Domenica 25 Agosto 2019
Il sindaco di S. Teresa di Riva e neo deputato si è insediato in Parlamento


De Luca saluta l'Ars, Lo Giudice giura e diventa onorevole

di Andrea Rifatto | 30/10/2018 | POLITICA

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Lo Giudice con familiari e amici dopo la seduta

Sindaco e deputato regionale. Dalle 17.30 di oggi Danilo Lo Giudice, oltre alla fascia tricolore, ha indossato anche l’abito di onorevole. Il primo cittadino di S. Teresa di Riva ha infatti prestato giuramento all’Assemblea regionale siciliana e si è insediato nel Parlamento più antico del mondo ad un anno dalle elezioni regionali del 2017. A consentirgli di sedere tra i banchi dei Sala D'Ercole sono state le dimissioni da parlamentare di Cateno De Luca, presentate mercoledì scorso, che dopo un lungo tira e molla ha deciso di continuare a fare il sindaco di Messina, non potendo mantenere la doppia carica in quanto la legge non lo consente ai sindaci dei comuni superiori a 250mila abitanti, “pur nella consapevolezza di poter rimanere ancora in carica nella doppia veste per altri lunghi mesi – ha scritto De Luca nella lettera al presidente Gianfranco Miccichè - essendo la Commissione verifica poteri impossibilitata ad operare per la pendenza dei ricorsi che rendono i singoli componenti giuridicamente incompatibili ed impossibilitati ad operare, ho deciso di togliere la S.V. dall’imbarazzo istituzionale nel quale si sta trovando, optando per l’esercizio del mandato di sindaco di Messina”. Lo Giudice, secondo dei non eletti della lista Udc-Sicilia Vera nel Collegio di Messina con 4.291 preferenze, può invece svolgere il doppio incarico (è sindaco dal giugno 2017) senza alcuna incompatibilità. Trentadue anni il 13 novembre, il sindaco di S. Teresa è tra i più giovani deputati a sedere a Palazzo dei Normanni, dove arriva dopo un percorso iniziato nel 2006 a fianco di Cateno, “il bomber” come ama definirlo, al quale è rimasto legato in questi anni senza mai allontanarsene, affrontando alti e bassi e riuscendo ad ottenere risultati alle volte inaspettati. Come nel caso delle Regionali dello scorso, quando la strategia messa in atto dal sindaco di Messina per piazzarsi primo della lista con Lo Giudice secondo si è perfettamente concretizzata. L’attribuzione del seggio vacante è stata approvata all’unanimità dalla Commissione verifica poteri, riunitasi per 30 minuti dopo le dimissioni di De Luca: Danilo Lo Giudice ha quindi giurato sul banco della presidenza, con non poca emozione, dopo la formula di rito letta dal vicepresidente vicario Giovanni Di Mauro, divenendo così ufficialmente parlamentare regionale della XVII legislatura. Così come De Luca, ha deciso di iscriversi al Gruppo Misto. Ad assistere alla seduta familiari, parenti e amici, tra cui assessori e consiglieri di S. Teresa. Su di lui sono adesso riposte le speranze di cittadini e amministratori locali del territorio jonico ma anche del resto della provincia, che potendo contare su un rappresentante in Parlamento contano di vedere affrontate e risolte le numerose problematiche locali. E Lo Giudice ha già garantito che cercherà le risposte giuste.

Il saluto di De Luca. “Sono qui per salutare colleghi e dirigenti e quanti hanno sopportato le mie intemperanze, compreso il Governo – ha esordito De Luca – questo Parlamento dovrebbe sistemare alcuni profili normativi anche per quanto riguarda le incompatibilità. Voglio richiamare l’attenzione alle prerogative del territorio, oggi ho fatto una scelta in controtendenza per stare  in trincea e ho deciso, dopo la terza esperienza in questo Parlamento, di portare avanti una battaglia per il territorio. Oggi mi sento in una situazione strana, pensando che da giovane sognavo di diventare parlamentare regionale e adesso sto rassegnando le dimissioni, ma sono sereno e contento perché al mio posto subentra Danilo Lo Giudice, un altro giovane siciliano che fa politica con passione con me da tanti anni, un giovane del territorio con quella sensibilità indispensabile per valutare le norme, spesso sotto il profilo pratico inapplicabili o che generano danni. Chi vive il territorio ha anche questa sensibilità. Lascio il Parlamento con la consapevolezza di non lasciarlo, con Danilo abbiamo fatto tante battaglie e so che saranno portate avanti da un collega che valorizzerà la sua esperienza. Sogno di tornare da presidente della Regione, tra cinque o dieci anni, lavorerò per questo avendo a cuore le prerogative di questa terra. Sono sempre stato un convinto autonomista e oggi sono un convinto indipendentista, per il futuro non vedo più partiti ma uno scontro tra territori e centralismo. Ora che ho risolto il mio conflitto di interessi . ha concluso De Luca – solleciterò il Governo per sbloccare i fondi Poc per la città di Messina”. L’Ars ha poi proseguito i suoi lavori discutendo cinque disegni di legge e il bilancio consolidato 2017.


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