Sabato 19 Ottobre 2019
Firmata dalla vicepresidente Intelisano, che però si era dimessa dalla carica


Castelmola, Mastroeni chiede la revoca della convocazione del Consiglio: “Atto nullo”

di Redazione | 02/02/2017 | POLITICA

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L'ex presidente del Consiglio Sergio Mastroeni

Si arricchisce di “nuovi spunti” la vicenda dell’elezione del presidente del Consiglio comunale di Castelmola. Nella seduta del 14 gennaio era stata eletta per ricoprire la carica, con quattro voti, la vicepresidente Lisa Intelisano, che però alcuni giorni dopo si è resa conto come in Aula fosse stata adottato un regolamento di funzionamento del Consiglio comunale non più in vigore, in quanto quello attuale prevede un quorum di almeno cinque consiglieri per poter aprire la seduta, mentre con il precedente ne erano sufficienti quattro. Preso atto dell’errore, Intelisano ha quindi riconvocato il Consiglio molese per il 3 febbraio alle 18.30 in qualità di vicepresidente, con all’ordine del giorno la presa d’atto della nullità delle delibere delle delibere del 14 gennaio e l’elezione del nuovo presidente.

Ieri l’ex presidente Sergio Mastroeni ha presentato in municipio una richiesta di revoca della convocazione del Consiglio del 3 febbraio, indirizzata al consigliere anziano nella qualità di presidente facente funzioni, al sindaco e al segretario generale, ritenendo sia nulla in quanto la vicepresidente si è dimessa nel corso dell'ultima seduta e la dichiarazione è efficace nonostante la nullità di quella deliberazione. “Nel corso della seduta del 14 gennaio, come si evince dalla lettura del verbale, contraddistinto con il n. 2 delle sedute consiliari e regolarmente pubblicato, viene riportato che 'la dott.ssa Lisa Intelisano accettata espressamente la carica di presidente del Consiglio, rassegna le proprie dimissioni da vicepresidente' – spiega Mastroeni – e inoltre si è poi proceduto alle conseguenti comunicazioni esecutive presso le autorità governative e regionali preposte, dando piena efficacia alle dimissioni, che sono irrevocabili. In tal senso la giurisprudenza dice che 'la generale disciplina dell’istituto delle dimissioni, che nel diritto civile, così come in quello amministrativo e, in particolare, in quello degli enti locali sono sempre irrevocabili, anche al variare delle circostanze che le potevano aver occasionate'. Ne consegue che qualunque sia la sorte della deliberazione, la vicepresidente ha rassegnato le proprie dimissioni con dichiarazione di volontà raccolta a verbale con valore di atto pubblico. La dichiarazione è piena pertanto è immediatamente esecutiva, con la conseguenza che è nulla la convocazione del consiglio comunale per il 3-4 febbraio – evidenzia l’ex presidente – non avendo più potere il vicepresidente, ormai decaduto, e qualunque determinazione venisse adottata in sede consiliare sarebbe travolta dalla evidente ed insanabile nullità della vocatio consiliare. Si chiede di prenderne atto, provvedendo a nuova convocazione nel rispetto della legge, che deve essere redatta dal consigliere anziano”.


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