Sabato 21 Settembre 2019
Passo indietro dopo neanche 10 giorni. Per il sindaco è un fallimento del gruppo


Crisi ad Alì, si dimette l’assessore Smeralda. Rao: "Valutiamo se andare avanti"

di Andrea Rifatto | 14/07/2018 | POLITICA

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Sindaco, assessori, presidente e vice

Clamorosi sviluppi politici ad Alì a neanche dieci giorni dal varo della nuova amministrazione comunale. Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale si è dimessa dalla carica l’assessore Candelora Smeralda, che il 2 luglio era stata nominata in Giunta dal sindaco Natale Rao con le deleghe a Sport, Turismo e Spettacolo, Volontariato e Associazionismo, Tempo libero, Politiche sociali per l’Infanzia, Politiche giovanili, Politiche comunitarie, Politiche del lavoro e dell’occupazione, Servizio civile, Pari Opportunità. Smeralda è stata la più votata alle elezioni del 10 giugno con 95 preferenze e dopo la nomina ad assessore si era dimessa da consigliera per lasciare spazio ad un altro candidato. Nel corso della legislatura avrebbe dovuto dividere la carica di vicesindaco (due anni e mezzo ciascuno) con Roberto Roma (assessore designato in campagna elettorale insieme a Sabina D'Angelo, a cui è invece andata la presidenza del Consiglio), che è stato nominato per primo vicesindaco da Rao. In Aula, però, prima che il sindaco comunicasse la composizione del nuovo governo cittadino, Smeralda ha letto un documento di quattro pagine comunicando le dimissioni, lanciando accuse alla sua compagine e levandosi dei veri e propri macigni dalle scarpe. Una rottura basata sull’affidamento dell’incarico di vicesindaco, che evidentemente Candelora Smeralda contava di ricevere sin dal primo momento e per tutto il corso dei cinque anni. Una decisione, quella di dimettersi, che ha lasciato in confusione il primo cittadino e il resto della maggioranza, tanto che lo stesso sindaco sta valutando se andare avanti o meno.

Candelora Smeralda ha ringraziato innanzitutto i suoi 95 elettori sottolineando come “di cattiverie ne sono state dette tante, la mia candidatura non è piaciuta a tanti e secondo qualche pronostico avrei dovuto portare dalle 14 alle 30, massimo 35 preferenze e questo risultato non è andato proprio giù a quanti continuano a scervellarsi alla scoperta di chi mi ha votato”. Poi l’affondo: “Mi dimetto dall’incarico a me affidato in quanto incapace di svolgerlo non avendo le competenze tecniche, intellettive né l’esperienza né la professionalità, dunque non è giusto lasciare questo ruolo a chi non è in grado di svolgerlo. La nostra storia politica ci insegna che questi ruoli a metà (due anni e mezzo) non portano da nessuna parte e non hanno nessun senso, prevale sempre il più bravo, il più furbo. Dunque lascio la tanto ambita poltrona a chi era stata designata già da tempi non sospetti, anche perché se non sono in grado di ricoprire questo ruolo adesso, visto che non ho i requisiti adatti, non lo sarò nemmeno tra due anni e mezzo, dunque meglio non stravolgere gli equilibri, lasciamo tutto come da programma. Caro Roberto Roma – ha poi proseguito rivolgendosi al vicesindaco – puoi dormire sogni tranquilli non sarò di certo io a stravolgere i vostri programmi, ma già vero non c’era nessun accordo in precedenza o forse sì, tutti sapevano e l’unica ad non essermene resa conto sono stata io. E allora visto che l’elemento di squilibrio, l’immatura, sono io, non voglio creare tensioni all’interno del gruppo, sono abbastanza umile da fare un passo indietro e lasciare a voi “bravi” il compito di amministrare questo paese, perché come è stato puntualizzato più volte quelli bravi, quelli che lavorano in pubblici uffici ricopriranno i ruoli più prestigiosi. C’è stato solo uno scambio di ruoli come la proprietà commutativa, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, chi doveva essere presidente è diventato vicesindaco e viceversa. Tranquilli non cambierà nulla le poltrone a due anzi a tre come era stato anche proposto non fanno per me, perché non lo sono stata e non lo sarò mai la seconda scelta di nessuno ed in questo caso nemmeno la seconda scelta visto che si è arrivati a questa conclusione solo dopo il mio disappunto, perché nonostante il voto del popolo sovrano, con 95 preferenze, io non ero degna di ricoprire questo ruolo, ma solo un assessorato, un contentino tanto per tapparmi la bocca, gusto perché le preferenze in questa campagna elettorale non dovevano contare ma questo riguardava solo me”.

