancolare attendendo una luce che chissà se arriverà mai. A noi dirigenti del Pd, dicevo – prosegue Carbone – il compito di allontanare questa immagine. Non siamo tutti uguali, né i politici e né i partiti. E quel passo indietro, quel restare ai margini in un momento buio, in un momento difficile per tutti non solo per Genovese sarebbe stato doveroso – nel più totale garantismo – a non creare alibi e chiacchiere inutili. Ma evidentemente non era questo il caso di Genovese. E il passaggio a Forza Italia lo ha dimostrato. Non importa in quale partito. Sotto quali valori e abbracciando quale programma. L’importante è poter esserci. Continuare ad esercitar il proprio potere, poter continuare a muovere i fili di una città che – è bene che tu lo sappia – non ha più intenzione di fingersi un burattino nelle mani del proprio mangiafuoco. Il vuoto lasciato a Messina è molto più che un vuoto politico. È stato un vuoto di idee, di slancio, di rinascita. Una città ripiegata a fatica su stessa. Che adesso però ha ricominciato a camminare. A vigilare. A voler contare. E non più solo tessere. A Messina – conclude il commissario del partito – sta mettendo radici finalmente il Pd vero, quello che non risponde al padrone che lo ha eletto, né al capo della casacca della propria cordata. E se ci saranno altri fuorisuciti pazienza, ce ne faremo una ragione. Questo è un partito di uomini liberi. E la libertà è come il vento quando spira forte. Non si ferma con le mani”.

Intanto il sindaco di Savoca ed ex assessore regionale, Nino Bartolotta, smentisce le voci che lo vedrebbero pronto a seguire Genovese in Forza Italia. Il capogruppo forzista all’Ars, Marco Falcone, in una dichiarazione pubblicata oggi sull'edizione di Palermo del quotidiano La Repubblica, si è detto ben felice dell’arrivo di Rinaldi, dichiarando come sia giusto allargare il partito: “Penso ai tanti componenti dell’area Genovese che verranno, non solo Rinaldi ma anche l’ex assessore Nino Bartolotta”. Ma il primo cittadino savocese, che tra l'altro il 9 novembre scorso ha organizzato a Sant'Alessio un incontro con il commissario Carbone per iniziare un percorso di ricostruzione dei Dem, fuga ogni dubbio: "Sono e rimango nel Partito democratico: il capogruppo Falcone, con il quale ci conosciamo, si è evidentemente lasciato andare nel rilasciare questa dichiarazione, ma smentisco categoricamente qualsiasi mio passaggio in Forza Italia. Ci sono tanti giovani ed amministratori che vogliono impegnarsi a far ripartire il partito - sottolinea Bartolotta - e il territorio ha bisogno di attenzione politica che vada oltre i facili proclami. Avviamo nel Pd un percorso per avvicinare di più il partito alla gente e al territorio".


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