“Contentino e presa in giro perché – ha detto in Consiglio Smeralda – giusto adesso mi viene affidato l’incarico di assessore al Turismo in quanto esperta nel settore, ma fino a due giorni prima nessuno conosceva le mie competente in materia e il mio lavoro svolto nel settore e in campagna elettorale l’esperto del turismo con tanto di esperienza e di bel discorso alla mano è stato qualcun altro ma all’improvviso l’esperta del turismo sono io. Sfido chiunque al mio posto a non pensare di essere presa in giro, tanto per farmi stare tranquilla. Scusatemi ma a me non sta bene. Le mie preferenze hanno creato scompiglio, hanno stravolto fin troppi equilibri e giochetti andati male come quelli di alcuni miei compagni di lista che hanno pensato bene a chi professava la volontà del mio nome come preferenza di far cambiare idea proponendo un’altra candidata più competente perché non doveva fare cattiva figura e forse doveva ricoprire un ruolo prestigioso”. Poi rivolgendosi al sindaco: “Le mie parole non hanno avuto nessun peso nelle tue scelte, mi fidavo di te pensavo che come capo gruppo facessi gli interessi di tutti ma non è stato così, hai tenuto conto solo delle opinioni e necessità di altri candidati. Non ha senso continuare ulteriormente, lascio ampio spazio a chi ha le capacità, competenze e soprattutto bravura di saper amministrare bene”.

Il sindaco Natale Rao ha espresso tutto il proprio rammarico per le dimissioni sottolineando che per lui l’assessore Smeralda fa ancora parte integrante della squadra e che sarà oggetto di valutazione anche la decisione se andare avanti o fermarsi, considerato che se un componente della squadra giunge a tali determinazioni, allora il fallimento è di tutto il gruppo. Riguardo alle preferenze, ha evidenziato che sin dal primo giorno ha manifestato apertamente al gruppo la volontà di non tenerne conto, sottolineando che quello che è importante è portare avanti insieme il progetto iniziale per migliorare Alì. "Le motivazioni a supporto delle dimissioni, il lasciare il gruppo a sorpresa, fa male – ha detto il primo cittadino - significa che questa decisione è stata meditata. Non mi spiego il motivo per cui sia stato citato il nome di Roberto Roma, credo ancora in questa squadra ed è mia intenzione quest’oggi riconfermare la scelta. Inizialmente si era pensato di suddividere la carica di vicesindaco tra i tre assessori, come si fa anche da altre parti. Però, per accordi interni, si è concordato di condividerla tra Roma e Smeralda. La scelta di individuare chi inizia come vicesindaco per me non ha importanza. Tuttavia, considerare tale funzione un ruolo prestigioso ha portato a questo. Il popolo ha affidato al gruppo, con un grande scarto, una grande responsabilità,lLe incomprensioni tra noi sono inezie, perché se istighiamo i ragazzi dall’inizio, allora non andremo da nessuna parte. Perché, se così è, non cambierà mai nulla”. Poi, ribadendo il proprio rammarico e sottolineando di non comprendere le differenze tra i ruoli, ha pronunciato, n dialetto, un’espressione: “Quel popolo che ci ha dato tanta fiducia, tanti voti, è lo stesso popolo che, se vuole, ci demolisce”.

A questo punto è intervenuta la minoranza chiedendo di non generalizzare. Il consigliere Giovanni Fiumara ha evidenziato come tale affermazione offende tutta la comunità aliese ed ha abbandonato l’Aula, mentre per il capogruppo Natale Triolo “si è partiti con il piede sbagliato e chiedo che il tutto possa svolgersi in un clima di serenità e soprattutto che non si generalizzi”. Il sindaco ha replicato che “purtroppo, in questo momento, per quello che è appena accaduto, non vi è un clima di serenità”, ribadendo il proprio rammarico e la propria delusione per le aspettative che si erano tutti prefissati. “Significa - ha concluso Natale Rao – che qualcosa si è sbagliato dall’inizio e che, come dice il consigliere Triolo, si è partiti con il piede sbagliato. Faremo le nostre valutazioni su questa situazione e decideremo cosa fare nei prossimi giorni, mesi o anni se vogliamo continuare”.


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